Stiamo facendo pressioni ai parlamentari europei perchè votino NO allo sfruttamento delle coste del sahahra occidentale incluse nell’accordo di pesca con il marocco.

Il 9 e il 10 dicembre 2013 in plenaria a Strasburgo  il Parlamento europeo dovrà esprimersi sul nuovo accordo di pesca, ed è quindi  molto importante che le associazioni, Ong e gli Enti Locali solidali contattino i parlamentari europei italiani (elenco allegato) affinché esprimano un voto contrario al rinnovo dell’accordo di pesca tra Unione europea e Marocco, in quanto include le acque territoriali del Sahara occidentale ed è quindi contrario alla legalità internazionale.

Già nel 2011 la maggioranza dei parlamentari europei espresse voto contrario all’accordo di pesca tra UE e Marocco, che in questo modo non fu rinnovato.

L’attuale accordo di pesca e il suo protocollo si estendono alle acque al largo del Sahara Occidentale, un Territorio Non Autonomo, che non è riconosciuto come territorio marocchino né dall’Onu, né da nessun altro Paese al mondo. In base al diritto internazionale, inoltre, le attività economiche legate allo sfruttamento delle risorse naturali di un Territorio con tali caratteristiche devono essere utilizzate a beneficio della popolazione di detto territorio e in linea con i suoi auspici.

Petizione pesca UE – MAROCCO

Firma e invia anche tu la Lettera qui sotto agli europarlamentari italiani

(indirizzi mail europarlamentari)

Gentile Onorevole,
il 24 luglio 2013, Marocco e Commissione europea hanno sottoscritto un nuovo accordo di pesca che consentirà a pescherecci europei di pescare nelle acque territoriali del Marocco e del Sahara occidentale, visto che nello stesso accordo non  se ne specifica l’esclusione.
L’accordo costerà alla Commissione 40 milioni di euro all’anno, per quattro anni, a fronte dei 36,1 milioni di euro del precedente accordo, e non sarà immediatamente esecutivo, ma dovrà essere approvato dal Parlamento europeo, che già nel 2011 aveva espresso parere contrario al rinnovo dell’accordo. Le motivazioni erano basate sui dubbi circa l’effettiva rendita economica e la sostenibilità del patto per l’Unione europea, ma soprattutto perché l’accordo violava i diritti fondamentali del popolo sahrawi e la legalità internazionale.
Il Sahara Occidentale non è parte del Marocco, nessun paese al mondo ha mai riconosciuto le sue pretese di sovranità, i Sahrawi non sono mai stati consultati sul tema dello sfruttamento delle risorse del territorio, in particolare pesca e fosfati, ma il Marocco con la complicità dell’Europa, continua, indisturbato, a violare la legalità internazionale e i diritti umani del popolo sahrawi.
Qual è la speranza del popolo sahrawi? Che il Parlamento europeo, il prossimo 10 dicembre, esprima ancora una volta un parere negativo sull’accordo, visto che dopo il Trattato di Lisbona, ogni accordo prima di entrare in vigore deve essere ratificato dal Parlamento europeo.
Le pretese del Marocco sul Sahara Occidentale sono state respinte dalla Corte Internazionale di giustizia, e non sono riconosciute dalle Nazioni Unite né da alcun altro Paese al mondo. Il Sahara occidentale è l’ultimo Territorio Non Autonomo del continente africano, che attende di portare a termine il suo processo di decolonizzazione.
Oggi l’accordo di pesca tra l’UE ed il Marocco è probabilmente il segno più forte e visibile della politica internazionale di sostegno alla occupazione illegale e contribuisce direttamente a minare gli sforzi di pace delle Nazioni Unite nella zona.
Non siamo contrari alla stipulazione di accordi bilaterali tra l’Unione Europea ed il Marocco, al contrario, ma questi accordi dovrebbero applicarsi al territorio marocchino.
Ora che l’attuale accordo di pesca con il Marocco deve essere rinnovato, chiediamo che il Sahara Occidentale sia esplicitamente escluso dalla sua applicabilità territoriale, come d’altronde lo esclude l’analogo accordo di pesca USA-Marocco, firmato nel 2004 ed entrato in vigore nel 2006.
Chiediamo di rispettare la legalità internazionale, votando no a un accordo di sfruttamento illegittimo delle risorse del Sahara occidentale.

Cordialmente

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