Workshop internazionale sul Sahara Occidentale in occasione della Presidenza italiana dell’Unione europea

venerdì 5 dicembre

presso il Dipartimento di Scienza Politiche,

Campus di Forlì dell’Università di Bologna

scarica qui il programma dell’workshop

 

 

IL PERCHE’ DI QUESTA INIZIATIVA

Lo scopo dell’iniziativa è di riunire per la prima volta esperti e personalità, formalmente incaricate a svolgere un ruolo significativo nella vicenda, a discutere insieme dell’approccio dell’Unione Europea tenuto sino ad oggi sulla questione del Sahara Occidentale, in particolare in relazione a quegli aspetti che suscitano maggiore dibattito e controversia nella comunità scientifica. Oltre a costituire un momento importante per fare il punto sugli aspetti scientifici, rappresenta un’occasione per favorire la ripresa dei colloqui e l’Italia, in qualità di presidente di turno dell’UE, potrebbe giocare un ruolo specifico. La Regione Emilia-Romagna è stata sempre molto attenta alle evoluzioni del Piano di Pace ONU, il rispetto dei Diritti Umani della popolazione sahrawi e a sostenere la situazione umanitaria dei campi dei rifugiati, tramite gli strumenti della cooperazione decentrata. La recente Risoluzione dell’Assemblea Legislativa, condivisa, com’è ormai di prassi, dall’intero arco di forze politiche, ribadisce il proprio impegno  favorire la ricerca di una soluzione pacifica al conflitto, rispettosa del diritto di autodeterminazione del popolo sahrawi, cosciente che la stabilizzazione dell’area porterebbe indubbi benefici alle relazioni tra l’Italia e il Nord Africa.

IL CONTESTO

Il Sahara Occidentale costituisce un territorio non autonomo sotto occupazione da parte del Marocco. Colonia spagnola, l’Assemblea generale delle Nazioni unite ha riconosciuto il Sahara Occidentale come territorio non autonomo già con la risoluzione 66 (I) del 1946, assicurando quindi nei suoi confronti l’applicazione della risoluzione n. 1514/60 relativa alla Dichiarazione sull’indipendenza ai paesi e popoli coloniali, come successivamente confermato dalle risoluzioni n. 2072/65 e 2229/66 e dal parere della Corte internazionale di giustizia del 16 ottobre 1975 che riconoscono espressamente il diritto del popolo Saharawi all’autodeterminazione. Abbandonato dalla Spagna nel 1975, il Sahara  Occidentale è contestualmente occupato dal Marocco in seguito alla c.d. Marcia Verde. La lotta di liberazione nazionale tra il Fronte Polisario, riconosciuto dalla IV° Commissione dell’AG sulle questioni politiche speciali e la decolonizzazione come legittimo rappresentante del popolo Saharawi, e il Marocco ha termine nel 1988 con la conclusione di un armistizio sotto l’egida del Consiglio di sicurezza il quale reitera il diritto all’autodeterminazione del popolo Saharawi da realizzarsi secondo il principio del referendum sotto la supervisione di una forza delle Nazioni unite per il mantenimento della pace stabilita sul terreno (Minurso). A causa dell’opposizione del Marocco, tuttavia, il referendum non ha ancora potuto avere luogo con la conseguenza che a tutt’oggi il Sahara Occidentale rimane l’ultimo territorio nel continente africano a non avere potuto esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione.

Nel quadro del c.d. processo di Barcellona, l’Unione europea ha concluso diversi accordi bilaterali con il Marocco finalizzati a approfondire l’integrazione economica tra le parti. L’accordo di associazione Ue – Marocco del 2000 costituisce il quadro giuridico generale entro il quale le relazioni tra le parti sono destinate a svilupparsi. Nel solco dell’accordo di associazione, sono stati stipulati il recente Accordo in merito a misure di liberalizzazione reciproche per i prodotti agricoli, i prodotti agricoli trasformati, il pesce e i prodotti della pesca, entrato in vigore nel 2012, e il Protocollo sulla pesca, concluso nel 2013, che riprendono e aggiornano accordi precedenti. Nessuno di questi accordi esclude esplicitamente il territorio del Sahara Occidentale dal proprio campo di applicazione, contrariamente a accordi dello stesso tipo conclusi con altri paesi, come, ad esempio, l’Accordo di libero scambio concluso dal Marocco con gli Stati Uniti. La mancata esclusione del territorio del Sahara Occidentale solleva molti problemi di compatibilità tra questi accordi e il diritto internazionale, tra cui, oltre allo stesso principio di autoderminazione, il principio sulla sovranità delle risorse naturali, il divieto di sfruttamento delle risorse di un territorio sotto occupazione, l’obbligo di non riconoscimento delle situazioni sorte in modo illecito, il divieto di concludere accordi con una potenza occupante una volta che il processo di decolonizzazione è iniziato. Diversi profili di compatibilità sembrano porsi anche con lo stesso diritto dell’Unione europea.

L’iniziativa è sostenuta dalle associazioni e dagli enti che fanno parte del Tavolo Paese Sahrawi coordinato dalla Regione Emilia-Romagna. Ovvero: Comune di  Nonantola, Comune di Forlì, Comune di Ravenna, Comune di Ponte San Nicolò – Padova) Associazione El Ouali (Bologna), CISP Emilia-Romagna (Granarolo dell’Emilia), CGIL (Emilia Romagna), Nexus Emilia-Romagna (Bologna), Peace Games (Bologna), Associazione Kabara Lagdaf (Modena), AUSER Emilia-Romagna  (Bologna), Associazione 1514 Oltre il muro (Ponte S.Nicolò – PD), Associazione TreCaSma (Trento)

COORDINAMENTO: Fabio Casini (Punto EU), Claudio Cantù (Ass. El Ouali), Giulia Olmi (CISP)

 

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