Aggiornamenti sul progetto
Referenti progetto:
Federico Comellini
federico.comellini@libero.it
Marcella Isola
marcella.isola@gmail.com

IL PROGETTO

Dal 2000 che l’Associazione “El Ouali Bologna per la libertà del Sahara Occidentale”, in collaborazione con altre Associazioni dell’Emilia Romagna e con la copertura sanitaria della Regione Emilia Romagna, all’interno del Programma “BAMBINI SAHRAWI – PICCOLI AMBASCIATORI DI PACE”, promuove e realizza, nella provincia di Bologna, l’ospitalità di bambini Saharawi, provenienti dai campi profughi di Tindouf in Algeria.

CHI SONO I PICCOLI AMBASCIATORI DI PACE:

Bambini hanno tra i 6 e i 12 anni, e provengono dai Campi profughi di Tindouf (Algeria). Dal 1991, data dell’armistizio che ha posto fine alla guerra di occupazione iniziata con la marcia verde, la  popolazione Saharawi vive dispersa e divisa: una parte, rimasta nei territori occupati dal Marocco (ora unica nazione occupante del Sahara Occidentale), un’altra in Europa e la parte più numerosa (circa 200.000 abitanti) che si è rifugiata, dopo una fuga sotto i bombardamenti di napalm e fosforo, nel deserto algerino nei pressi di Tindouf.

OBIETTIVI DEL PROGETTO

Gli obiettivi che ci si prefigge con questo progetto non sono solo quelli di offrire, per il breve soggiorno estivo, condizioni di vita migliori dal punto di vista climatico (durante l’estate nel paese d’origine le temperature raggiungono valori estremi) e da quello alimentare e sanitario, ma anche, e soprattutto, sensibilizzare popolazione e istituzioni, con momenti di incontro e scambio culturale, attraverso attività ludico ricreative ed informative aperte alla cittadinanza italiana.

Dopo un periodo di permanenza di un mese in famiglia nella provincia di Reggio Emilia dove vengono effettuati accertamenti sanitari, i bambini sono ospitati dalla associazione El Ouali nella Provincia di Bologna e dintorni per un altro mese.

Come associazione si è scelto l’opzione di ospitalità del gruppo di bambini insieme, rispetto ad esempio all’accoglienza in famiglie, per attenuare il più possibile il senso di spaesamento e la nostalgia che spesso, vista la giovane età e il diverso del contesto a cui sono abituati, può cogliere i giovani ospiti. I bimbi vengono accolti in strutture (scuole, ostelli, agriturismi..) con la collaborazione di amministrazioni locali e di enti pubblici e privati che si rendono disponibili. Durante tutto il periodo i bimbi sono seguiti da 2 accompagnatori saharawi e da almeno 2 volontari dell’associazione El Ouali.

LE ATTIVITA’

Di seguito un breve estratto delle principali attività, ma si invita a seguire l’accoglienza ogni anno attraverso comunicati e articoli, brevi resoconti e materiale foto/video pubblicati su vari media (stampa, internet e pagina facebook).

IL PERCORSO SANITARIO

La Regione Emilia Romagna finanzia le spese sanitarie dei bambini saharawi ospiti in Emilia Romagna. I bambini sono sottoposti a visite di screening sanitario. Nel caso in cui vengano riscontrati particolari problemi di salute gli accompagnatori saharawi si fanno garanti, una volta rientrato ai campi, di informare le famiglie dei bambini per spiegare loro la situazione. A seconda delle patologie e una volta avuto il consenso delle famiglie, si cerca di far rientrare il bimbo in programmi per garantirgli le cure necessarie e un sistema di monitoraggio dello stato di salute.

LE PROPOSTE RICREATIVO-CULTURALI

Le proposte ricreativo culturali nascono da una riflessione sul tipo di esperienza che si vuole lasciare nel percorso di crescita di questi bambini. Convinti che possa essere un esperienza speciale per loro, ci si preoccupa soprattutto che non causi loro ansie e diventi invece strumento di conoscenza e apertura al mondo. Tra le proposte ricreative offerte agli ospiti: nuoto e attività di gioco nelle piscine della zona, attività ludico-sportive presso i campi estivi, laboratori vari (tra cui quello di ceramica condotto dai formatori che seguono anche l’avviamento e il mantenimento di un centro per la produzione di ceramica nei campi profughi), circo, feste ed iniziative del territorio.

SENSIBILIZZAZIONE ISTITUZIONALE E POLITICA

Troppo spesso i Saharawi, per la loro scelta di una risoluzione del conflitto attraverso la diplomazia e la non violenza vengono ignorati dai media e la loro situazione è poco conosciuta dall’opinione pubblica. L’Associazione El Ouali nasce proprio per promuovere ed organizzare iniziative di solidarietà e conoscenza: l’accoglienza sembra pertanto un ottimo modo per testimoniare e poter raccontare la situazione di sofferenza e difficoltà dei Saharawi. Colpisce vedere come i bimbi, investiti del ruolo di ambasciatori di pace, si sentano fieri e orgogliosi di rappresentare il loro popolo negli incontri istituzionali con gli amministratori e nonostante i problemi di lingua (i più parlano Hassanya, un dialetto arabo e solo alcuni lo spagnolo, in virtù del passato coloniale del Sahara Occidentale) i bimbi riescono ad essere ottimi comunicatori della ricchezza del proprio popolo.

IL PARTENARIATO DEL PROGRAMMA DI ACCOGLIENZA

L’Associazione Jaima Saharwi di Reggio Emilia è la referente per la realizzazione dell’accoglienza presso le autorità saharawi e le autorità italiane ed ha come Partner:

  • La RASD (Ministero per la gioventù e lo sport) e la Rappresentanza della RASD/Fronte Polisario in Italia.
  • La Direzione Generale per l’immigrazione e le politiche di integrazione – presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale (ex Comitato Minori Stranieri) per il nulla osta al rilascio dei Visti.
  • Ambasciata italiana in Algeria che concede i Visti ai bambini e agli accompagnatori sahrawi per l’ingresso in Italia attraverso il Programma d’Accoglienza.
  • le associazioni locali, come El Ouali, che si occupano di accogliere i bimbi.

CHI CON NOI SOSTIENE IL PROGETTO

L’associazione El Ouali è tra i Partner Locali a cui è affidata la realizzazione dell’accoglienza durante parte del periodo di soggiorno estivo, con responsabilità sui bambini ed accompagnatori e copertura in quota delle spese di gestione dell’accoglienza. L’associazione El Ouali per realizzare il progetto si fa carico di organizzare:

  1. l’ospitalità comprensivo di vitto e alloggio (da soli o con altri partner) per il periodo interessato, di un gruppo di bimbi con accompagnatori adulti saharawi;
  2. i mezzi di trasporto;
  3. le attività di animazione (culturali e sportive),e le occasioni di incontro tra i bambini saharawi, associazionismo, società civile ed istituzioni italiane;
  4. i controlli medici necessari.

ed inoltre di coprire il pagamento di competenza delle quote per le spese dei voli dei bimbi e accompagnatori (A/R tra Tindouf – Algeria – e Italia),le spese assicurative, burocratiche e mediche per bambini e accompagnatori, spese per vestiti e materiali, ecc., eventuali costi per bambini trattenuti in Italia per emergenze sanitarie ed in generale le spese organizzative e di gestione.

Negli anni hanno sostenuto il progetto con la nostra associazione: la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Bologna i Comuni di terre d’Acqua (Sant’Agata Bolognese, Sala Bolognese, Anzola Emilia, Sasso Marconi, Bentivoglio, San Giorgio di Piano, Bologna, Castello d’Argile e Bellaria). Queste amministrazioni in varie forme e maniere hanno permesso materialmente la realizzazione del progetto, nonchè valorizzato, con incontri politici-istituzionali, la presenza dei bambini Saharawi sul territorio per diffondere la conoscenza della situazione in cui vive il popolo Saharawi.

Oltre alle amministrazioni pubbliche, ci sono poi altre associazioni e realtà del territorio che sostengono il progetto di accoglienza, quali: I Giardini del Guasto di Bologna, il Centro recupero Fauna selvatica di Monte Adone a Sasso Marconi, la Società sportiva Libertas Vigor di Castello Argile, la Cooperativa Sociale Società Dolce di Bologna.

L’associazione El Ouali inoltre ha aderito al Progetto SaYes promosso dal VOLABO (Centro Servizi per il Volontariato di Bologna) in collaborazione con il Comune di Bologna, rivolto ai giovani delle scuole secondarie di Bologna con la finalità di avvicinare i ragazzi al mondo del volontariato e facendoli partecipare alle attività estive.

ED I SAHARAWI COSA DICONO DI QUESTO PROGETTO…
“I bambini Sahrawi, lontani sin dalla nascita dalla loro vera terra (solo raccontatagli dalle famiglie) e senza possibilità di conoscere il mondo esterno, hanno, con l’esperienza di accoglienza in Europa, una opportunità di confronto con la realtà che si vive al di fuori dei campi profughi. Quest’esperienza ha notevoli implicazioni per i ragazzi coinvolti: si tratta della prima opportunità di sperimentare direttamente una vita diversa dalla quotidiana gestione delle emergenze tipica di un campo profughi (per quanto organizzato). Questo vuol dire poter lasciare un deserto infuocato (nel periodo delle peggiori condizioni ambientali, con temperature proibitive per qualsiasi essere vivente) e conoscere società e costumi diversi dai propri, altrimenti noti solo a partire da falsi miti e racconti di seconda mano. L’opportunità, inoltre, di avere visite mediche in una fase della crescita importante per prevenire l’insorgere di patologie pericolose.
Tutto questo grazie alla grande esperienza umana e sociale che l’accoglienza estiva offre come opportunità di scambio tra bambini del deserto e le comunità italiane coinvolte. I bambini vivono questa opportunità con grande emozione, ben sapendo che le loro famiglie solo con grandi sacrifici affettivi acconsentono alla loro partenza: questo rende la loro esperienza ancora più importante perché si tratta della prima effettiva separazione da affetti insostituibile. I bambini sanno che le loro famiglie saranno ad attenderli con ansia ma sanno anche quanto sia preziosa l’esperienza che vivranno e quindi vi si affidano con molte speranze. Si tratta del primo loro viaggio, in attesa del viaggio del ritorno alle loro case abbandonate nel Sahara Occidentale, quando la pace ritornerà”.