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REFERENTE

Leo Rambaldi: leorambaldi@hotmail.it

La prima fase consiste nella predisposizione dei diversi locali del laboratorio dove vengono svolte le fasi di lavorazione della ceramica per poter arrivare alla realizzazione di un prodotto finito: per la stampatura e lavorazione della terra,  per la decorazione e la cristallinatura dei manufatti, per la cottura dei manufatti (stanza del forno), il deposito (delle argille, dei colori, delle critalline e del gesso).

Segue poi la formazione per rendere il laboratorio autonomo nelle varie fasi di lavorazione. I risultati ottenuti, considerando le grosse difficolta’ ambientali, sono buoni. I probleme principali che abbiamo avuto sono: la sabbia, che entrando nei locali di lavorazione altera i manufatti, e la mancanza di luce elettrica continuativa per la cottura.

Quello che sempre ci colpisce è la motivazione delle persone che abbiamo formato negli anni, nonostante le difficolta infatti sono andate al laboratorio con costanza quando per arrivare al laboratorio dovevano impiegare anche più di un’ora. I laboratori sono non solo un luogo di lavoro, ma anche uno spazio in cui socializzare ed uscire dalla monotonia del vivere in tenda. Il livello dei manufatti prodotti, dopo una buona formazione è discreto soprattutto sulla prima cottura; maggiori difficoltà, in parte superate con l’introduzione della tecnica delle cristalline, riguardano la decorazione dei pezzi, anche a causa dei non pochi inconvenienti tecnici a cui si va incontro.

LAVORAZIONI

Stampatura

Nell’apposito locale il lavoro si svolge esclusivamente sopra un tavolo murato per terra e completamente piastrellato,ben robusto e di facile pulizia ideale per il processo di stampatura e successiva rifinitura dei manufatti. A questa prima fase della lavorazione sono state scelte quattro ragazze, quelle che manualmente riescono meglio con la stampatura degli oggetti negli appositi stampi di gesso e alla fase della rifinitura tramite utensili appositi(spatole in acciaio,coltellini,bastoncini di legno e bava).Questa è sicuramente la fase piu delicata  del processo ceramico nel laboratorio,sia per il problema della temperatura esterna,che per il vento che asciuga troppo velocemente gli oggetti appena stampati e per la sabbia che entra nei locali compromettendo la buona riuscita dell’oggetto. L’essicamento troppo veloce a causa di questi motivi provoca negli oggetti, anche se sono di piccole dimensioni una deformazione molto evidente. Si e’ scelto di impiegare come argilla una terraglia tenera,questo perche’ la terraglia cuoce bianco e viene quindi eliminata la fase della smaltatura per poter rendere l’oggetto bianco prima della successiva decorazione. L’utilizzo della terraglia richiede una attenta pulizia sia del locale che degli attrezzi impiegati nella stampatura(stampi di gesso, bastoncini e acqua sempre ben pulita), deve essere costante e approfondita,altrimenti la sabbia rossa di Dakla sporca e si deposita sugli oggetti appena stampati,con il risultato che dopo la prima cottura (cottura del biscotto), la terraglia invece di assumere il classico colore bianco assume una colorazione rosata (dovuta alla presenza di minerali ferrosi nella sabbia che fondono sulla superficie della terraglia),compromettendo la buona riuscita del manufatto finale.

Stampi di gesso: il gesso per la realizzazione degli stampi(scagliola fine), viene mandato al laboratorio dall’Italia. Per la realizzazione degli oggetti vengono utilizzati stampi appositi eseguiti direttamente dalle ragazze, utilizzando le madreforme sempre in gesso che si preparano per motivi di tempi realizzativi in Italia. Queste madreforme vengono poi lasciate sempre in laboratorio in modo tale da poter sostituire gli stampi usurati con i nuovi. L’usura deriva dal fatto che la continua stampatura degli oggetti provoca nel gesso un abbassamento dello spessore e di conseguenza un prodotto molto più sottile, più fragile e usurandosi anche i profili della decorazione dell’oggetto risulta meno comprensibile.

Le difficoltà che abbiamo riscontrato nella fase della stampatura e della successiva rifinitura degli oggetti sono:
–    La scarsa attenzione a volte da parte delle ragazze di osservare se il decoro in rilievo dell’oggetto appena stampato sia perfetto.
–    L’uso non sempre adeguato degli attrezzi necessari alla rifinitura.
–    L’impiego dell’argilla nel suo non ottimale grado di morbidezza e plasticità.
Il problema della conservazione della terra è  forse il passaggio  più importante di cui le ragazze devono preoccuparsi e avere attenzione maggiore. Nell’ultima visita al laboratorio abbiamo trovato alcuni pacchi di terra sia bianca che rossa completamente secchi per una mancanza di cura e attenzione. Si è dovuto quindi provvedere a sbriciolare la terra ed immergerla in acqua per fare in modo così di ripristinare le sue qualità plastiche. Questo problema provoca un gran dispendio di energie e di tempo, la loro attenzione deve essere costante e giornaliera. Per mantenere l’argilla sempre morbida e pronta all’uso le ragazze dovranno avere l’accortezza di bagnarla e tenerla sempre umida giorno per giorno e a tal scopo si è deciso di assegnare questo compito a due ragazze che dovranno controllare ed eseguire tale operazione. Abbiamo anche responsabilizzato le ragazze per quanto riguarda l’uso e il mantenimento delle attrezzature per la stampatura e la rifinitura(spatole, coltelli), ognuna di loro avrà in dotazione un set di ciascuno di questi attrezzi e ognuna dovrà usare i propri e mantenerli puliti ed efficienti. Si è cercato di fa capire loro che per ottenere un buon prodotto ceramico occorre sempre impegnarsi nel tenere pulito sia il locale che le varie attrezzature.

La decorazione.

Alla fase della decorazione lavorano quattro ragazze, anch’esse scelte partendo da loro, dalla loro capacità  nell’uso dei colori e dei pennelli e dalla loro curiosità di svolgere questa fase di lavorazione. La decorazione viene eseguita utilizzando colori e cristalline esclusivamente apiombici; rispettando le normative italiane per la salvaguardia dell’ambiente.I colori impiegati sono quelli classici per la decorazione su terraglia bianca(arancio, giallo, blu faentino, verderame, azzurro, manganese),vengono applicati sugli oggetti cotti in prima cottura con pennelli di varie misure e forme in base al decoro che devono realizzare. La difficoltà riscontrata è la diluizione del colore che si apprende solamente con il lavoro e l’esperienza.Abbiamo riscontrato un buon miglioramento in questo anche se permangono alcuni problemi come l’eccessivo colore che provoca difetti dopo la seconda cottura(cottura del finito),e a volte la mancanza di organizzare la decorazione rispettando i passaggi cromatici(dal colore più chiaro al più scuro).A marzo abbiamo portato nel laboratorio alcune cristalline colorate(preventivamente provate in Italia) per semplificare ancora di più la fase della decorazione, con queste le ragazze non dovranno più decorare a mano gli oggetti ma dovranno solamente immergere il manufatto nella cristallina colorata. Questa operazione porta ad un oggetto finito che si presenterà con una brillantezza ed una colorazione molto gradevole. L’unica difficoltà che prevede questa nuova tecnica introdotta è quella di trovare la giusta densità della cristallina dopo aver immerso la polvere colorata nell’acqua, in modo tale che l’oggetto che andranno ad immergere avrà assorbito la giusta quantità di materiale. Questa tecnica dovrebbe velocizzare di molto la fase della decorazione che è senza dubbio la più lenta, in modo tale da poter realizzare un maggior numero di oggetti.

Il forno e la cottura

Per la cottura dei manufatti il laboratorio dispone di un forno elettrico dotato di un microprocessore che fa in modo che la cottura si sviluppi in modo uniforme all’interno.Questa stanza viene utilizzata esclusivamente per la cottura, deve essere sempre ben chiusa e assolutamente non impiegata per qualsiasi altra fase della lavorazione per far si che il forno non venga in contatto con la polvere e la sabbia che potrebbero alterare le resistenze e bloccare il microprocessore. Abbiamo deciso dopo varie prove di cottura di cuocere ad una temperatura di 875° sia il biscotto(1° cottura), sia il finito(2° cottura),questo perchè la corrente elettrica arriva solamente in due fasce orarie giornaliere(dalle 8 circa alle 12 e dalle 20 alle 24 circa).Per cuocere ed arrivare a temperatura il forno necessita di almeno 6 ore continuative e non essendo sufficiente quella di una sola giornata il forno per arrivare a temperatura impiega circa tre giorni. Questo problema rallenta di molto la fase della cottura ma dovrebbe essere risolto visto che il Governatore di Dakla dopo un incontro avuto con lui a marzo ha promesso che  ci farà avere un giorno la settimana con almeno sette ore continuative di luce in modo da ultimare la cottura senza problemi. Per la fase dell’infornamento dei manufatti e l’utilizzo del forno(accensione, spegnimento e sfornamento),sono state scelte due ragazze che avranno la responsabilità di queste operazioni a garanzia di eseguire sempre le operazioni necessarie. Il forno necessita di alcune piastre nuove per l’infornamento di più piani, mentre per quanto riguarda i distanziatori(colonnine per costruire i piani),sono sufficienti quelli che stanno impiegando. Per ora il forno è in ottimo stato e le ragazze hanno capito l’importanza di averne buona cura.

MATERIALI E ATTREZZATURE

Elenco materiali e attrezzature impiegati nel laboratorio

–    Forno elettrico Protec in lana isolante per cotture ad alta temperatura (ecologico) max.1100 gradi. Nessun rischio chimico.
–    Lastre e distanziatori da infornamento in refrattario.
–    Colori apiombici per decorazione su terraglia tenera (giallo, blu faentino, arancio castelli, verde rame, manganese, nero, rosso, marrone)
–    Cristallina trasparente apiombica per terraglia tenera.
–    Cristalline colorate apiombiche per terraglia tenera (color miele, azzurro e verderame).
–    Gesso fine per stampi in gesso per uso ceramico.
–    Terraglia tenera in panetti da 20 kg cadauno; questa argilla è caratterizzata da un corpo ceramico poroso, bianco dopo cottura.
–    Pennelli da decorazione ceramica.
–    Attrezzi per stampatura e rifinitura (coltellini, spugne, spatole in acciaio, legnetti).
–    Tavolette di legno per appoggiare gli oggetti stampati.

Elenco materiali che necessitano nel laboratorio

–    Attrezzi per rifinire (coltellini)
–    Spatole di acciaio per stampatura
–    Bastoncini per stampatura
–    Gesso per stampi
–    Terra bianca(terraglia tenera)
–    Bava
–    Piani di legno per appoggiare gli oggetti stampati
–    Cemento per stuccare il forno
–    Piastre refrattarie (di misura 33.5 cm per 33.5 cm),almeno quattro
–    Pinze per cristallinare
–    Cristalline colorate

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