associazione (8K)
Attività dell'associazione
saharawi
Attualità Saharawi
sahadoc
Documentazione sui Saharawi
stampa
Rassegna stampa
archivio
Archivio notizie
Il popolo Saharawi

La Rinascita
Venerdì 10 Giugno 2005

 

Sahara Occidentale a El Ayoun scoppia una nuova intifada contro il Marocco

Guantanamo nel deserto

Le organizzazioni dei diritti umani denunciano l'occupazione

 

di Angelo Calarco
In una recente intervista Ali Salem Tamek parlava di una intifada Saharawi nel Sahara Occidentale. Profondo conoscitore del suo popolo ha previsto quello che dopo quindici Giorni sarebbe successo.
La scintilla che ha fatto scoppiare la rabbia è stato il trasferimento forzato del detenuto politico Haddi Ahmed Mahmoud, detto El Kainane, dalla Prigione "nera" di El Aayoun, nella prigione di Aït Melloul. Un'ennesimo sopruso delle forze di occupazione. La popolazione si è radunata, con i famigliari, davanti alla prigione per protestare, le forze di sicurezza marocchine sono subito intervenute per disperdere la manifestazione spontanea; questa volta i saharawi si sono ribellati. Sono iniziati subito violenti scontri in tutta Al Aaiun: prima slogan contro l'occupante a favore del referendum di autodeterminazione, per l'indipendenza, a favore del Fronte Polisario, poi gli scontri furiosi. Alla violenta repressione i saharawi hanno risposto con molotov, bruciando bandiere marocchine e incendiando copertoni. La risposta della polizia è stata violenta, arresti arbitrari, violenze contro gli arrestati, irruzione e distruzione delle case degli attivisti Saharawi. L protesta si è allargata: nelle università del Marocco, Rabat, Marackesh gli studenti saharawi hanno manifestato in solidarietà con il loro popolo. Anche le città a sud del Marocco con forte presenza saharawi hanno manifestato. Infine le altre città del Sahara Occidentale sono scese in piazza, anche qui la repressione della polizia è stata violenta.
Da anni le organizzazioni che operano in difesa dei diritti umani hanno cercato di attirare l'attenzione degli osservatori internazionali denunciando le continue violazioni dei diritti umani.
Sono 526 i desaparecidos saharawi nel Sahara Occidentale, l'associazione dei famigliari scomparsi chiede da anni di sapere quale sia la sorte dei loro parenti, nessuna risposta è arrivata da parte del Marocco. Anche la sorte di oltre 200 prigionieri di guerra è senza risposta.
Molti considerano il nuovo Re Mohamed VI un re "democratico" ma certamente sul tema dei diritti umani non si può definire tale. E' un tema che non riguarda solo i saharawi ma tutti coloro che esprimono un parere diverso da quello ufficiale: la MAP agenzia di stampa ufficiale del palazzo reale.
Forse l'esempio più eclatante è quello di Ali Lmbaret, direttore di un giornale in Marocco. Incarcerato una prima e condannato a sei anni di reclusione per alcune vignette giudicate "irriguardose" nei confronti del palazzo reale è stato liberato dopo sei mesi in seguito alle proteste e alla mobilitazione internazionale, la forma è stata quella della grazia ed ha coinvolto anche una dozzina di prigionieri politi saharawi tra cui Tamek.
Ali Lmbaret è stato liberato ma non gli hanno permesso di riaprire il suo giornale. La colpa forse più grande è stata quella di visitare i campi profughi saharawi nei pressi di Tindouf; al suo ritorno ha detto che i saharawi nei campi profughi non sono "fratelli marocchini prigionieri del Polisario" come sostiene il Governo Marocchino, ma sono liberi, rimangono nei campi di loro spontanea volontà e soprattutto vogliono fare il referendum per l'autodeterminazione del loro popolo. Raccontare questa semplice verità gli e costata cara: è stato interdetto, da un tribunale marocchino, per dieci anni dalla professione di giornalista.
Anche per l'intifada di questi giorni il governo marocchina ha usato la mano forte e lo ha voluto fare senza testimoni. Al Jazeera, giornalisti spagnoli, norvegesi sono stati espulsi o sono stati rimanda indietro senza neppure scendere dall'aereo. Con il silenzio della stampa e degli organi internazionali (Onu per prima che è presente con uma missione di pace, la Minurso) si consuma la terribile vendetta dei servizi segreti e della polizia; gli attivisti dei diritti umani, semplici cittadini che hanno partecipato alle manifestazioni vengono ora ricercati, arrestai e torturati.
Omar Mih, rappresentante del Fronte Polisario in Italia, ha lanciato un appello a tutti gli amici, alle istituzioni per chiedere di intervenire su Marocco perché:
"Rispetti i diritti umani nel Sahara Occidentale ,permetta alla stampa internazionale di entrare nel Sahara Occidentale, permetta l'ingresso degli osservatori delle associazioni che operano in difesa dei diritti umani rispetti le risoluzioni dell'ONU per un referendum sull'autodeterminazione del Sahara Occidentale"
Mih chiede inoltre alle Nazioni Unite di "intervenire immediatamente in difesa dei cittadini Saharawi nei territori occupati e di inviare una commissione di inchiesta internazionale".
Del sahara Occidentale si sono occupate anche le commissioni Umane della Camera e del Senato: hanno ricevuto ed ascoltato Ali Salem Tamek durante la sua visita in Italia ospite del Coordinamento del Coordinamento Associazioni di Solidarietà dell'Emilia Romagna e del BIRDSHO.



I nostri obiettivi Lo scenario Progetti in corsoMailing list Per contattarci Collegamenti ad altri siti Privacy e copyright