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Il popolo Saharawi

 

 

Oggetto: Comunicato stampa per l’arresto di Tamek perseguitato politico  saharawi

 

Ali Salem Tamek, ex detenuto politico saharawi, è stato arrestato ieri appena sceso dall’aereo all’aeroporto di El Aaiun (Sahara Occidentale).

 

  La polizia marocchina ha arrestato ieri pomeriggio Ali Salem Tamek, ex carcerato politico ed attivista dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale. Proveniva da Las Palmas (Gran Canarie) con il volo del compagnia Top FLY. Al suo arresto hanno partecipato  tutti i commissari ed i capi dei vari corpi di sicurezza: DST (Direzione di Difesa del Territorio), DGED (Intelligece militare), polizia, GUS (Gruppi Urbani di Sicurezza), PJ ((Polizia Giudiziale), RG (Informazione Generale), Gendarmeria e Polizia di Frontiera.

 

 

Ali Salem Tamek è stato alcuni mesi in Europa tra cui Italia, Spagna e Svizzera per curarsi dalle malattie contratte nelle prigioni marocchine e per tenere incontri e conferenze sul tema della difesa dei diritti umani e l’indipendenza del Sahara Occidentale .

 

In Italia è venuto invitato dal Coordinamento delle Associazioni di Solidarietà con il Popolo Sahraui dell’Emilia Romagna,  e dal del BIRDHSO (Bureau Internazionale per il rispetto dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale) sezione Italia per un ciclo di incontri  mirati all’approfondimento del tema dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale occupato dal Marocco.

E’ stato ricevuto dalle commissioni diritti umani di Camera e Senato.

Tamek è un cittadino sahraui, presidente del Comitato per la Difesa dei Diritti umani nel Sahara Occidentale e testimone prezioso, avendo pagato in prima persona per lunghi anni la sua sete di giustizia e il coraggio con il quale ha difeso e ancora difende il diritto del Popolo Sahraui a un referendum libero per l’autodeterminazione del Sahara Occidentale, il loro Paese oggi occupato militarmente dell’esercito marocchino.

 

Tamek è stato ospite a Bologna per alcuni giorni durante i quali ha incontrato rappresentanti degli enti locali e delle associazioni, partecipando anche ad un pubblico dibattito.

Durante questi incontri è stata ribadita la volontà di sostenere la lotta del popolo saharawi nel quadro delle risoluzioni ONU per giungere al referendum sull’autodeterminazione. Particolare attenzione è stata dedicata alla difficile situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale occupato.

Negli incontri forte era la consapevolezza che al suo ritorno nel Sahara Occidentale avrebbe dovuto subire la ritorsione del Governo del Marocco. Ma nonostante ciò ha deciso di tornare ed è stato immediatamente arrestato.

 

Tamek durante i vari incontri ha raccontato la sua intensa storia personale: 7 anni di carcere ( quattro volte è stato arrestato) passati in 5 carceri marocchine, 17 scioperi della fame, il licenziamento e la deportazione all’interno del Marocco, la sua liberazione grazie alla mobilitazione del suo popolo e delle varie associazioni a livello internazionale, la persecuzione come metodo di intimidazione politica fino al riconoscimento da parte di Amnesty International dello status di prigioniero politico.

 

Dalla fine del mese di maggio nel Sahara Occidentale in alcune università marocchine e  nel sud del Marocco è in atto una forte protesta dei saharawi  che chiedono il rispetto dei diritti umani e la celebrazione del referendum sull’autodeterminazione.

Il Marocco ha risposto con la violenza alle pacifiche manifestazioni provocando centinaia di feriti, case devastate, arresti arbitrari e torture, persone sparite per vari giorni.

I processi celebrati fino ad ora si sono conclusi con pene fino a venti anni di carcere, i saharawi processati si sono presentati in tribunale con i segni delle torture subite dopo l’arresto.

Il simbolo di questa politica repressiva  è Haminetou Haidar, è stata picchiata durante una manifestazione ed arrestata al pronto soccorso dell’ospedale. E’ ancora in attesa di processo, in sua difesa e di tutti i detenuti politici saharawi, è in corso una campagna di solidarietà internazionale.

 

Chiediamo a tutti coloro che hanno incontrato Tamek , amministratori, semplici cittadini, o rappresentanti di associazioni di impegnarsi in difesa della sua vita e della sua libertà, di protestare presso il consolato marocchino, chiedere al governo e alle commissioni diritti umani di Camera e Senato di intervenire immediatamente.

 

Chiediamo agli organi di stampa di rompere il colpevole silenzio su quello che sta accadendo nel Sahara Occidentale ed informare l’opinione pubblica italiana sulle continue violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale.

 

P.l’Associazione El Ouali Bologna

Il Presidente

Giordano Molinazzi

 

 

 

 

 

 

 


Per ulteriori informazioni Giordano 3287021799.

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