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Un detenuto sahraoui rifiuta la carta di identità marocchina e rivendica il suo diritto all'autodeterminazione
20/04/2005 (SPS)
El Aaiun (territorii occupati),
Il detenuto sahraoui, M. Ahmed Mahmoud Haddi, alias El Kainnan, ha rifiutatato ufficialmente la nazionalità marocchina, lunedì dalla prigione Carcel Negra a El Aaiun occupato, rivendicando il diritto inalienabile del suo popolo all'autodeterminazione ed all'indipendenza.
In una lettera aperta inviata all'opinione pubblica, il prigioniero sahraoui ha dichiarato di aver inviato ufficialmente al procuratore del re marocchino ad El Aaiun, le sua carte di identità marocchina, in segno rifiuto della presenza illegale dello stato marocchino nei territori del Sahara Occidentale.
"Considerato che le risoluzioni dell'ONU sono sempre state rifiutate dal Marocco ho preso la decisione di restituire le mie carte marocchine, essendo un cittadino sahraoui e riconoscendo come legittimo rappresentante solo il Fronte di liberazione di Saguia El Hamra e Rio di Oro, Fronte Polisario", ha ribadito.
Il giovane ha chiesto formalmente alle autorità della Repubblica arabo Sahraouie Democratico (RASD) ", di fornirgli la carta di identità ed un passaporto sahraoui."
M. Haddi ha detto al Governo marocchino che si rifiutadi lasciare la sua terra è deciso a vivere nel suo paese, nonostante sia occupata dal Marocco, con documenti di identità sahraouis", condannando il rifiuto marocchino di accettare la legalità internazionale.
Questa nuova azione di resistenza ha trovato un grande sostegno sia da parte della società civile sahraoui nei territori occupati che nel sud del Marocco che nei campi dei profughi sahraouis in Algeria.
M. Haddi è stato fermato per la prima volta nel 2002, in seguito agli scontri tra i giovani sahraouis e polizia marocchina. Il giovane aveva difeso i suoi diritti con il commissariato di polizia: gli è costato 6 mesi di prigione nel famoso Carcel Negra.
Nel 2003, è stato fermato una seconda volta per attentato alla persona del re, secondo l'accusa marocchina. Il tribunale di prima istanza di Agadir lo ha condannato a 3 anni di prigione. Il suo avvocato ha fatto appello ma la Corte lo ha condannato a 7 anni. (SPS)
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