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Il popolo Saharawi

 

 

 

OGG. N. 6291  –  RISOLUZIONE

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Il Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna

 

premesso che

 

il 28 ottobre 2004 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con la risoluzione n. 1570 ha ribadito il proprio appoggio all’attuazione del “Piano Baker II” ed in pari tempo ha prorogato ulteriormente il mandato della Minurso, Missione delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale, fino al 30 aprile 2005;

 

il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in data 31 luglio 2003, ha approvato all'unanimità la risoluzione n. 1495, con cui chiede al Regno del Marocco e al Fronte Polisario di cooperare per l’accettazione del nuovo Piano di Pace per il Sahara Occidentale, predisposto dall’inviato speciale del Segretario Generale, James Baker;

 

il così detto “Piano Baker II” prevede l’autodeterminazione del Popolo Sahrawi, il cui status finale sarà determinato da un referendum sotto l’egida delle Nazioni Unite, da tenersi quattro o cinque anni dopo la sottoscrizione del Piano di Pace da parte dei soggetti interessati e dei Paesi confinanti;

 

considerato che

 

il Fronte Polisario, in data 6 luglio 2003, ha dichiarato di accettare il nuovo Piano Baker II, mentre il Regno del Marocco ha espresso su di esso un giudizio negativo, chiedendo tempo per le proprie riflessioni, ma bloccando di fatto il processo di pace;

 

il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, in data 28 ottobre 2003, sempre all’unanimità, ha adottato una nuova risoluzione, n. 1513, che, oltre a prolungare fino a ottobre 2004 la citata Minurso, ha valutato che “l’accettazione del Piano di Pace da parte del Fronte Polisario offre l’opportunità per la soluzione della controversia” auspicando che “il Regno del Marocco colga questa opportunità e si impegni positivamente nel processo di pace accettando e implementando il Piano”;

 

la stessa risoluzione n. 1513 rivolge un appello alla comunità internazionale perché giunga un generoso sostegno all’UNHCR PAM (WFP) per porre fine alle sofferenze dei rifugiati Sahrawi costretti da molti anni all’esilio nelle condizioni drammatiche del deserto algerino;

 

l’Unione Africana, nella quale la RASD assicura la vice-presidenza, ha ribadito il suo sostegno al Piano Baker II;

 

associazioni, ONG e la Regione stessa hanno in corso progetti di cooperazione diretta e decentrata con il Popolo Sahrawi per l’assistenza ai rifugiati nei campo del deserto algerino;

 

impegna la Giunta Regionale

 

a sostenere il Piano Baker II per la soluzione del conflitto e l’esercizio del diritto all’autodeterminazione del popolo Sahrawi, in ogni sede bilaterale e multilaterale, in particolare nell’Unione Europea e nelle Nazioni Unite;

 

ad intensificare i programmi di sostegno umanitario al popolo Sahrawi, aumentando e finanziando adeguatamente le competenti agenzie delle Nazioni Unite, in particolare l’UNHCR e il PAM (WFP), ma anche sostenendo i progetti di cooperazione non governativa e decentrata attuati dalle amministrazioni locali, dalle associazioni di solidarietà e da ONG dell’Emilia Romagna;

 

a chiedere al Regno del Marocco di consentire ispezioni internazionali istituzionali e indipendenti per valutare la situazione del rispetto dei diritti umani nel territorio del Sahara Occidentale sottoposto ad occupazione militare diretta, in particolare per quanto riguarda le condizioni di detenzione di attivisti politici e cittadini Sahrawi, per le quali più volte le Organizzazioni indipendenti di tutela dei diritti umani hanno espresso preoccupazione.

 

 

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Approvata a maggioranza nella seduta antimeridiana del 16 novembre 2004.

 

 

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