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Comunicato Stampa



Dichiarazione di Ugo Mazza

Consigliere Regionale DS



Ho appreso da notizie diffuse dalle Associazioni che operano per il diritto all’autodeterminazione del popolo Saharawi che Ali Salem Tamek è stato trasferito senza alcun motivo legale dal carcere Noire di Laayoune nel Sahara Occidentale, zona della sua residenza e dove svolge la sua impegno per i diritti umani del popolo Saharawi, al carcere di Ait Melloul nel Sud del Marocco, lontano dalla sua famiglia e dai suoi amici.


Ali Salem Tamek ha iniziato ancora una volta lo sciopero della fame contro i soprusi della polizia marocchina, l’arresto ingiustificato e la mancanza di ogni garanzia legale a tutela dei suoi diritti come dei tanti saharawi arrestatati per le loro opinioni politiche e condannati in poche ore a decine di anni di carcere.


La situazione dei diritti umani in Marocco appare già molto e lo scorso 22 giugno Amnesty International con una sua presa di posizione ha chiesto al governo marocchino “di garantire che tutte le notizie che fanno riferimento ad atti di tortura e di maltrattamenti inflitti ai detenuti siano oggetto di inchieste esaurienti ed imparziali, e che tutte le persone accusate abbiano processi equi”.


Tamek fu arrestato al suo rientro in Marocco all’aereoporto di Al Aaiun lunedì 18 Luglio 2005 dopo un periodo di cura e di incontri con le associazioni di volontariato che operano in solidarietà con il popolo Saharawi e con Istituzioni dello Stato Italiano e in particolare fu ascoltato dal Parlamento Italiano in una audizione ufficiale, così come fu ospite della Regione Emilia-Romagna e ricevuto dal sottoscritto e dal Consigliere Gianluca Borghi.


Dopo tale incontro l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato una Risoluzione in cui si chiede la fine degli atti repressivi e il rispetto della Carta dei Diritti Umani da parte del Regno del Marocco nei territori del Sahara Occidentali per i quali il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha presentato un Piano di Pace accettato dai rappresentati del popolo Saharawi e rifiutato dal Regno del Marocco che vuole impedire lo svolgimento del Referendum deciso in sede ONU molti anni fa.


Di fronte a questa logica repressiva è giusto dare seguito coerente alla Risoluzione dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna assumendo tutte le iniziative utili a far sì che il governo italiano intervenga verso il Governo del Marocco per chiedere la LIBERAZIONE DI TAMEK E DEGLI ALTRI INCARCERATI PER REATI POLITICI, la fine della repressione e delle carcerazioni per reati di opinione e perchè il Marocco rispetti le decisioni dell’ONU e permetta lo svolgimento del referendum per l’autodeterminazione dei popoli del Sahara Occidentale sulla base degli elenchi elaborati dall’ONU stesso.


Su questa base la Regione Emilia-Romagna dovrà fare presente al Console del Marocco che non potrà restare indifferente do fronte al protrarsi di costanti violazioni della Carta dei Diritti Umani dell’ONU.




Ugo Mazza

Consigliere Regionale

Bologna 6, agosto 2005

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