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** Her Elmar BROK
Presidente Commissione Affari Esteri Parlamento Europeo
** Vittorio AGNOLETTO
** Massimo D’ALEMA
** Emma BONINO
** Claudio FAVA
Membri Commissione Europea Affari Esteri
** On. Silvio BERLUSCONI
Presidente Consiglio dei Ministri
** On. Gianfranco FINI
Ministro degli Affari Esteri
** Ambasciata del Marocco in Italia
e.p.c. Omar MIH
Rappresentante Fronte Polisario
In Italia
Il Comitato Direttivo Nazionale dell’Auser, riunito a Roma il giorno
30 Giugno 2005
ESPRIME
forte preoccupazione per le notizie che giungono dal Sahara occidentale;
sulla repressione della polizia e dell’esercito del Marocco contro le manifestazioni pacifiche di protesta della popolazione Saharawi, che rivendica
i propri diritti e la propria autonomia.
I numerosi arresti, gli atti di violenza indiscriminata, aggravano una situazione drammatica e rendono sempre più difficile e complesso il raggiungimento di una soluzione pacifica e negoziata per la questione del Sahara occidentale, sulla base delle risoluzioni dell’Onu e del piano proposto dall’inviato speciale dell’Onu Baker.
Grave è inoltre, il rifiuto posto dalle autorità del Marocco, a delegazioni straniere ed a Parlamentari di alcuni paesi europei di entrare nell’area.
Il Comitato Direttivo Nazionale dell’Auser nel
RICONFERMARE
la propria Solidarietà e sostegno al popolo Saharawi
CHIEDE
al governo italiano ed all’Unione Europea di intervenire sul governo del Marocco per fermare la repressione e favorire un negoziato che garantisca al Sahara occidentale Pace e indipendenza, nell’interesse di tutti i paesi interessati.
Roma 30 Giugno 2005
Auser Emilia Romagna Nexus Emilia Romagna
Bologna, 01 Luglio 2005
Da alcuni anni Auser e Nexus Emilia Romagna sostengono progetti di cooperazione internazionale nel campo profughi di Dakla, uno dei campi Saharawi al confine con il Sahara Occidentale. Dakla è uno dei quattro campi profughi situati nel deserto algerino nel vivono complessivamente 200.000 Saharawi, cacciati dalla loro terra nel 1976 dall’esercito marocchino. Le condizioni in cui vivono questo popolo sono durissime, di estremo disagio e povertà. Le notizie che ci giungono in questi giorni dai territori occupati e da notizie messe in rete, ci segnalano una dura repressione da parte della polizia marocchina contro manifestazioni pacifiche di protesta che hanno causato numerosi feriti e arresti. Tale situazione ci preoccupa e indigna enormemente in ragione della violazione dei diritti umani.
I Saharawi lottano per chiedere il diritto all'autodeterminazione ed all'indipendenza ed il rispetto dei diritti umani nel Sahara Occidentale.
Il Governo italiano e l’Unione Europea devono lavorare attivamente per una risoluzione pacifica ed equa di questa controversia, così come occorre far rispettare le risoluzioni dell’ONU e il piano proposto dall’inviato speciale dell’ONU Baker.
In assenza di una attiva mobilitazione e attenzione internazionale questa situazione è destinata purtroppo ad aggravarsi.
Auser Emilia Romagna
Nexus Emilia Romagna
Comunicato Stampa Ufficio Stampa Prc
Saharawi – Migliore (Prc): "La diplomazia si attivi in difesa del popolo saharawi e condanni la repressione marocchina" Dichiarazione di Gennaro Migliore, segreteria nazionale Prc e responsabile Esteri
"Quanto sta accadendo in questi giorni nel Sahara occidentale dimostra ancora di più da che parte stia la ragione. Un intero popolo, quello saharawi, represso con brutalità dall’occupante marocchino. Un intero popolo costretto da anni a vivere prigioniero nella propria patria, quel Sahara occidentale sotto occupazione di Rabat. In questi giorni ogni manifestazione nel Sahara occidentale da parte dei saharawi per chiedere libertà, pace e indipendenza viene soffocata dalle milizie marocchine e questo finisce per aggravare una situazione da decenni drammatica per la collettività saharawi. La diplomazia non può più tirarsi indietro, è ora che si attivino tutti i canali per ripristinare la legalità e consentire al popolo saharawi di vivere nella propria patria. E’ ora che al silenzio complice delle grandi potenze si sostituisca una forte denuncia della comunità internazionale e dei popoli di quanto il Marocco va compiendo da decenni e che costituisce un attacco sistematico alle libertà individuali, alla giustizia sociale, al diritto alla patria e all’indipendenza. Il popolo saharawi ha scelto di combattere la propria battaglia esclusivamente attraverso i metodi della non violenza, il mondo intero non chiuda gli occhi e sostenga questa causa giusta che vede coinvolte oltre un milione di persone, molte delle quali costrette nella condizione di profughe negli accampamenti algerini del deserto del Sahara".
Roma 22 giugno 2005
Dichiarazione di LucianoVecchi Responsabile lnternazionale dei Democratici di Sinistra, sulla situazione nel Sahara Occidentale.
"Esprimo la più viva preoccupazione per le notizie che, da varie settimane, ci giungono sulla repressione in atto, nelle zone del Sahara occidentale, occupate dall’esercito marocchino, delle manifestazioni di protesta e di rivendicazioni dei propri diritti da parte della popolazione saharawi. Numerosi sona ormai i Saharawi colpiti da atti di violenza, da arrestati indiscriminati. da umiliazioni e prepotenze di ogni genera, anche da parte dei coloni insediati nell’area"
"Anche numerosi cittadini stranieri, giornalisti, particolarmente spagnoli e norvegesi, deputati delle Cortes e della Autonomie locali spagnole, sono stati coinvolti negli incidenti, fermati dalle forze dell’ordine. sottoposti a limitazioni della loro libertà personale. infine espulsi dall’area."
"Tutto ciò avviene soprattutto perché ostinatamente, da decenni e nonostante oltre 40 deliberazioni dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ci si ostina a continuare a negare al popolo Saharawi il diritto all’autodecisione sul proprio futuro."
"Da trent’anni il popolo Saharawi vive diviso, in parte sottoposto ad un regime di occupazione militare, in parte in esilio, accampato nel deserto algerino in condizioni al limite della sopportazione e della sopravvivenza."
"Il Piano proposto dall’ex Segretario di Stato americano ed inviato speciale di Kofi Annan, Baker, può e deve continuare ad essere una base accettabile per una soluzione, che tenga anche conto delle esigenze del Marocco. Una soluzione positiva e concordata di questo problema, sarebbe utile ed importante proprio anche per il Marocco, che oggi tiene immobilizzata una parte notevole delle sue risorse di uomini, mezzi e finanziamenti. non per combattere l’arretratezza e la povertà, per realizzare piani moderni di sviluppo del propria Paese, ma per presidiare in forze una artificiosa linea fortificata di demarcazione."
"Alto stesso modo, le tensioni crescenti, anche in queste ore, tra il Marocco e l’Algeria sono il più serio ostacolo allo sviluppo di quell‘Unione del Maghreb Arabo che come organismo interstatale regionale, potrebbe facilitare e migliorare i rapporti con l’Unione Europea, con i vicini del sud nel quadro degli accordi euro-mediterranei"
"Per questo occorre che ONU, UE, i singoli paesi si sentano impegnati direttamente a contribuire alla ricerca della soluzione di pace più consona agli interessi delle popolazioni coinvolte, concordata, pacifica e stabile."
Roma 23 Giugno 2005
Dichiarazione di Titti Di Salvo, Segretaria confederale della Cgil
sulla situazione nel Sahara Occidentale
Titti Di Salvo, responsabile del Dipartimento internazionale della CGIL, esprime grande preoccupazione per le notizie che giungono dal Sahara occidentale sulla repressione della polizia e dell’esercito del Marocco contro le manifestazioni pacifiche di protesta della popolazione Saharawi che rivendica i propri diritti e la propria autonomia. I numerosi arresti, gli atti di violenza indiscriminata aggravano una situazione drammatica e rendono sempre più difficile e complesso il raggiungimento di una soluzione pacifica e negoziata per la questione del Sahara occidentale, sulla base delle risoluzioni dell’Onu e del piano proposto dall’inviato speciale dell’Onu Baker. Le autorità del Marocco hanno inoltre impedito a delegazioni straniere ed anche a Parlamentari d’alcuni paesi europei di entrare nell’area per rendersi conto della situazione.
La Cgil chiede al governo italiano ed alla Unione europea di intervenire sul Governo del Marocco per fermare la repressione e favorire un negoziato che garantisca al Sahara Occidentale pace ed indipendenza nell’interesse di tutti i paesi interessati.
Il popolo saharawi vive da decenni in parte in esilio ed in parte sotto occupazione militare ed in condizioni di grande povertà, la politica del Governo marocchino impegna risorse importanti per presidiare un territorio occupato, distogliendole da un impegno di sviluppo e di miglioramento delle condizioni del suo popolo, la nascita di una forte unità politica ed economica del Maghreb è negativamente condizionata dal problema irrisolto del Sahara occidentale. Per queste ragioni ed anche per favorire lo sviluppo di un più stretto rapporto euromediterraneo la Cgil rivolge un appello a tutti i sindacati dei paesi interessati affinché rafforzino il loro impegno per favorire un dialogo finalizzato alla soluzione equa e pacifica delle controversie e del conflitto, nello spirito di difesa della pace e dei diritti di tutti che caratterizzano le organizzazioni dei lavoratori.
Roma 24 Giugno 2005
COMUNICATO STAMPA DI JACOPO VENIER
SEGRETERIA NAZ. PDCI - RESP. DIP. POLITICHE INTERNAZIONALI
Il Partito dei Comunisti Italiani ribadisce la propria solidarietà e vicinanza alle lotte e alle speranze di pace e libertà del popolo saharawi, vittima in queste settimane di nuove violenze e repressioni da parte dell’
esercito occupante i loro territori.
Da molti anni il popolo saharawi lotta per aver riconosciuto il proprio diritto all’autodeterminazione e alla pace. Le manifestazioni di protesta di queste settimane indicano chiaramente la volontà del popolo saharawi di veder riconosciute e osservate dal governo del Marocco le risoluzioni dell’
ONU e l’applicazione del piano di pace con il referendum sull’
autodeterminazione che ne costituisce il fulcro centrale. Risoluzioni da sempre eluse e boicottate dal governo marocchino, contrariamente al popolo saharawi che dal 1991, anno della firma del piano di pace, ha sempre osservato le clausole contenute all’interno del piano di pace,
La violenta repressione delle pacifiche manifestazioni del popolo saharawi di queste settimane da parte del Marocco sono di estrema gravità.
Noi chiediamo al governo del Marocco il rispetto dei diritti umani nel Sahara Occidentale e che vengano adottate da parte della Comunità Internazionale tutte quelle misure necessaria a obbligare il Marocco a osservare le clausole contenute nel piano di pace e nelle risoluzioni ONU.
Inoltre, chiediamo al governo italiano che al più presto riconosca la RASD come la legittima rappresentante del popolo saharawi a tutti i livelli e in tutti i contesti internazionali, e al vasto movimento di solidarietà costituito da associazioni, enti locali e ong di attivarsi per dare vita ad un movimento che dal basso riesca a riposizionare la causa del popolo saharawi come una dei punti salienti dell’agenda politica internazionale del nostro paese.
COMUNICATO STAMPA SAHARA OCC.: BOCO (VERDI),
L'ONU INTERVENGA PER FERMARE LA REPRESSIONE MAROCCHINA.
"La situazione nel Sahara occidentale rischia di aggravarsi ogni giorno di più: è necessario un deciso inervento della comunità internazionale e dell'ONU" ha dichiarato Stefano Boco, presidente dei senatori Verdi.
"Dal 21 maggio scorso sono oramai quotidiane le azioni di violenza repressiva da parte della polizia marocchina nei confronti di civili che hanno il solo torto di manifestare per il rispetto delle risoluzioni ONU in una terra martoriata da trent'anni di guerra. Non è accettabile che la comunità internazionale sia inerme di fronte a violazioni così tremende delle libertà e dei diritti civili, non è accettabile che il Marocco impedisca l'accesso a giornalisti e parlamentari di diversi Paesi europei che chiedono di verificare le condizioni dei manifestanti e la gravità della situazione. Chiediamo che il Governo italiano - ha concluso Boco - si faccia interprete presso le Autorità del Marocco del nostro sentimento di condanna verso comportamenti inaccettabili, e che chieda all'Unione Europea e all'Onu interventi immediati".
Roma, 29 giugno 2005TAMPA
COMUNICATO STAMPA SAHARA OCC.: FRANCESCATO (VERDI), PREOCCUPANTE LA GRAVE REPRESSIONE MAROCCHINA
"I Verdi Europei sono fortemente preoccupati dell'evolversi della situazione nel Sahara Occidentale" ha dichiarato Grazia Francescato, Portavoce dei Verdi Europei.
"La brutale repressione del Governo marocchino nei confronti dei pacifici manifestanti civili che chiedono il rispetto delle risoluzioni ONU sta assumendo giorno dopo giorno aspetti sempre più gravi. Ci chiediamo perché il contingente ONU della missione MINURSO non stia intervenendo di fronte ad una violazione così palese dei più elementari diritti civili. Il Governo marocchino sta impedendo l'accesso alla stampa internazionale e a delegazioni parlamentari di diversi Paesi, e noi crediamo che la comunità internazionale debba intervenire con decisione presso le Autorità marocchine perché le violenze e le attività repressive cessino immediatamente. E' per questo utile - ha concluso la Francescato - che l'Unione Europea intervenga subito presso l'ONU perché il Consiglio di Sicurezza adotti i provvedimenti necessari."
Roma, 29 giugno 2005
Roma, 14 giugno 2005
Al Presidente del
Consiglio dei Ministri
On. SILVIO BERLUSCONI
Al Ministro per gli
Affari Esteri
On. GIANFRANCO FINI
I sottoscritti Deputati e Senatori
, componenti dell’Intergruppo parlamentare Italia-Saharawi, denunciano la grave situazione venutasi a creare nelle ultime settimane ad El Ayoun, Smara, Dakhla e Assa, nei territori occupati del Sahara Occidentale e nel Sud del Marocco, dove la polizia marocchina cinge d’assedio la popolazione civile Saharawi, colpevole di aver pacificamente manifestato per affermare il rifiuto della colonizzazione e richiamare il rispetto dei diritti umani, nonché per richiedere l’applicazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite relative al Sahara Occidentale, con particolare riguardo al diritto all’autodeterminazione del popolo Saharawi.Di fronte al perdurare di tale situazione, i sottoscritti parlamentari chiedono che il Governo italiano si adoperi in tutte le sedi opportune affinché:
BORGHI (VERDI) E MAZZA (DS): RISOLUZIONE SUL SAHARAWI
09/06/2005
I consiglieri Gianluca Borghi e Ugo Mazza hanno presentato una risoluzione sulla sorte del popolo Saharawi; l’Assemblea Legislativa regionale ne discuterà in una delle prossime sedute. Da oltre 30 anni - sostengono i consiglieri - l'occupazione marocchina nel Sahara occidentale ha causato la fuga di 200.000 Saharawi nei campi profughi in Algeria, costringendo la popolazione restante a sottostare alle oppressioni delle autorità del Marocco. I recenti scontri e le carcerazioni nei territori occupati ripropongono dunque la preoccupazione per la situazione nel Sahara Occidentale.
Dopo aver ricordato i progetti di aiuto umanitario (che fin dal 1999 hanno visto la Regione incidere positivamente sul sistema sanitario locale, sull’assistenza ai disabili, sulla condizione delle donne e dei bambini) i firmatari della risoluzione sottolineano l'esortazione del Segretario generale delle Nazioni unite alla comunità internazionale affinchè mantenga l’aiuto umanitario ai rifugiati nei campi profughi in territorio algerino, almeno sino alla soluzione del conflitto nel Sahara Occidentale.
Scopo della risoluzione è innanzitutto quello di invitare il Governo e il Parlamento italiani a riconoscere il diritto di autodeterminazione del popolo Saharawi, operando affinché il Marocco cessi le intimidazioni contro chi difende i diritti umani nei Territori occupati del Sahara Occidentale. Si sollecita inoltre la Giunta e l'Assemblea legislativa: a mantenere un forte impegno di solidarietà ai profughi e al popolo Saharawi e ad operare affinchè le Regioni Europee assumano un ruolo attivo nell'applicazione delle risoluzioni ONU e nel sostegno al processo di pace nel Sahara Occidentale. Il testo invita infine il Governo e a prendere in considerazione il riconoscimento ufficiale della Repubblica Araba Saharawi Democratica del Sahara Occidentale, quale legittimo rappresentante ed espressione istituzionale di quel popolo.
Comunicato stampa Saharawi: Chiediamo informazioni certe su quanto avviene nei territori del Sahara Occidentale oggi occupati dal regno del Marocco
Domani manifestazione a Roma davanti al Parlamento
Le notizie che giungono dai territori occupati sono molto preoccupanti.
Da più giorni sono in corso manifestazioni di cittadini Saharawi nei territori occupati da Marocco nel Sahara occidentale su cui il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha da tempo proposto si svolga un referendum per l’autodeterminazione delle popolazioni originarie; proposta accettata dai Saharawi ma sempre respinta dal regno del Marocco.
In molte delle città questi territori sono in corso manifestazioni pacifiche dei parenti di persone incarcerate per avere notizie dei loro cari e per la loro scarcerazione.
Pochi giorni fa i famigliari degli arrestati e degli scomparsi, affiancati dagli attivisti dei diritti umani saharawi, che furono fermati in seguito alle manifestazioni iniziate il 23 Maggio scorso si sono radunati alle 18 nel centrale Boulevard di Smara e sono stati aggrediti dalla polizia: secondo le notizie trapelate ci sono stati oltre cento feriti, 25 arresti , 90 persone fermate, picchiate poi rilasciate senza nessun processo, oltre a 20 le case saccheggiate. Altre manifestazioni si sono svolte in altre città tra cui Dakla dove l’iniziativa era promossa per chiedere la liberazione di una anziana saharawi Ehel Najem Fatma, detta Laribiya, sospettata di aver curato alcuni manifestanti in casa sua.Anche a Dakla è intervenuta la polizia per disperdere la manifestazione e i quartieri abitati in maggioranza da saharawi sono costantemente circondati dalla polizia che controlla chi entra o esce.
Il Consigliere Regionale Ugo Mazza (DS) parteciperà domani martedì 14 giugno alle ore 18 a Roma alla manifestazione davanti al Parlamento Italiano promossa dal comitato nazionale di solidarietà con il popolo Saharawi per chiedere il rispetto delle decisioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la fine delle repressioni e la presenza della stampa internazionale nei territori contesi.
La segreteria
Bologna, 13 giugno 2005
Regione Emilia Romagna
Risoluzione presentata l’8 giugno in attesa di discussione in Assemblea Legislativa Regionale
L’Assemblea Legislativa Regionale
Premesso che
- parte del popolo Saharawi si trova da oltre 30 anni nei campi profughi in Algeria a causa di un processo di decolonizzazione incompiuto e che la sopravvivenza di questo popolo dipende interamente dall’aiuto umanitario internazionale;
- dal 1999 la Regione Emilia-Romagna sostiene progetti di aiuto umanitario e solidarietà internazionale realizzati da associazioni, enti locali e ong emiliano-romagnole, che hanno permesso di incidere positivamente sul sistema sanitario locale, sull’assistenza ai disabili, sulla condizione delle donne e dei bambini saharawi;
- il 5 maggio 2004 il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (PAM) riferiva di un deterioramento delle condizioni di vita dei rifugiati saharawi (ritardi di crescita dei bambini, malnutrizione, anemia, etc.) dovuto alla diminuzione degli aiuti;
- il 27 gennaio 2005 il Segretario generale delle Nazione Unite esortava la Comunità internazionale a mantenere l’aiuto umanitario ai rifugiati saharawi sino alla soluzione del conflitto nel Sahara Occidentale;
- la crisi umanitaria è dovuta in particolare all’assenza di progressi degni di nota nella ricerca di una soluzione politica equa e duratura alla sovranità territoriale del Sahara Occidentale, che sia accettabile per le varie parti in causa.
- da lunghissimo tempo è all’attenzione della comunità internazionale la ricerca di una soluzione di pace nel Sahara Occidentale, dove si prolunga la missione ONU per indurre le Parti all’attuazione del Piano Baker per la pace, al momento accettato solo dal Popolo Saharawi.
vista
la testimonianza presso il Comitato diritti umani della Commissione affari esteri della Camera dei Deputati di Ali Salem Tamek, presidente dei comitati di sostegno agli attivisti per i diritti umani del Popolo Saharawi, ascoltato il 18 maggio 2005 nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui diritti umani, che ha rivelato come siano molti ancora i passi da compiere da parte del governo marocchino;
viste
le notizie relative ad una politica di repressione che le autorità marocchine esercitano sulla popolazione civile, con scontri e carcerazioni, nel Sahara Occidentale.
considerato
che l’Assemblea Legislativa e la Giunta regionale da anni seguono la vicenda, anche attraverso lo svolgimento di missioni nei campi profughi e l’approvazione di documenti volti sostenere il processo di pace;
impegna la Giunta e l’Assemblea Legislativa Regionale
- a mantenere un forte impegno politico volto alla cooperazione con il Popolo Saharawi
- ad operare affinché le Regioni Europee possano avere un ruolo attivo per l’applicazione delle risoluzioni ONU e nel sostegno al processo di pace nel Sahara Occidentale;
- ad operare affinché il Marocco rispetti la Carta dei Diritti Umani dell’ ONU e cessi le repressioni della popolazione civile.
invita il Governo ed il Parlamento italiani
- a riconoscere il diritto di autodeterminazione del popolo Saharawi ed operare affinché il Marocco cessi le intimidazioni perpetuate contro i difensori dei diritti umani nei Territori Occupati del Sahara Occidentale, e permetta alla stampa internazionale di entrare in tali territori.
a incoraggiare il governo del Marocco a rispettare l’accordo del 1991 e le leggi internazionali, dando attuazione alle deliberazioni dell’ONU;
- ad adottare misure di sostegno ai rifugiati Saharawi nei campi profughi in Algeria;
- a prendere in considerazione il riconoscimento ufficiale della Repubblica Araba Saharawi Democratica del Sahara Occidentale, quale legittimo rappresentante del popolo Saharawi e sua espressione istituzionale.
Gianluca Borghi Ugo Mazza
Bologna, 08 giugno 2005
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