associazione (8K)
Attività dell'associazione
saharawi
Attualità Saharawi
sahadoc
Documentazione sui Saharawi
stampa
Rassegna stampa
archivio
Archivio notizie

 

Oltre il muro: la RASD

Violazioni dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale.  

 

 


 

ATTUALITA' dall' 1 al 29 Febbraio 2004.

 

 

22 gennaio 2004. Unione Africana:

Entrata in vigore del protocollo relativo alla creazione di un Corso africano di diritti dell'uomo e dei popoli, un grande passo in avanti. Amnesty International. IndexAI: AFR 01/004/2004. http://web.amnesty.org/library/index/fraafr010042004

 

30 gennaio 2004.

Le sorelle Mamia e Fatma Salek, rapite nel 1976 con i loro genitori, tenute in carcere senza processo durante 16 anni nelle prigioni di Agdz e di Kalaat Mgouna, dove i genitori sono morti, hanno denunciato durante una conferenza stampa nelle Isole Canarie la procedura extragiudiziaria con cui l'Organismo marocchino Equité et Justice vorrebbe "regolare" il problema delle violazioni dei diritti umani degli ultimi decenni. Esse chiedono il rispetto dei diritti umani, la scarcerazione dei prigionieri politici, l'indennizzo delle vittime e l'incriminazione dei responsabili di estorsioni così come l'apertura dei territori occupati e la restituzione dei passaporti ai militanti dei diritti umani. Comunicado<http://arso.org.site.voila.fr/FMSalek.htm>).

(Historia resumida de 16 años de prisión en Marruecos (word) <http://arso.org.site.voila.fr/FMhistoriaresumida.doc >

 

1 febbraio 2204.

Massaoud Al Baz, cittadino sahraui, è rimasto vittima di una brutale aggressione da parte di tre agenti delle forze di sicurezza marocchina ad El Ayoum. Al Baz, che non conosce il motivo di tale aggressione, è stato in seguito condotto al commissariato e interrogato durante molte ore. Esaminato da un medico gli sono state riscontrate lesioni guaribili  in non meno di 20 giorni < http:/ www.afapredesa. org/Comunicados/ca-com-masaudbaz.htm>

 

4 febbraio 2004.

Le autorità marocchine hanno arrestato arbitrariamente il cittadino sahraui Moulay Brahim Ali Maati, nato il 20 gennaio 1975 a Smara. Già da alcuni anni il giovane sahraui  era costantemente seguito da agenti marocchini a causa delle sue relazioni con cittadini stranieri in visita nella città di  Smara. Moulay Brahim è noto per la sua costante devozione alla difesa dei diritti umani. In particolare egli ha fatto da interprete durante alcuni incontri di famiglie di scomparsi sahraui o di vittime della repressione marocchina nei territori occupati del Sahara Occidentale, con delegazioni straniere

 

6 febbraio 2004 Madrid.

L'attivista sahraui per i diritti umani Ali Salem Tamek, ha dichiarato in un' intervista al giornale spagnolo El Mundo che la situazione attuale nel Sahara Occidentale è caratterizzata da "violazioni permanenti dei diritti umani" ed ha chiesto che in proposito la comunità internazionale invii una commissione nella regione così da far pressione sul Marocco per il rispetto di quei diritti

 

7 febbraio 2004 Madrid.

Sotto la presidenza del senatore belga Pierre Galland, la Task Force della Coordinazione europea di sostegno al popolo sahraui, dopo un'analisi del processo di pace nel Sahara Occidentale, dell'ultimo rapporto del Segretario Generale dell' ONU e della risoluzione n° 1523 del 30 gennaio u.s., ha chiesto a Kofi Annan di fare il possibile per imporre una soluzione politica che assicuri l'autodeterminazione al popolo sahraui, così come stabilito nel paragrafo 1 della risoluzione del Consiglio di Sicurezza del 30 luglio 2003.

 

8 febbraio 2004. Bir Lehlu.

Il Consiglio dei Ministri della RASD ha decretato che il 18 giugno di ogni anno sia considerato giornata nazionale degli scomparsi , chiedendo nello stesso tempo che siano esercitato pressioni sul Marocco per far luce sulla sorte degli scomparsi sahraui e garantire le libertà individuali dei cittadini nei territori occupati.

L'Associazione delle famiglie dei detenuti e degli scomparsi sahraui (AFAPREDESA) valuta ad oltre 500 il numero di persone considerate scomparse dall'inizio dell'invasione militare marocchina nel territorio sahraui.

 

9 febbraio 2004. Chahid El Hafed.

La 4a edizione della "Maratona  del Sahara" avrà inizio il 23 febbraio prossimo con la partecipazione di oltre 200 atleti di varie nazionalità. Gli atleti dovranno percorrere una distanza regolamentare di km. 42,159 tra la wilaya di El Ayoun e quella di Smara. Organizzata ormai ogni anno a rotazione da parte di diverse nazioni, questo anno la Maratona sarà sponsorizzata dall'Italia.

 

11 febbraio 2004. Dal settimanale marocchino Tel Quel.

 La Federazione Internazionale dei Diritti dell'Uomo (FIDH) denuncia in un rapporto con testimonianze schiaccianti che in Marocco le torture, i rapimenti, le scomparse e le uccisioni vengono praticate su vasta scala  anche su cittadini marocchini. Oltre le vittime ne sono colpiti i famigliari delle vittime, così come giornalisti, militanti dei diritti umani, nonché avvocati, procuratori e perfino ministri (tra cui quello della Giustizia e quello dei Diritti Umani). Nelle segrete di Temara (a 30 km da Rabat) e in altri luoghi di detenzione come fattorie e altri locali appositamente attrezzati per gli interrogatori e, secondo alcune informazioni, perfino nei sobborghi di Casablanca a Tit Mellil, cittadini marocchini starebbero subendo ogni forma di tortura fisica e morale. Il rapporto rileva che gli interrogatori sotto tortura, le percosse metodiche, gli stupri o le minacce di stupro per famigliari delle vittime, le ustioni con sigarette, la "falaqa" e tutta la gamma di torture degli anni neri sarebbero  di nuovo in auge. Molti detenuti che hanno rifiutato di firmare i verbali di interrogatorio, lo hanno poi dovuto fare sotto l'effetto delle torture. Il rapporto cita il caso di Moul Sebbat e di due altri arrestati morti in circostanze sospette. Gli investigatori della FIDH hanno visitato le celle e il parlatorio della prigione di Oukacha (Casablanca) ma non è stato loro permesso di incontrare dei carcerati. Descrivendo questo carcere la FIDH ha constatato che il calore era come se si fosse in un forno e gli odori ferini  erano ripugnanti. I quattro autori dell'inchiesta sono personalità note per l'impegno in materia di diritti umani. Tra loro figura l'attuale Presidente onorario della stessa Federazione, l'avvocato parigino Patrick Baudouin. Il Rapporto sarà presto distribuito alle organizzazioni internazionali.

 

13 febbraio 2004: CHAID EL HAFED

* Il Fronte POLISARIO ha annunciato la liberazione unilaterale di 100 prigionieri di guerra marocchini, tra i quali degli ufficiali catturati nel Sahara Occidentale durante i combattimenti che hanno visto l’esercito di liberazione sahraui contrapporsi alle forze di occupazione marocchine.

Questo ennesimo rilascio generalizzato di prigionieri di guerra marocchini è avvenuto durante le feste dell’Aid Al Adha, in seguito ad una sollecitazione operata dallo Stato del Qatar, ha precisato un comunicato del Fronte POLISARIO.Gesto umanitario ed espressione della buona fede e della volontà sincera del POLISARIO di non risparmiare alcuno sforzo per contribuire all’avvento di una pace giusta e definitiva nel Sahara Occidentale, sulla base di uno stretto rispetto dei diritti del popolo sahraui all’autodeterminazione.

Questo nuovo contingente di prigionieri porta a 1743 il numero di prigionieri di guerra marocchini che sono stati liberati unilateralmente fino ad oggi, dal Fronte POLISARIO, mentre lo Stato marocchino continua, in un segreto totale, a detenere 150 combattenti sahraui mentre sono più di 500 i civili scomparsi dal 1975 (data dell’invasione militare marocchina del Sahara Occidentale) e di cui non si hanno notizie.

Ricordando le sofferenze e il dolore delle famiglie dei prigionieri e degli scomparsi sahraui, il Fronte POLISARIO ha chiesto l’intervento del Qatar presso il Marocco per la liberazione dei militari sahraui e affinché sia fatta luce sulla sorte degli scomparsi.

 

* DOHA

Il porta parola del Ministero degli Affari Esteri del Qatar si è dimostrato soddisfatto del risultato delle trattative del suo Governo, che hanno portato alla liberazione, questo venerdì ad opera del Fronte POLISARIO, di 100 prigionieri di guerra marocchini. Lo stato del Qatar intraprenderà, conformemente al diritto umanitario internazionale, in cooperazione con il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), le procedure necessarie per il rimpatrio di questi prigionieri nel loro paese, e continuerà i suoi buoni uffici in vista, se possibile, della liberazione di altri prigionieri, ha concluso il porta parola.

 

14 febbraio 2004:  EL Ayoun (territori occupati)

* La Missione delle Nazioni Unite per l’Organizzazione di un Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO) si rallegra della liberazione del prigionieri, ha sottolineato il comunicato pubblicato nella sede della Minurso a El Ayoun, capitale del Sahara Occidentale.

La Minurso ha espresso la speranza di vedere ugualmente messi in libertà gli altri prigionieri di guerra ancora detenuti, e questo in conformità con il diritto umanitario internazionale, invitando le parti a continuare a cooperare con il CICR, in vista di chiarire qual è stata la sorte di tutte le persone dichiarate scomparse dall’inizio del conflitto.

Il Fronte POLISARIO dichiara che ci sono ancora 150 militari detenuti dal Marocco,

mentre l’Associazione delle Famiglie dei Prigionieri e degli Scomparsi Sahraui (AFAPREDESA) avanza la cifra di più di 500 persone, Sahraui, fatte sparire dopo l’invasione militare marocchina del Sahara Occidentale nel 1975.

Ricordiamo che nel novembre scorso il Fronte POLISARIO aveva liberato 300 prigionieri di guerra marocchini su  richiesta della Libia, e più di 200 nello stesso anno in due turni su richiesta del Governo spagnolo.

 

* Le forze di occupazione marocchine hanno arrestato ad El Ayoun Bahia Sidi Brahim. Portato in un commissariato di polizia della città egli è stato "maltratttato e torturato per tre giorni e dove gli hanno fatto firmare delle "confessioni", prima di trasferirlo alla Carcel Negra (prigione nera). Le autorità d'occupazione lo ritengono, un "simpatizzante del Fronte Polisario". Senza giudizio e in uno stato di salute critico, Mohamed Bahia non ha ricevuto cure nè potuto ricevere visite dalla sua famiglia.

 

* Si segnala il trasferimento di un militante Sahraui, Al Agdadi Ali, dalla prigione di Ait Melloul in quella di El Jedida, "per allontanarlo molto di più dalla sua famiglia e dai suoi co-detenuti sahraui. Egli si trova in uno stato di salute critica a causa delle cattive condizioni di detenzione".

 

* Segnaliamo inoltre, la lista dei 13 detenuti politici sahraui disseminati  tra le prigioni di El Ayoun (Carcel Negra), Kenitra, El Jedida e Agadir in Marocco (lista dei prigionieri politici - http://www.spsrasd.info/sps-200204listepris.html )

 

17 febbraio 2004: Bruxelles

L’Unione Europea ha apprezzato la liberazione, da parte del Fronte POLISARIO, di 100 prigionieri di guerra marocchini, avvenuta il 13 febbraio scorso su domanda del Qatar, richiedendo al Marocco e al Fronte POLISARIO di “considerare i loro obblighi nei confronti delle conseguenze umanitarie del conflitto”, e di mettere in opera il Piano Baker per l’autodeterminazione del popolo sahraui.

Inoltre, l’UE ha ribadito il suo desiderio di rilevare “dei progressi negli aspetti politici del conflitto” e il suo “fermo sostegno al Segretario Generale dell’ONU, Kofi Annan, e al suo Inviato personale, James Baker, per i loro sforzi tendenti a garantire una soluzione durevole del conflitto”.

 

18 febbraio 2004:

* “Le forze di occupazione marocchine non hanno cessato la loro politica di repressione, intimidazione, sequestri, detenzioni abusive e condanne di incarcerazione”, ha dichiarato Ali Salem Tamek, in una intervista al quotidiano spagnolo El Periodico. Interrogato sulle condizioni della detenzione di un sahraui nelle prigioni marocchine, l’attivista sahraui dei diritti umani, liberato il 7 gennaio scorso dalle autorità marocchine, ha qualificato la sua esperienza come “terribile”.

Mi ci sono voluti 17 scioperi della fame per avere lo statuto di prigioniero politico. L’Amministrazione marocchina non nasconde in nessun momento la sua volontà di distruggere qualsiasi rimasuglio di dignità dei sahraui”, ha rilevato Tamek.

Alla domanda se la repressione è cambiata, Tamek ha indicato che il Governo marocchino ha “dislocato verso città molto lontane dal Sahara dei militanti sahraui che lavorano nelle amministrazioni legate allo Stato, sanzionandoli per aver sfidato lo Stato marocchino richiedendo  la libertà di prigionieri  politici.”

Secondo Tamek, “la libertà di espressione è una questione prioritaria”, rinfacciando a Rabat di voler “tacere tutto ciò che rigetta la cosiddetta marocchinità del Sahara” e di “vietare la formazione di associazioni”.

 

* Las Palmas (Isole Canarie )

Il rappresentante del Fronte POLISARIO presso l’ONU, Boukhari Ahmed, ha affermato che se i pattugliamenti congiunti di Spagna e Marocco cominceranno a funzionare le prossime settimane sulle coste sahraui per la lotta contro l’immigrazione illegale, commetteranno “una violazione del diritto internazionale”, e ciò può anche portare la Spagna ad escludersi da sé dal ruolo di interlocutore privilegiato nel conflitto.

Il sig. Boukhari ha stimato che la formazione di pattuglie miste è una “trappola” del Marocco, nella quale è caduta la Spagna, poiché in tal modo essa riconosce, “in termini tangibili”, che il litorale sahraui è un territorio marocchino.

 

*letto su "Aujourd'hui le Maroc" (giornale marocchino) con la firma di Omar Dahbi

La Confederazione democratica del Lavoro (CDT) ha deciso di espellere del suo gruppo Ali Salem Tamek, membro della Commissione amministrativa e responsabile della sezione di Assa Zag. Questo dopo le dichiarazione che Tamek aveva rilasciato su "Maroc Hebdo" riguardante la sua non appartenenza al Marocco e la sua simpatia per il POLISARIO.

 

 

19 febbraio 2004: Chaid El Hafed

Sotto la presidenza del Capo di Stato della RASD, Mohamed Abdelaziz, il Consiglio dei Ministri si è mostrato “molto preoccupato dalla campagna di repressioni effettuata dal Governo marocchino contro i nostri cittadini nei territori occupati nel sud del Marocco”. Il Consiglio ha inoltre denunciato “le rappresaglie e le pressioni fisiche e psicologiche” esercitate sugli attivisti sahraui per i diritti umani e su i prigionieri politici recentemente liberati dalle autorità marocchine

A questo proposito, egli ha chiamato l’ONU e le organizzazioni umanitarie internazionali a “intervenire per proteggere i difensori sahraui dei diritti umani, come Ali Salem Tamek, Sidi Mohamed Daddach  e gli altri ex detenuti politici, e la popolazione civile, contro le rappresaglie delle autorità coloniali marocchine”.

Il Consiglio si è dimostrato ugualmente preoccupato per la “sorte ancora sconosciuta degli scomparsi civili e dei prigionieri di guerra in mano al Marocco”, così come per lo “stato di assedio permanente imposto dal governo marocchino il 21/02/2004: Smara (campo profughi)

 

21 febbraio 2004:

Più di 80 atleti italiani sono arrivati nella mattinata alla "wilaya" di Smara per partecipare alla IV edizione della Sahara Marathon, prevista per il 23 febbraio prossimo. I corridori erano accompagnati da una delegazione politica composta da delegati di più comuni italiani.

 

I diversi partecipanti, stimati essere 200 persone secondo gli organizzatori, "non sono venuti unicamente per disputare la prova, ma anche per esprimere il loro sostegno al popolo sahraui e per portare un aiuto materiale secondo i loro mezzi". "Una competizione sportiva a carattere solidale con la lotta legittima che il popolo sahraui porta avanti per la sua autodeterminazione e la sua indipendenza", ha dichiarato un membro del comitato organizzativo italiano, Mattia Durli.

 

22 febbraio 2004 : El Ayoun (territori occupati)

Il Colletttivo dei Difensori dei Diritti dell'Uomo Sahraui (CDHS) nei territori occupati ha denunciato le vessazioni e le intimidazioni contro Ali Salem Tamek e i difensori dei Diritti umani nel Sahara Occidentale, chiedendo alla comunità internazionale di proteggerli contro eventuali rappresaglie.

Secondo il testo che il CDHS ha pubblicato, il difensore dei diritti umani sahraui, Ali Salem Tamek, dopo la sua liberazione il 7 gennaio scorso è diventato il bersaglio di una "campagna mediatica isterica orchestrata da alcuni partiti politici e da scribacchini marocchini, certamente comandati dalle alte sfere dell'apparato di Stato marocchino".

Rilevando i molteplici appelli dei media marocchini e di alcuni alti dignitari del regime (Makhzen) "per il suo arresto e la sua espulsione dai territori marocchini e sahraui", l'organizzazione si è mostrata preoccupata  dalle "proposte diffamatorie e razziste" che sono state espresse " contro di lui e contro il popolo sahraui, di cui hanno negato  espressamente l' esistenza".

 

Considerando "di connotazione razzista" la campagna marocchina, il CDHS ha espresso la sua totale solidarietà con Ali Salem Tamek, apprezzando "il suo coraggio e la sua determinazione" di militante per far conoscere le violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale, mettendo in guardia le autorità marocchine "contro qualsiasi eventuale rappresaglia che possa essere perpetrata contro Ali Salem Tamek".

 

Apprezzando i democratici marocchini che hanno sostenuto ed espresso la loro solidarietà con Ali Salem Tamek e per il suo diritto alla libertà di espressione, il CDHS ha chiesto l'intervento delle organizzazioni internazionali dei diritti dell'uomo per "esercitare pressioni sulle autorità marocchine affinché cessi questa campagna mediatica razzista orchestrata contro di lui".

 

24 febbraio 2004: Chahid El Hafed.

* Il presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha ricevuto il Ministro di Stato del Qatar presente nei campi profughi sahraui alla cerimonia di consegna dei 100 prigionieri di guerra marocchini liberati il 13 febbraio scorso.

 

* Il Ministro di Stato del Qatar, Cheikh Hamad ben Abdallah  Al Thani, ha dichiarato "che il suo governo non risparmierà alcuno sforzo per ridurre i dolori del dramma del conflitto del Sahara Occidentale", alludendo  agli sforzi che il suo paese vorrebbe intraprendere per la liberazione dei prigionieri di guerra marocchini e sahraui, catturati da una parte e dall'altra.

 

* Il ministro ha ringraziato il POLISARIO per questo atto di buona volontà. Anche il CICR si rallegra di questo gesto e saluta l'iniziativa che si aggiunge alle altre già prese, fin dal 1984, e che hanno portato alla liberazione complessiva di 1740 prigionieri marocchini. Interrogato sugli sforzi della sua organizzazione per la liberazione dei prigionieri di guerra e degli scomparsi sahraui in Marocco, il Sig.Gruneck, presidente del CICR, si è limitato a ricordare le ricerche fatte in Marocco che hanno potuto localizzare soltanto una diecina di persone su una lista di 179 prigionieri di guerra, consegnata ufficialmente dal POLISARIO alla sua organizzazione.

 

* I 100 prigionieri marocchini sono stati rimpatriati il giorno stesso a bordo di un aereo messo a disposizione del CICR.

* Il presidente della Mezza Luna Rossa sahraui (CRS), Bouhoubeini Yahia, ha richiesto in quella occasione la liberazione dei prigionieri di guerra sahraui chiedendo che sia fatta luce anche sulla sorte degli scomparsi sahraui ancora nelle mani del Marocco, appellandosi all'ONU e alla comunità internazionale affinché spingano il Marocco a togliere lo stato d'assedio permanente imposto nel Sahara Occidentale dall'epoca dell'invasione militare marocchina di quel territorio. Il presidente del CICR, sempre durante quella cerimonia, ha espresso la speranza che l'iniziativa del POLISARIO trovi un'eco favorevole presso le autorità marocchine deplorando che "la sorte di quelle persone scomparse non costituisca un centro d'interesse del CICR, molto più interessato al problema dei prigionieri di guerra marocchini". Il presidente del CRS ha indicato che "l'iniziativa sahraui, umanitaria e generosa, rientra nel quadro delle iniziative che il POLISARIO non smette di prendere unilateralmente fin dal 1986, di cui l'ultima nel novembre 2003 in cui sono stati liberati altri 300 prigionieri di guerra marocchini". Bouhoubeini ha anche ricordato che la cattura di quei prigionieri di guerra è il risultato dell' occupazione marocchina del Sahara occidentale, occupazione che continua ad alimentare una tragedia umana per migliaia di innocenti: donne, bambini e anziani  sahraui che hanno perso i loro parenti e che sono dovuti fuggire dal loro paese per vivere come rifugiati, ormai da 28 anni, in condizioni subumane: gente che ha come unica risorsa l'assistenza umanitaria internazionale, separata dal resto delle famiglie dal più lungo muro del mondo, imbottito da dieci milioni di mine che hanno già fatto molte vittime. 

 

25 febbraio 2004.

L'Associazione delle Famiglie dei Prigionieri e Scomparsi Sahraui (AFAPREDESA) e l'Unione dei Giuristi Sahraui (UJS) fanno un appello alla comunità internazionale, in particolare alle Nazioni Unite e all' Unione Europea, affinché agiscano vigorosamente per metter fine alle gravi violazioni perpetrate contro la popolazione sahraui dei territori occupati del Sahara Occidentale. In un comunicato congiunto le due OnG chiedono che il Marocco debba permettere agli organismi internazionali di svolgere la loro azione umanitaria, in conformità delle convenzioni di Ginevra relative alla protezione dei civili nei conflitti internazionali. "E' inaccettabile che i territori occupati del Sahara occidentale  siano la sola regione al mondo in cui la presenza del CICR non sia permessa" hanno dichiarato.

Il comunicato chiede inoltre: che sia fatta luce sulla sorte dei 526 desaparecidos sahraui, che siano liberati incondizionatamente quelli ancora vivi, mentre per quelli deceduti che ne siano restituite le spoglie mortali alle famiglie per poterle inumare secondo i riti religiosi. "Noi ci rivolgiamo all'ONU perché agisca con fermezza verso il Marocco per la chiusura definitiva del dossier dei desaparecidos sahraui: affinché sia inviato in Marocco l'Incaricato specificamente nominato per indagare sulle scomparse forzate e involontarie nei territori occupati del Sahara Occidentale, affinché sia permesso alle organizzazioni internazionali di difesa dei diritti umani, ai media e agli osservatori internazionali la libera circolazione su quei territori".

 

26 febbraio 2004.

* I 100 prigionieri di guerra marocchini dopo avere lasciato Tindouf (Algeria) sono stati rimessi alle autorità marocchine nella  base militare di d'Inezgane vicino ad Agadir. Il CICR ha ricordato che prima della partenza i delegati del CICR si erano intrattenuti "senza testimoni con ogni prigionieri per assicurarsi che erano rimpatriati di loro spontanea volontà".

Ricordiamo che il CICR visita 2 volte all'anno i prigionieri marocchini in mano al POLISARIO. L'ultima visita è stata effettuata dal 2 al 16 dicembre 2003. Queste visite hanno per scopo di valutare le condizioni di cattività e l'evoluzione dello stato fisico e psichico del prigioniero.

Più di 2.000 prigionieri di guerra marocchini sono stati catturati duranti i combattimenti che hanno opposto i combattenti sahraui alle forze di occupazione marocchine dall'inizio dell'occupazione del territorio sahraui (inizio del 1975).

 

* Kofi Annan esprima la sua soddisfazione per la liberazione da parte del POLISARIO dei 100 prigionieri di guerra marocchini.

 

27 febbraio 2004.

Festa della proclamazione della Repubblica Araba Democratica Sahraui (RASD).

 

28 febbraio 2004: El Ayoun (Territori occupati)

* L'Unione generale dei lavoratori Sahraui denuncia la campagna "razzista" contro Tamek.

 

* Durante un suo passaggio a Ginevra, il Ministro dei Territori occupati della , Khalil Sidi M'Hamed, denuncia ai responsabili dell'ONU incontrati le violazioni dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale,

 

 

 

Se qualcuno volesse parlare con  Ali Salem Tamekil suo numero di telefono è 002.12.709.73372

 

 

Vi preghiamo di appoggiare la Campagna per Tamek e tutti i difensori dei diritti umani sahraui. Sottoscrivendo all'appello di AFAPREDESA.

·                    Campagna di supporto ad ALI SALEM TAMEK e ai difensori sahraui dei diritti dell' uomo 2004

 

AFAPREDESAhttp://www.afapredesa.org

 

 

Prossimamente

 

dal 7 all' 11  aprile 2004.

La "Marcia Bianca verso il muro della vergogna nel Sahara Occidentale"

 

dal 18 al 20 maggio 2004.

Il sindacato dei lavoratori sahraui (UGTSARIO) terrà il suo 5° congresso Contattare: ugtsario@yahoo.com  oppure tel/fax: 00213.49.921.309.

 

Dal 15 marzo al 23 aprile 2004: Ginevra

60 ° sessione della Commissione dei diritti Umani delle Nazioni unite.

Vedi anche AGENDA http://www.arso.org/07.htm

 

 

Da leggere:

 

- Des Européens manifestent contre le "mur marocain" et pour l'autodétermination du peuple sahraoui, El Moudjahid, 27.01.04.

<http://80.88.0.236/stories.php?story=04/01/27/2292271 >

 

- La pubblicazione sul giornale "Maroc-Hedbo" di un'intervista al militante indipendentista sahraui TAMEK Ali Salem suscita un vivo dibattito politico-mediatico in Marocco tra i sostenitori della libertà di espressione e coloro che li qualificano"traditori" di interessi superiori del regno (del Marocco). Il testo dell'intervista in francese è qui sotto Il testo in italiano si trova sul bollettino "Oltre il muro: la RASD del mese di Gennaio 2004".

http://www.spsrasd.info/sps-310104tamek.html

 

In questa intervista pubblicata il 30 gennaio Ali Salem Tamek afferma in particolare di "credere all'esistenza del popolo Sahraui e nel suo diritto all'autodeterminazione".

La pubblicazione di queste affermazioni che tendono a rimettere in causa la legittimità dell'annessione del 1975 del Sahara Occidentale da parte del Marocco, ha suscitato la condanna della maggior parte dei politici marocchini e dei loro organi di stampa. Il quotidiano "Aujourd'hui le Maroc" (francofono) denuncia "un complotto contro l'integrità territoriale del regno"e si interroga su una "pericolosa deriva mediatica".

Si può leggere su: http://www.aujourdhui.ma/details/?ref=8218

La pubblicazione di questa intervista è stata anche denunciata dal segretariato generale del partito marocchino del progresso e del socialismo (PPS, ex-comunista)

  http://www.lavieeco.com/Debatchroniques/Tamekleslimitesdelaraison
L'intervista ha suscitato anche la condanna da parte di molti quotidiani e settimanali di lingua araba.


Su http://www.afapredesa.org/fr_index.htm
:* Appel de Sidi Mohamed Daddach défenseur des droits de l Homme Prix RAFTO 2002 (23/02/04) * Déclaration de M. Khalil Sidi M'Hamed, Ministre des Territoires occupés de la RASD (23/02/04)

* rapporti del Dipartimento di Stato degli USA su i Diritti Umani:

Western Sahara: Country Reports on Human Rights Practices  -2003. Released by the Bureau of Democracy, Human Rights, and Labor, February 25, 2004<http://www.state.gov/g/drl/rls/hrrpt/2003/27941.htm>

Morocco: Country Reports on Human Rights Practices  -2003. Released by the Bureau of Democracy, Human Rights, and Labor. February 25, 2004<http://www.state.gov/g/drl/rls/hrrpt/2003/27934.htm>

 

 

 

 

 

 

******AFAPREDESAha un nuovo indirizzo:

- AFAPREDESA Web : <http://www.afapredesa.org>*********

 

 

 

 

 

BIRDHSO - Bureau International pour le Respect

Des Droits de l'Homme au Sahara Occidental

Web:  http://www.birdhso.org

 

 

 

 

A cura di Jacqueline Philippe

Referente dell'ANSPS per i Diritti Umani e del BIRDHSO  per l'Italia.

Referente per i Diritti Umani del Tavolo - Paese Sahraui (Regione Emilia Romagna)

 

 

Ringraziamo gli amici traduttori volontari.

 

Visitate il nostro sito: http://www.radiokcentrale.it/du.htm

 

 

 

La fonte ufficiale delle notizie viene da:

 

Ø     ARSO,                                              http://www.arso.org

Ø     SPS (Sahara Presse Service Agence de Presse de la République Arabe Sahraouie Démocratique).               http://www.spsrasd.infoe-mail : sps@spsrasd.info

Ø     AFAPREDESA:                              <http://www.afapredesa.org>

Ø     BIRDHSO:                                                http://www.birdhso.org

I nostri obiettivi Lo scenario Progetti in corsoMailing list Per contattarci Collegamenti ad altri siti Privacy e copyright