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Oltre il muro: la RASD

Violazioni dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale.  

 

 

 

ATTUALITA' dall' 1 al 31 Marzo 2004

 

 

 

 

Minacce ed intimidazioni contro la popolazione civile sahraui nei territori occupati, in occasione dell'arrivo del primo gruppo di visitatori rifugiati ad

El Ayoun.

 

 

La città di El Ayoun occupata dal Marocco si trova da 5 giorni in allarme: da quando cioè ha ricevuto venerdì scorso, 5 marzo, il primo gruppo di 21 membri di famiglie sahraui provenienti dai campi profughi di Tindouf secondo il programma di scambio di visite tra familiari, organizzato ed auspicato dall'HCR. In vista di tali visite le autorità marocchine avevano mobilitato tutti i servizi segreti e tutto il sistema di polizia nelle strade di El Ayoun, arrivando al punto di intimidire e minacciare di rappresaglie  tutti gli attivisti sahraui. A capo di questa azione c'è il noto torturatore  Hreizi El Aarbi, direttore dei servizi di informazioni generali (Service de renseignement  général o SRG) e il suo aiutante Rabii Abdelhak, che stanno circolando in città in  Land-Rover militare targata BI 8430, minacciando di mettere in carcere e castigare severamente tutte le persone che si azzardino a recarsi nelle abitazioni in cui sono in visita familiari provenienti dai campi di Tindouf e porsi così in loro contatto.

 

Tali fatti rivelano la profonda preoccupazione del regime occupante e la ragione per cui esso negava e si opponeva a questo programma di scambio di visite, scambio che smentisce chiaramente la sua infame propaganda che affermava che i sahraui nei campi profughi "sono sequestrati contro la loro volontà e subiscono ogni tipo di aggressione e la mancanza di libertà".

 

Queste visite dimostrano inoltre, attraverso gli stessi cittadini sahraui, la loro ferma decisione e la convinzione che la lotta da loro intrapresa sia legittima.

 

 L'AFAPREDESA ha avuto  informazioni, questa sera, che la stessa Land-Rover e gli stessi torturatori si sono presentati durante il giorno nelle case dei seguenti attivisti sahraui:

 

·        L'ex-prigioniero politico, difensore dei diritti umani e premio RAFTO, Sidi Mohamed Daddach, che è stato minacciato di essere di nuovo incarcerato se avesse continuato la sua attività. Testimoni presenti vicino alla casa di Daddach hanno udito insulti e parole offensive ed umilianti;

·        L'attivista sahraui Baba Mayar, la cui case è stata invasa da agenti marocchini che lo hanno percosso davanti ai familiari. Interrogati se avessero un mandato o almeno un capo di accusa, lo stesso Hreiz ha risposto con uno schiaffo, dicendo "che la legge è rappresentata dai Servizi segreti ed è lui stesso che la rappresenta e che in questo maledetto Sahara Occidentale non esistono difensori dei diritti umani; c'è invece una combriccola del Fronte Polisario che non merita altro che il manganello e la frusta, gli unici mezzi che conosce";

·        L'attivista e da poco scarcerato Salek Bazeid, che anche lui ha ricevuto alle quattro del pomeriggio la visita e gli stessi insulti;

·        L'attivista ex-desaparecida Ghalia Abdellahi Mohamed, conosciuta col nome di Yimy, anche lei insultata e minacciata;

·        Il difensore di diritti umani e attivista Ehmad Hammad

·        Il difensore di diritti umani e attivista Al Ismaili Brahim

·        I familiari del difensore dei diritti umani e attivista Mousamih

 

L'AFAPREDESA denuncia energicamente queste minacce e intimidazioni dei servizi di sicurezza e dei servizi segreti marocchini contro la popolazione civile sahraui nei territori occupati e esige che le Nazioni Unite, in particolare la Missione delle Nazioni Unite per un Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO) siano maggiormente presenti sul territorio  per offrire ai suoi cittadini una maggior sicurezza.

imagen del torturador Ehreiz el Aarbi 

Il capitano Hreizi El Aarbi, elemento della DST (Dipartimento della Sicurezza Territoriale), è responsabile del rapimento, sequestro e tortura di centinaia di sahraui. Ad El Ayoun egli riveste il ruolo di direttore generale dei servizi segreti del Settore Sud e cioè di tutto il territorio occupato dal Marocco).

 

 

3 marzo 2004.

Hanno avuto inizio i primi scambi di visite tra le famiglie sahraui dei campi profughi e quelle dei territori occupati. Una ventina di persone hanno preso l'aereo della MINURSO, rispettivamente da Tindouf verso El Ayoun e da El Ayoun verso Tindouf,  per un soggiorno di 5 giorni. Durante i prossimi 6 mesi sono previsti voli settimanali, facenti parte di un programma di prove di fiducia dell' Alto Commissariato per i Rifugiati (HCR) allo scopo di permettere un contatto diretto tra le famiglie separate da oltre 28 anni. Tali misure figurano nelle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

Sono 21 i rifugiati del Sahara Occidentale che questa mattina a Tindouf si sono imbarcati su un volo delle Nazioni Unite, diretti a El Ayoun per iniziare la loro visita di cinque giorni alle loro famiglie. Questo pomeriggio anche 19 persone provenienti dal Territorio del Sahara Occidentale si imbarcheranno su un aereo Antonov 26 della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO), per un volo di 90 minuti diretto a Tindouf in Algeria, dove visiteranno i parenti che risiedono nei campi di rifugiati.

E' la prima volta dallo scoppio della guerra avvenuta a seguito del ritiro della Spagna dal Territorio del Sahara Occidentale alla metà degli anni '70 che i 40 partecipanti incontreranno i loro parenti. Alcuni dei partecipanti rivedranno il loro coniuge o i loro figli per la prima volta dopo decenni; per i più giovani delle 12 famiglie che viaggeranno oggi, sarà la prima volta che vedranno la loro terra natale.

Questa iniziativa rappresenta una svolta nella vita di 165mila rifugiati. Si tratta del più tangibile elemento di rafforzamento della fiducia che l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha recentemente inaugurato per aiutare a ristabilire i contatti fra i residenti dei cinque campi rifugiati della regione occidentale sahariana nei pressi della città algerina di Tindouf e i loro parenti nel Territorio. I sahraui che parteciperanno ai voli di oggi saranno accompagnati da funzionari UNHCR, da personale medico della missione MINURSO, che si è anche resa utile nella registrazione delle persone e sta fornendo un vitale supporto logistico all'operazione. Ai rifugiati è stato consegnata una piccola quantità di denaro - 30 dollari a persona o 150 dollari a famiglia - per sostenere le spese che incontreranno una volta nel Territorio. Sono previsti voli settimanali di questa navetta parte di un'iniziativa di "confidence-building" - fra i campi e il Territorio. I rifugiati nei campi hanno dimostrato un grande interesse per l'iniziativa. Diverse centinaia di rifugiati e più di 500 residenti del Territorio occupati si sono già prenotati per il volo.

E' questa la più recente iniziativa dell'UNHCR tesa a riportare una maggiore normalità nelle vite dei rifugiati sahraui. Nel gennaio scorso era già stata inaugurata una linea telefonica che collegava coloro che si trovano nel Territorio del Sahara Occidentale con i rifugiati nei campi. Il recente collegamento telefonico e l'inizio dei voli di oggi sono seguiti ad una serie di incontri tenutisi lo scorso anno fra il Rappresentante Speciale del Segretariato Generale, Alvaro de Soto, funzionari dell'UNHCR e rappresentanti dei governi di Algeria e Marocco, insieme al Fronte Polisario.

L'UNHCR sta inoltre cercando di dare l'avvio ad un servizio postale, per il successo del quale sono però necessarie garanzie sulla riservatezza della corrispondenza e sull'autonomia del servizio.

(http://www.reporterassociati.org/index.php?option=news&task=viewarticle&sid=1664 Reporter Associati)

 

5 marzo 2004. Casablanca

In occasione di un meeting organizzato da OnG femministe marocchine e dalle organizzazioni di difesa dei diritti umani AMDH e OMDH nel quadro della giornata internazionale della donna, l'ex-scomparsa sahraui Aminatou Haidar ha testimoniato sulla repressione e sulle intimidazioni marocchine nel Sahara Occidentale occupato. Aminatou ha rimproverato la stampa e i partiti politici marocchini per il loro silenzio. Il comitato organizzatore ha offerto ad Aminatou un regalo e le ha promesso di visitare i sahraui vittime di violazioni dei diritti umani commesse dal regime marocchino. (http://alisalemtamek.site.voila.fr/casa05.03.04.html).

 

21 febbraio / 7 marzo 2004.

In occasione dei numerosi incontri a Ginevra, Losanna, Berna e Basilea con vari ambasciatori o rappresentanti presso le Nazioni Unite, con il Presidente della CICR, con OnG di difesa dei diritti umani e di solidarietà, con autorità, parlamentari e personalità politiche, il Sig.Khalil Sidi M'hamed, ministro sahraui per i territori occupati, ha esposto la situazione delle popolazioni sahraui che vivono sotto l'occupazione marocchina ed ha chiesto misure di protezione per i difensori dei diritti umani. Ha ricordato il dossier dei 500 desaparecidos sahraui e richiesto il libero accesso nel territorio per i giornalisti ed osservatori.

 

8 marzo 2004.

219 prigionieri sahraui, di diritto comune e politici, imprigionati in 6 carceri nel Sahara Occidentale e in Marocco, hanno fatto uno sciopero della fame l'8 e il 9 marzo per protestare contro le condizioni di detenzione  e le numerose umiliazioni che essi subiscono.  Essi chiedono una commissione di inchiesta e di poter beneficiare delle visite dei loro parenti nel quadro del programma dell'HCR <http://www.afapredesa.org/comunicados/ca_comHuelgaHambre_08_03_04.htm>

 

* Dakhla

Le forze d' intervento rapido dirette dal commissario Abdessalam assecondato dal direttore delle Informazioni Generali, Abderrhaman,  hanno disperso a manganellate un sit-in organizzato davanti alla sede della Wilaya di Dakhla per reclamare diversi diritti sociali come il diritto al lavoro e il diritto all'alloggio ( essendo stati concessi alloggi soltanto ai coloni marocchini). Nel corso di un brutale intervento il cittadino sahraui Mohamed Fadel Sidiya Baray è stato arrestato e la sorella, che ha tentato di interporsi è stata gravemente ferita alla testa e al corpo dopo esser stata legata ad un'auto della polizia e trascinata per circa 50 metri. (Comunicato AFAPREDESA, <http://www.afapredesa.org/Comunicados/fr_sentadaDAJLA.htm>

Baray si trova ancora nelle mani della polizia sotto duri interrogatori, mentre gli sono state vietate visite da parte dei familiari e di un avvocato.

 

9 marzo 2004. Bagnolet.

L'associazione francese di Amicizia e Solidarietà con i popoli dell'Africa (AFASPA) ha esortato il Segretario Generale dell' ONU Kofi Annan a denunciare le violazioni marocchine dei diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale, chiedendogli di trattare il problema in maniera imparziale nel suo prossimo rapporto, cosa che non era stata fatta nel suo precedente: "Mentre le vostre richieste  insistono ripetutamente presso il fronte Polisario sul problema dei prigionieri di guerra marocchini, voi omettete completamente di parlare dei prigionieri di guerra sahraui ancora nelle mani del Marocco"

Per l'AFASPA questo trattamento di due pesi con due misure permette al Marocco di sottrarsi ai propri obblighi verso la comunità  internazionale e, di conseguenza, di continuare a compiere violazioni dei diritti umani.

Scandalizzata da questo  comportamento, l'AFASPA rimprovera inoltre a Kofi Annan "di omettere gli arresti, le scomparse temporanee, le torture, i processi iniqui e i divieti di ogni tipo di cui sono vittime le popolazioni civili nei territori occupati e  che avvengono  quotidianamente  sotto gli occhi della MINURSO".

Inoltre l'organizzazione ricorda lo stato d'assedio permanente imposto nei territori occupati fin dal 1975 "territori inaccessibili agli osservatori stranieri", citando a titolo di esempio il divieto di visitare il Sahara Occidentale per la fondazione France Libertés nel novembre 2003 e quello delle due giornaliste francesi che tentavano di incontrare cittadini sahraui, fermate ed espulse dal Marocco nel gennaio 2004.

A proposito del valore  legale dell'organizzazione "Equità e Riconciliazione", istituita recentemente dal governo marocchino, l'AFASPA giudica che "essa sia fuori da ogni quadro giuridico e che costituisca un vero ricatto economico per le famiglie sahraui. Queste non potranno portare il loro lutto o ritrovare i loro parenti senza che prima non  sia resa loro realmente verità e giustizia".

 

* Bir Lehlu

Il presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, in una lettera indirizzata all'Alto Commissario per i Rifugiati (HCR) ha chiesto che il Marocco sia indotto a rispettare il carattere umanitario degli scambi di visite tra famiglie sahraui e a fermare le manipolazioni politiche e mediatiche ed altri ricatti economici contro i rifugiati e le loro famiglie. Abdelaziz cita casi di violazioni dei termini degli accordi convenuti tra le parti e in particolare "il carattere strettamente politico dell'operazione" che è iniziata il 5 marzo scorso. A questo proposito, viene citata l'organizzazione nell'aeroporto di El Ayoun, al momento dell'arrivo del primo gruppo di familiari provenienti dai campi profughi, "di una manifestazione a carattere politico in presenza delle autorità marocchine, con grandi tendaggi, bandiere, banderuole, ritratti giganti del monarca marocchino". Inoltre le autorità coloniali marocchine hanno utilizzato la stampa locale per "provocare i visitatori fin dalla loro uscita dall'aereo e durante tutto il soggiorno nel Sahara Occidentale", un vero "linciaggio mediatico mirante a strappare ad ogni costo ai visitatori dichiarazioni a favore del Marocco".

La sorveglianza poliziesca e dei servizi speciali verso i visitatori sahraui nonché il ricatto economico esercitato sulle famiglie ospitanti per persuadere i loro parenti a non ritornare nei campi profughi, rappresentano altri casi di violazioni dei termini dell'accordo convenuto tra le due parti.

Il presidente Abdelaziz, ritornando sulle clausole delle misure di fiducia  raccomandate dall'ONU già da molti anni, ha rinnovato la determinazione del Fronte Polisario di cooperare pienamente con l'HCR "allo scopo di intensificare tale operazione".  

 

12 marzo 2004. Strasburgo.

In un comunicato stampa l'Intergruppo "Pace per il popolo sahraui" esprime il suo allarme di fronte alla precaria situazione umanitaria nel Sahara occidentale, e chiede un intervento urgente a favore dei sahraui, rilevando inoltre vari atti di violazione dei diritti umani nei territori occupati. I membri dell'Intergruppo hanno deplorato l'allarmante situazione dei difensori dei diritti umani sahraui sotto controllo militare marocchino, soprattutto per il fatto che le autorità militari marocchine sono rappresentate dal famoso torturatore Hariz El Arbi  e dal suo aiutante Rabii Abdelhak, individui che stanno seminando impunemente intimidazioni e terrore quotidiani  tra la popolazione sahraui .

 

16 marzo 2004

I due fratelli, Ali Baiba Fakou ould Hammoudi ould Farraji e Ali Baiba Haje, sono stati arrestati durante un controllo di polizia, per ragioni ancora sconosciute. Sono stati portati nel carcere di El Ayoun

 

19 marzo 2004.

Gli scambi di visite tra famiglie sahraui continuano. Un secondo gruppo di 24 persone dalle due parti del muro ha soggiornato dal 12 al 17 marzo ad El Ayoun e rispettivamente a Tindouf ed un nuovo gruppo è partito il giorno 19. Nel suo ultimo comunicato l'HCR annuncia che oltre 7000 persone si sono iscritte per partecipare ai voli settimanali, un numero che sorpassa largamente le previsioni. Viene data priorità ai casi più dolorosi, come quelli di malattia grave di un parente o di bambini separati dai genitori. <http://www.arso.org/HCR050304.htm>

 

25 marzo / 5 aprile 2004: Italia

Arrivo di una delegazione di AFAPREDESA che attraverso l'unito programma di visite a Enti Locali e Associazioni di Solidarietà con il popolo sahraui, farà il punto sulla situazione nel Sahara Occidentale occupato dall'esercito marocchino, denunciando la repressione che le popolazioni civili sahraui subiscono.

Il gruppo accompagnato da Mohamed Ahmed Laabeid Membro del Bureau Esecutivo di AFAPREDESA sarà ospite del Comune di Reggio Emilia dove sarà allestito in loro onore uno spettacolo teatrale "I fiori nascono anche nel deserto".

Il resto del programma consiste nei seguenti momenti sia a Reggio Emilia che a Bologna, Forli, Viareggio, Firenze, Carpi e Nonantola:

Ø     Visita al Museo Cervi accompagnati da Maria Cervi membro dell'Associazione Nazionale Partigiani Italiani,.

Ø     Ricevimento nel Comune di Forli.

Ø     Incontro con il presidente della Provincia di Bologna.

Ø     Partecipazione al Consiglio Regionale Toscano, a Firenze, con la presenza del Vice presidente del Consiglio regionale,dell' Assessore alle Politiche sociali della Provincia di Pisa e della Coordinatrice del Tavolo -  regionale Sahraui.

Ø     Visita al Museo della resistenza di Carpi e alla città martire di Fossoli accompagnati da una delegazione del Centro Sociale Santa Viola di Bologna.

Ø     Incontro con i sindaci di Nonantola e di Concordia e con rappresentanti dell'Associazione "Pace e Solidarietà"

Ø     Incontro con l'Assessore alle Politiche Sociali. Immigrazione. Progetto giovani. Cooperazione internazionale della Regione Emilia Romagna a Bologna e partecipazione al Tavolo - Paese Sahraui.

Ø     Diretta con "Radio for Peace" di Radio K Centrale di Bologna che diventerà "une voce al di là del silenzio", ponte fra Bologna e i campi profughi Sahraui di Tindouf, network che si potrà ascoltare anche nel Sahara Occidentale occupato e nel Marocco.

Ø     Incontro con il sindaco di Viareggio e con l'Associazione di Solidarietà della città a favore del Popolo Sahraui.

 

 

 

Prossimamente

 

Dal 15 marzo al 23 aprile 2004: Ginevra

60 ° sessione della Commissione dei diritti Umani delle Nazioni unite.

http://www.arso.org/07.htm

 

dal 7 all' 11  aprile 2004.

 Marcia internazionale verso il muro della vergogna nel Sahara Occidentale "Per la pace e l'autodeterminazione del popolo sahraui noi esigiamo  che l'ONU mantenga i suoi impegni".

Organizzata  dalle associazioni spagnole di solidarietà in collaborazione con la Coordinazione europea di sostegno al popolo sahraui, questa marcia verso il muro che separa le famiglie sahraui vuole denunciare le sofferenze del popolo sahraui che da oltre 28 anni attende di poter decidere il proprio avvenire. La marcia vuole esigere dall' ONU e dalla comunità internazionale l'attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. <http://www.arso.org/marcha2004.htm>

Dal 16 al 18 maggio:

l'UNESCO organizza a Nantes (Francia) un Forum Mondiale per i Diritti Umani

 

dal 18 al 20 maggio 2004:

Il sindacato dei lavoratori sahraui (UGTSARIO) terrà il suo 5° congresso

Contattare: ugtsario@yahoo.com  oppure tel/fax: 00213.49.921.309.

 

Da leggere:

Dibattito sul giornale Tel Quel On line n°115, del 21.02.04

Sahara: Si può dare la parola agli indipendentisti?

(SI) "E' un'opinione, e ciascuno dovrebbe poter esprimere la propria opinione liberamente". Abdelhamid Amine, presidente dell'Associazione marocchina dei diritti umani (AMDH)

(NO)."Tamek dovrebbe essere espulso verso Tindouf in mancanza di essere incriminato per alto tradimento?", Jamal Berraoui, giornalista e cronista.

<http://www.telquel-online.com/115/debat_115.htm>

 

Il Marocco sugli scogli della democrazia. Riflessioni su un'instabilità annunciata, Francesco Correale, Afriche e Orienti, n° 3-4, 2003, pp. 177-184.

- Sahara Occidentale: Prossimi gli incontri tra i rifugiati e i loro parenti, Reporter Associati, 21.02.04

<http://www.reporterassociati.org/index.php?option=news&task=viewarticle&sid=1480>

 

 

 

Ringraziamo gli amici traduttori volontari.

 

 

 

La fonte ufficiale delle notizie viene da:

 

Ø      ARSO,                                                       http://www.arso.org

Ø      SPS (Sahara Presse Service)

Agence de Presse de la RASD                       http://www.spsrasd.info ; sps@spsrasd.info

Ø      AFAPREDESA:                                    <http://www.afapredesa.org>

Ø      BIRDHSO:                                              http://www.birdhso.org

 

 

Visitate il nostro sito:                      http://www.radiokcentrale.it/du.htm

 

 

A cura di Jacqueline Philippe

Referente dell'ANSPS per i Diritti Umani e del BIRDHSO per l'Italia.

Referente per i Diritti Umani del Tavolo - Paese Sahraui (Regione Emilia Romagna

 

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