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Il popolo Saharawi


ATTUALITA' dall' 1 al 31 marzo 2005

N° 3

 

CAMPAGNE AUPRÈS DES ACTIONNAIRES DE KERR-MCGEE

http://www.arso.org/ressnat.html#KMG2

 

 

 

Ali Salem Tamek, ex-prigioniero di opinione lancia un appello in favore dei detenuti sahraui, ma in particolare di Lakhfaouni Abdallahi, che sta in sciopero della fame dal 2 marzo 2005.

 

 

2 / 11 marzo 2005.

La campagna è guidata dal Comitato per la Protezione dei prigionieri sahraui di El Ayoun, dal Comitato anti-tortura di Dakhla-Villa Cisneros, del Comitato delle Vittime degli avvenimenti di Smara, con la coordinazione dell'Associazione Francese di amicizia e solidarietà con i popoli africani (AFASPA), è iniziata con il seguente appello:

Quali difensori dei diritti umani, conoscendo le condizioni di detenzione nel Carcel negro di El Ayoun in cui vivono centinaia di prigionieri Sahraui, i sottoscritti hanno deciso di lanciare una prima fase di una campagna internazionale e locale, dal 2 all'11 marzo, allo scopo di ottenere un miglioramento delle condizioni di detenzione, rivolgendoci a tutte le forze dei difensori dei diritti umani, agli studenti, a tutte le coscienze e forze democratiche affinché partecipino alla riuscita di tale campagna.

http://www.arso.org/PN080305.htm

Sono state firmate fino ad oggi oltre 500.000 cartoline postali destinate all'ONU per la "liberazione dei Marocchini sequestrati nei campi della vergogna di Tindouf" sul suolo algerino. Così afferma un comunicato del collettivo marocchino Watanouna. (Ricordiamo che i "marocchini sequestrati a Tindouf" sono i Sahraui che sono fuggiti dalla loro terra, il Sahara Occidentale, nel 1975 sfuggendo ai bombardamenti e ai massacri da parte dell'esercito marocchino che ha invaso quel territorio violando il diritto internazionale. L'invio attuale di queste cartoline fa parte di una sporca campagna di diffamazione contro il Polisario

3 marzo 2005.

Raccolta delle firme e petizioni di solidarietà con invio delle lettere e degli appelli, insieme ad un rapporto dettagliato sulla situazione nel Carcel Negro di El Ayoun indirizzati a: Segretario Generale dell'ONU, Segretario Generale dell'Unione Africana, Rappresentante speciale del Segretario Generale dell'ONU per il Sahara Occidentale, Primo Ministro, Ministro dell'interno e Ministro della Giustizia del Governo Marocchino, organizzazioni marocchine ed internazionali dei diritti umani, Amnesty International, FIDH, Human Rights Watch, Bureau internazionale del rispetto dei diritti umani nel Sahara Occidentale (BIRDSHO), France Libertés, Rafto norvegese, AFAPREDESA, Associazione marocchina dei diritti umani, i media marocchini ed internazionali, i partiti politici e i sindacati, varie personalità politiche, intellettuali, parlamentari, artisti e avvocati.

Il Ministro sahraui consigliere della presidenza, Mohamed Sidati, ha criticato la posizione del Governo spagnolo nel conflitto del Sahara Occidentale, Governo che non ha assunto le sue responsabilità nella decolonizzazione del territorio e che sta favorendo il Marocco nella sua intransigenza e nel suo rifiuto di seguire la legalità internazionale, mettendo in opera il piano Baker. Così afferma il giornale spagnolo "El Diario Montanés"

In seguito allo svolgimento del 3° Congresso nazionale del Partito dei Democratici di Sinistra e l'adozione di una risoluzione sulla questione del Sahara Occidentale, i leader marocchini dell'USFP ( Unione Socialista della Forze Popolari) e del PPS (Partito del Progresso e del Socialismo) Mohamed El Yazghi e Ismail Alaoui, hanno indirizzato una lettera al segretario nazionale di quel partito, Piero Fassino, attirando la sua attenzione sulle "contraddizioni" della risoluzione concernente il "Sahara marocchino".

http://www.albayane.ma/Detail.asp?article_id=45555

http://www.albayane.ma/Detail.asp?article_id=45549

http://www.liberation.press.ma/default.asp?cat=1

 

La segretaria generale dell'Unione Nazionale delle Donne Sahraui (UNFS), Fatma Mehdi, ha chiesto alle sue omologhe africane presenti al 4° congresso delle donne angolane, di sostenere il diritto legittimo del popolo sahraui (autodeterminazione e indipendenza) conformemente alle risoluzioni dell'ONU e in particolare alla risoluzione 1495 del Consiglio di Sicurezza (luglio 2003).

4 marzo 2005.

Sciopero della fame di 24 ore organizzato dal Comitato di protezione dei prigionieri sahraui, comitato anti-tortura di Dakhla-Villa Cisneros, comitato delle vittime degli avvenimenti di Smara, famiglie dei prigionieri e da tutte le forze interessate alla difesa dei diritti umani a Smara.

5 marzo 2005.

Il militante sahraui è rientrato in Marocco dopo un soggiorno per motivi di salute in Europa. Da numerosi esami clinici effettuati all’estero si conferma l’aggravarsi delle sue condizioni fisiche.

Un sit-in di 2 ore è stato organizzato ad El Ayoun in reazione alla campagna menzognera marocchina, a proposito di quelli che il Marocco chiama "marocchini imprigionati dal fronte Polisario nei campi di Tindouf", e per rivendicare la verità sul destino degli scomparsi sahraui. il miglioramento delle condizioni delle donne sahraui nel Sahara Occidentale, i processi ai torturatori marocchini responsabili di crimini commessi contro il popolo sahraui, appellandosi al rispetto dei diritti umani e all'applicazione di un referendum libero e giusto.

http://www.aso.org/FS050305.htm + [Photos] http://www.aso.org/FS050305img.htm

6 marzo 205.

Circa 20.000 persone marocchine, organizzate dal collettivo Watanouna (La nostra patria) che raggruppa varie associazioni della cosiddetta società civile marocchina, hanno manifestato nelle strade di Rabat per la "liberazione dei marocchini sequestrati a Tindouf". A questa "marcia nazionale" hanno preso parte esponenti dei principali partiti politici marocchini, associazioni delle famiglie dei prigionieri, associazioni culturali e religiose (come il consiglio delle comunità israelitiche del Marocco).

http://www.albayane.ma/Detail.asp?article_id=45501

http://www.map.ma/fr/sections/boite1/un_peuple_en_marche/view

http://www.map.ma/fr/sections/boite2/marche_de_rabat__un/view

http://www.map.ma/fr/sections/boite3/des_artistes_marocai/view

http://www.map.ma/fr/sections/boite4/les_pp_appellent_a_u/view

http://www.map.ma/fr/sections/boite5/la_societe_civile_ap/view

http://www.map.ma/fr/sections/politique/imposante_participat/view

http://www.maroc-hebdo.press.ma/MHinternet/Archives_641/html_641/redress.html

 

L'euro-deputata Karin Scheele del gruppo socialista, che presiede l'intergruppo parlamentare europeo "Pace per il popolo sahraui", ha affermato nel campo dei rifugiati sahraui di impegnarsi a lavorare insieme a tutti i gruppi del Parlamento europeo, raccogliendo la sfida di cambiare la situazione nel conflitto del Sahara Occidentale, attualmente bloccata dal rifiuto marocchino di organizzare il referendum per il popolo sahraui.

http://www.spsrasd.info/sps-s070305.html

7 marzo 2005.

Sciopero della fame di solidarietà intrapreso dai prigionieri sahraui nel Carcel Negro di El Ayoun.

Il presidente della Repubblica di Mauritania, Masouya Ould Sid'Ahmed Taya, ha avuto un colloquio, tête-à-tête, con il re del Marocco, Mohamed VI, in visita di lavoro e di amicizia.

http://www.ami.mr/fr/Archives2005/mars/7/21.htm

http://www.ami.mr/fr/Archives2005/mars/7/20.htm

http://www.ami.mr/fr/Archives2005/mars/7/22.htm

http://www.map.ma/fr/sections/boite1/arrivee_de_sm_le_roi7123/view

"E' illusorio, chimerico e utopico lo scommettere sulla nostra capitolazione o il pensare un solo momento che il nostro popolo possa abbandonare i suoi diritti legittimi all'autodeterminazione e all'indipendenza" ha avvertito il presidente della RASD Mohamed Abdelaziz nel corso della seduta di chiusura del 2° festival internazionale del cinema organizzato ad Ausserd.

"Attualmente, non avendo più nulla da tergiversare sulla questione del referendum, il Marocco ha apertamente dichiarato il suo rifiuto alla legalità, sfidando così l'intera comunità internazionale con il sostegno nascosto di una potenza membro del Consiglio di Sicurezza che continua a proteggerlo nella sua inosservanza del diritto internazionale", così Abdelaziz ha continuato a precisare, di fronte ad una platea di deputati europei e spagnoli e di oltre 300 partecipanti stranieri.

Abdelaziz ha anche affermato con forza che il popolo sahraui non resterà a braccia incrociate e profitterà di ogni mezzo legale in suo potere "tra cui, ben compreso, la lotta armata che costituisce un diritto legittimo universale", aggiungendo che "il Marocco deve imparare che l'annessione attraverso la violenza non ha mai dato risultati né nel passato, né nel presente, né ancor più li darà nel futuro".

Abdelaziz lancerà un appello all'Europa affinché dica al Marocco che " E' ora di mettere un termine alle sofferenze del popolo sahraui, alle pratiche coloniali marocchine e alla ribellione contro la legalità".

Egli lancerà inoltre un appello anche alla Spagna, all'UE e al Segretario generale dell'ONU per fare del prossimo 30 aprile (data della scadenza del mandato della MINURSO) una ricorrenza dell'avvento della pace nel Sahara Occidentale, costringendo le parti ad accettare la legalità internazionale.

Egli ha inoltre deplorato l'ambiguità della posizione dell'UE "che sta concedendo al Marocco aiuti colossali, utilizzati da quello stato per consolidare la sua occupazione coloniale del Sahara Occidentale".

Abdelaziz ha inoltre rimproverato a questa stessa Europa di mantenere "una posizione confusa circa il sostegno all'autodeterminazione e alla risoluzione 1495 del Consiglio di Sicurezza, nella quale era stato adottato il piano Baker…Una posizione che favorisce il Marocco e che lo incoraggia a continuare a sottrarsi alla legalità internazionale".

Infine il presidente della RASD vuole lanciare un appello al re del Marocco, Mohamed VI, per "voltare pagina su un passato di guerra e di ingiustizia e per aprirne una nuova di pace e di cooperazione, a beneficio di entrambi i popoli e soprattutto ai popoli della regione", pagina che inizierà con la messa in opera della risoluzione 1495 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

7-9 marzo 2005. Rabat.

Il Club diplomatico marocchino ha organizzato dal 7 al 9 marzo un seminario sul "Sahara marocchino e le costanti nazionali" con la partecipazione di diplomatici, politici, esperti e opinionisti marocchini, secondo quanto riferisce il rapporteur del seminario, Ahmed Snoussi. In una dichiarazione alla MAP Snoussi ha indicato che il seminario risponde all'appello lanciato dal re Mohamed VI nel suo discorso in occasione del 29° anniversario della Marcia verde e in cui il sovrano aveva fatto appello al popolo marocchino ad intervenire su tutti i fronti in seno alle riunioni internazionali e locali influenti allo scopo di ottenere il loro appoggio al regolamento politico "a favore del Marocco secondo una formula giuridica giusta".

http://www.map.ma/fr/sections/politique/ouverture_a_rabat_d/view

http://www.map.ma/fr/sections/politique/poursuite_des_travau/view

http://www.lopinion.ma/article.php3?id_article=7881

8 marzo 2005.

Il Governo sahraui ha deplorato che il Marocco continui a rifiutarsi di dare informazioni sui prigionieri di guerra sahraui, mentre nello stesso momento sta organizzando una mascherata di manifestazioni a Rabat per reclamare i pochi prigionieri di guerra marocchini restati nelle mani del Polisario. Il Polisario ne aveva già liberati oltre 700 (mentre il Marocco non ne ha liberato nessuno).

Il Ministero dell'Informazione Sahraui commenta così l'iniziativa marocchina:

"Da oltre tre decenni il Marocco, a dispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite, porta avanti una guerra di aggressione contro il popolo sahraui. Questa guerra ha provocato sofferenze indicibili ed enormi sacrifici per il popolo sahraui di cui gran parte è stato obbligato all'esilio senza parlare delle diecine di migliaia di morti, di feriti, di militari prigionieri così come di centinaia di scomparsi e di detenuti politici. Il Marocco ha sempre tentato di negare questa realtà. Il Marocco rifiuta, fino ad oggi, di dare al Comitato Internazionale della Croce Rossa la minima informazione sui prigionieri di guerra sahraui così come sulla sorte degli scomparsi. Ed ha perfino rifiutato, fino a poco tempo fa, di ricevere in patria i suoi soldati che erano stati presi prigionieri dai sahraui e poi liberati dal fronte Polisario.

Questo per dire che la manifestazione organizzata domenica scorsa a Rabat attraverso una propaganda colossale da parte del governo marocchino a favore della liberazione dei prigionieri di guerra marocchini, costituisce un riconoscimento del Marocco, potremmo dire ufficiale, del conflitto armato che ha opposto durante 16 anni le forze di aggressione marocchine contro l'armata di liberazione sahraui (conflitto sempre negato dal Marocco). Le nostre felicitazioni per tale riconoscimento di belligeranza".

http://www.spsrasd.info/sps-s070305.html#2

Azione di protesta pacifica di due ore nella mattinata davanti al Carcel Negro di El Ayoun.

La polizia marocchina ha sparato contro gruppi di studenti sahraui che stavano organizzando una manifestazione nel campus universitario di Rabat. La polizia ha sparato immediatamente sui manifestanti che reclamavano l'autodeterminazione del popolo sahraui e la liberazione dei detenuti politici sahraui nelle mani del Marocco. Testimoni oculari affermano di aver visto cadere a terra dei manifestanti che non si sono più rialzati.

http://www.spsrasd.info/sps-s070305.html#3

http://www.lejournal-hebdo.com/article.php3?id_article=3535

(versione marocchina)

L'ASM si congratula con le associazioni, partiti politici, sindacati (…) che hanno partecipato alla marcia tenutasi domenica scorsa 6 marzo per la liberazione dei prigionieri marocchini detenuti nei campi profughi di Tindouf.

Tuttavia l'ASM stima che tale marcia non abbia raggiunto i risultati sperati, o ancor più, sia stata un vero e proprio fiasco per i responsabili marocchini del problema Sahara. Come è mai possibile che le precedenti marce di solidarietà per il popolo palestinese o quello iracheno abbiano visto radunate oltre un milione di persone mentre per una "causa nazionale" solo tra 15.000 e 20.000 (secondo il quotidiano Marocco Oggi e la maggior parte delle Agenzie internazionali di stampa), soprattutto quando , per la sua riuscita, sono stati utilizzati importanti mezzi umani, finanziari e tutta la logistica del paese per un così scarso numero di persone manifestanti.

All’occasione della Giornata della donna, l’Unione Nazionale delle donne sahraui rende omaggio "a tutte le donne del mondo che lottano per la legalità, la giustizia sociale e la pace". La responsabile delle relazioni estere dell’Unione, Zahra Ramdan, partecipa a conferenze a Ténérife e a Madrid.

http://www.arso.org/UNFS080305.htm

Più di 600 donne partecipano ad El Ayoun in un sit-in davanti all’ albergo Nagjir chiedendo il miglioramento delle condizioni delle donne sahraui, i processi ai torturatori marocchini responsabili di crimini commessi contro il popolo sahraui, appellandosi al rispetto dei diritti umani nel Sahara occidentale e all'applicazione di un referendum libero e giusto.

Sciopero della fame di 24 ore intrapreso dai carcerati sahraui nelle prigioni di Kenitra, Setta, Boulmhara (Marrakech), Ait Melloul, Tiznit.

In occasione dell'8 marzo, giornata mondiale della donna, gli studenti sahraui hanno organizzato a Rabat una marcia pacifica nel corso della quale hanno scandito slogan che chiedevano il diritto all'autodeterminazione per il popolo sahraui, esprimevano il loro sostegno con i rifugiati sahraui nei campi profughi di Tindouf, rivendicavano la liberazione immediata di tutti i detenuti politici sahraui e il ritorno dei sahraui deportati forzatamente nel nord del Marocco. L'ora di inizio della marcia era stata fissata per le 15 , ma le forze dell'ordine sono intervenute già prima selvaggiamente per vietare la marcia. Queste forze, CMI e forze ausiliarie, hanno anche attaccato le città universitarie Souissi I, Souissi II e quella delle studentesse. Si segnalano numerose vittime dei due sessi. La prima lista, non completa, segnala 25 vittime di cui 5 gravi. Il pascià della città di Rabat, detto "Ragraga", che ha dato l'ordine di intervenire, ha insultato gli studenti e le studentesse sahraui qualificandoli di "pecorai"e di "puttane". Qui accluso il comunicato e la lista delle vittime. Cordialmente. (da Tamek)

Gli studenti sahraui a Marrakech e ad Agadir hanno organizzato una manifestazione di solidarietà verso i loro compatrioti di Rabat, di cui oltre 18 erano stati feriti nel corso di scontri con la polizia marocchina nel campus universitario Al Irfan.

A Marrakech gli studenti hanno letto un comunicato denunciante le pratiche repressive delle autorità marocchine contro gli studenti scandendo slogan a favore dell'autodeterminazione del popolo sahraui e chiedendo "riparazioni" per i colleghi feriti e per le loro stanze saccheggiate dalla polizia marocchina.

A Agadir, alla manifestazione hanno partecipato tutti gli studenti sahraui della città, studenti che stanno finendo i loro studi in assenza di una università nel Sahara Occidentale. Essi hanno letto lo stesso comunicato unendosi così a questa ondata di manifestazioni di protesta che sembra abbia investito anche Casablanca e che è destinata a generalizzarsi in tutte le istituzioni scolari dove esistono studenti sahraui.

Molti feriti sono stati ospedalizzati negli ospedali prossimi ai campus universitari Souissi I e II.

Il Ministero dei territori occupati ha pubblicato la seguente lista dei feriti:

Muna, Mahjouba Saadi, Bahan Minetou, Krima M'barka, Mariam, Khouta Bahia, Doub Mohamed.

Leghzal El Houssein,Iccharafi Khatri,Dahmi Mohamed Fadel, Saleh Smail, Said Beillal,Bainnahou Boujama,Saleh Allaoui, Bounaaj Mohamed Salem,Assalhi Nafi,El Ghailani Mansour, El Ghailani Mohamed,Boubrik Boushab,Aba Ali Limam,Saleh Mohamed Khaled,Cherif Mohamed Salem,Saadi Loud, El Khalil Salama,El Gharhi El Khalil,Bahia Terrouzi,Dih Rachid, Agharas Ali,Mouti Mohamed.

L'inseguimento e gli arresti da parte della polizia continuano in tutti i campus universitari di Marrakech, Agadir, Casablanca e Rabat.(SPS)

http://www.spsrasd.info/sps-090305.html

http://cahiersdusahara.site.voila.fr/r090305.htm

http://cahiersdusahara.site.voila.fr/rabatcombat.htm

9 marzo 2005. Ginevra.

Intervenendo a Ginevra nella 32a riunione del Comitato permanente dell'HCR l'ambasciatore del Marocco presso le Nazioni Unite, Omar Hilale, ha sottolineato come il rapporto presentato a quella riunione dal direttore della CASWANAME (Dipartimento dell'HCR che si occupa della regione Africa del nord, Medio Oriente e Asia del sud-ovest) presenti due lacune concernenti la parte relativa al Sahara "marocchino".

La prima lacuna consisterebbe nell'assenza di informazioni sulle misure e sul planning che l'HCR avrebbe preso per procedere alla registrazione delle popolazioni dei campi profughi di Tindouf.

La seconda lacuna concernerebbe nel "silenzio dell'HCR sulla decisione di 8 marocchini sahraui originari dei campi di Tindouf di restare nella loro madre patria al termine della visita fatta ai loro familiari nel programma di misure di confidenza (CBM) iniziate dall'HCR".

http://www.lematin.ma/journal/article.asp?id=natio&ida=45133

10 marzo 2005.

Azione di protesta pacifica organizzata dal Comitato anti-tortura a Dakhla-Villa Cisneros.

Alcune centinaia di cittadini della città occupata di Smara hanno organizzato un sit-in davanti ai locali dell'amministrazione coloniale marocchina, come segno di solidarietà con i loro figli malmenati e repressi dalle forze di polizia marocchina nelle università di Rabat martedì scorso.

Nello stesso tempo gli studenti del liceo Saguiet El Hamra della stessa città hanno osservato uno sciopero di qualche ora nella mattinata di giovedì in solidarietà con i loro compagni di Rabat.

Una vasta campagna di protesta si è scatenata contro le pratiche repressive delle autorità marocchine contro gli studenti sahraui quando questi hanno reclamato l'autodeterminazione del loro popolo e il rispetto dei diritti umani nel Sahara Occidentale, territorio sottoposto dall'epoca della sua invasione nel 1975 ad un blocco mediatico e poliziesco.

http://www.spsrasd.info/sps-100305.html#2

http://www.spsrasd.info/sps-140305.html#4

Una vasta campagna di protesta contro le pratiche repressive di cui sono stati vittimi gli studenti sahraui martedì scorso ad Agadir e che hanno provocato il ferimento di una ventina di studenti, si è scatenata nei Territori Occupati e nelle Università marocchine frequentate da quegli studenti in assenza di università nel Sahara Occidentale.

Davanti a questa situazione, il premio Rafto per i diritti umani, Sidi Mohamed Daddach, con i Difensori sahraui dei diritti umani, insieme al Comitato contro la tortura e al Comitato per la protezione dei detenuti del Carcel Negro, hanno denunciato questa "repressione cieca che si è abbattuta su dei giovani senza difesa, proprio nel momento in cui il Marocco sta dichiarando a gran voce il suo rispetto per i diritti umani".

I Difensori dei diritti umani Sahraui si sono dichiarati "solidali con il movimento studentesco nella sua lotta legittima" e hanno fatto appello alle persone a cui è cara la giustizia affinché "facciano pressione sul Marocco per costringerlo al rispetto dei diritti umani nel Sahara Occidentale".

Dal canto suo, Ali Salem Tamek, sindacalista e ex detenuto politico sahraui, si è unito a questa campagna di protesta chiedendo al governo marocchino di "permettere al popolo sahraui di esercitare il suo diritto all'autodeterminazione".

Il Comitato di protezione dei detenuti sahraui in Marocco, che ha firmato lo stesso comunicato, reclama inoltre l'apertura del Sahara Occidentale agli osservatori e ai media stranieri affinché possano sincerarsi sul posto delle dure condizioni di detenzione a cui è sottoposta tutta la popolazione sahraui sotto occupazione coloniale marocchina".

http://www.arso.org/MA090305.htm [Communiqué AARASD, 11.03.05] http://www.arso.org/AARASD110305.htm

Nombreux communiqués de solidarité en ARABE:

[Communiqué des activistes et militants des droits de l'homme au Sahara Occidental, 08.03.05] http://cahiersdusahara.site.voila.fr/a090305.htm

[Communiqué d'Ali Salem Tamek 09.03.05] http://cahiersdusahara.site.voila.fr/t090305.htm

[Communiqué des femmes sahraouies, 09.03.05] http://cahiersdusahara.site.voila.fr/f090305.htm

[Communiqué du Mouvement des élèves sahraouis 09.03.05] http://cahiersdusahara.site.voila.fr/e090305.htm

[Communiqué Tantan, 10.03.05]

http://cahiersdusahara.site.voila.fr/tantan110305.htm

[Communiqué Assa , 11.03.05]

http://cahiersdusahara.site.voila.fr/assa110305.htm

Il giurista sahraui , militante dei diritti umani, sindacalista e coordinatore dei lavoratori della società Phosbucraâ, Eddia Sidi Ahmed Moussa, è stato oggetto di un’aggressione brutale e arbitraria nel suo domicilio vicino ad El Ayoun. Agenti delle Forze Ausiliarie e di altre polizie hanno distrutto i locali della sua impresa e della sua casa e rubato diversi oggetti.

http://www.arso.org/Eddia100305.htm

Mohamed Reda Taoujni, presidente dell'Associazione Marocchina dei Diritti Umani (AMDH) scrive al primo Ministro del Marocco, Driss Jettou:

(….) a proposito degli scontri occorsi questa settimana tra le forze dell' ordine e studenti universitari d'origine sahrau,i secondo quanto referito da nostri militanti sul posto, le forze dell'ordine sono intervenute brutalmente per disperdere una manifestazione pacifica in cui parecchi studenti sono rimasti feriti. L'Associazione del Sahara Marocchino condanna questa azione che evoca tempi passati, indegni di un paese democratico che afferma di rispettare la libertà d'espressione, e chiede che il Ministro dell'Interno possa rispondere del suo atto davanti ad una commissione parlamentare d'inchiesta e davanti alla stampa marocchina (…) Perché non sono stati lasciati liberamente manifestare ? Che quegli studenti possano esprimere la loro opinione in piena libertà, è il loro diritto più elementare in uno stato democratico che si rispetti. Era questa l'occasione, signor Ministro, per mostrare al mondo intero un bella immagine di un paese democratico dove una minorità di cittadini sahraui con opinioni separatiste potessero esprimersi liberamente, a condizione che la maggioranza dei sahraui spontaneamente fiera della loro marocchinità reagisse l'indomani (senza che fosse lo Stato ad organizzarla) (…..)

Alcuni intervenuti all' ultima giornata del seminario organizzato dal Club diplomatico marocchino sul tema "Sahara marocchino e costanti nazionali" hanno avanzato l'ipotesi che il dossier Sahara potrebbe trovare una soluzione definitiva nel quadro di una regionalizzazione allargata estendendosi a tutto il territorio nazionale, ivi comprese le province del Sud .

http://www.map.ma/fr/sections/politique/une_regionalisation/view

11 marzo 2005.

Comunicato finale della prima tappa del programma della campagna internazionale per il miglioramento delle condizioni di detenzione nel Carcel Negro.

L’ambasciatore del Polisario ad Algeri Yslem Baysat, dichiara ad Ach-Charq Al-Awsat che il Fronte Polisario "è disposto a liberare gli ultimi prigionieri marocchini a condizione che Rabat si impegni a liberare i prigionieri sahraui detenuti nelle carceri marocchine".

http://www.lejournal-hebdo.com/article.php3?id_article=3536

12 marzo 2005.

Gli studenti sahraui dell'Istituto di Tecnologia applicata di Smara hanno organizzato giovedì scorso un sit-in nel cortile della loro scuola in segno di solidarietà con gli studenti sahraui malmenati e repressi dalle forze dell' ordine marocchine di Rabat martedì scorso.

http://www.spsrasd.info/sps-120305.html

Melle Faddah Aghlamenhoum, membro del Comitato di sostegno alla campagna internazionale per la protezione dei difensori dei diritti umani nel Sahara Occidentale e ex scomparso saharui, testimonia in occasione delle audizioni pubbliche alternative organizzate dall’AMDH a Rabat.

http://www.arso.org/faddah.htm

13 marzo 2005. Paris.

L'Assoziazione francese " Les Amis de la RASD (AARASD)" ha denunciato con forza " la violenza poliziesca dello stato marocchino contro le manifestazioni pacifiche degli studenti sahraui "

http://www.spsrasd.info/sps-130305.html

14 marzo 2005.

Dodici agenti delle forze ausiliarie (Makhzen) accompagnate da autorità locali di occupazione, agli ordini del Pascià di El Ayoun, sono venuti alle 8 del mattino di giovedì 10 marzo a bordo di Land-Rover per saccheggiare la proprietà della famiglia di Sidi Ahmed Eddia Moussa, membro del Comitato locale dei difensori dei diritti umani del Sahara Occidentale, delegato e coordinatore degli operai sahraui della società Phosboucraa.

Le forze di occupazione hanno cominciato a distruggere perfino "il muro di recinto della fattoria della vittima e la sua abitazione situata nella regione di Lamriat, nei pressi di El Ayoun, distruggendo alberi e strutture" ha precisato una sorgente d'informazione. I membri della famiglia che avevano tentato di resistere a quell’ attacco aggressivo sono stati malmenati dagli assalitori.

L'attivista sahraui dei diritti umani, Sidi Mohamed Daddach, ha inviato un appello a tutte le organizzazioni di difesa dei diritti umani affinché si attivino per la liberazione del prigioniero politico Abdallah Lakhfaoui che sta facendo uno sciopero illimitato della fame nella prigione centrale di Kenitra. Daddach ha chiesto che si faccia pressione sull'amministrazione penitenziaria marocchina per esaudire le rivendicazioni del prigioniero, sottolineando il suo stato critico di salute, risultato oltre che dello sciopero attuale, anche dei maltrattamenti subiti precedentemente in quel sinistro carcere.

Lakhfaoui ha iniziato lo sciopero il 2 marzo scorso

Gli studenti sahraui in Francia condannano le pratiche repressive delle forze dell'ordine marocchine, attuate contro i loro compagni a Rabat che chiedevano il rispetto di rivendicazioni legittime all'autodeterminazione, all' indipendenza e alla libertà di espressione; repressioni che hanno causato alcune vittime tra gli studenti, il saccheggio dei loro dormitori e la distruzione dei loro beni…

http://www.spsrasd.info/sps-140305.html#2

15 marzo 2005.

Gli intergruppi parlamentari spagnoli "Pace e libertà nel Sahara Occidentale" hanno adottato all'unanimità nel corso della loro 9a conferenza tenutasi alle Baleari l'11 e 12 marzo scorsi, una risoluzione a favore della decolonizzazione del Sahara Occidentale, chiedendo al Capo del Governo, José Rodriguez Zapatero di assumersi le responsabilità storiche che la Spagna ha verso il popolo sahraui e incitando il popolo spagnolo sia a difendere il diritto del popolo sahraui all'autodeterminazione e sia a seguire la legalità internazionale da lui abbandonata fin dal 1975.

Il testo dell'appello ha inoltre sollecitato la cessazione immediata delle violazioni dei diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale e reclamato l'apertura di quei territori agli osservatori internazionali, ai media e alle OnG, chiedendo infine che sia fermato il saccheggio delle risorse naturali e culturali del popolo sahraui.

http://www.arso.org/Fedissah120305Pr.htm

http://www.arso.org/Fedissah120305Res.htm http://www.arso.org/Fedissah120305Pacto.htm

Il seminario annuale dei quadri del fronte Polisario e della RASD tenutosi dal 14 al 15 marzo scorso a Dakhla, ha interpellato, in relazione al problema del Sahara Occidentale, il Segretario generale dell'ONU, Kofi Annan, con un messaggio concernente il blocco del referendum da parte delle Nazioni Unite e le violazioni dei diritti umani nei territori occupati dal Marocco. "Il Marocco continua a seguire da una parte una politica di ostruzionismo delle delibere del Consiglio di Sicurezza delle NU, dall'altra mette sotto i piedi i diritti più elementari dei cittadini sahraui con una repressione che si abbatte attualmente su tutti gli strati della popolazione sahraui, in particolare sulle donne e sugli studenti che hanno affrontato coraggiosamente i divieti che l'occupante pretende di imporre, reclamando il diritto di esprimere la loro opinione liberamente e il diritto a disporre del proprio futuro". Infine il messaggio fa appello " a che con ogni mezzo si metta un termine alla repressione contro i cittadini sahraui attualmente senza difesa. Poiché la Minurso vede e sa di quelle repressioni è necessario che la sua protezione sia garantita secondo le convenzioni internazionali".

Apertura della 61° sessione della Commissione dei Diritti Umani dell’ONU a Ginevra.

Secondo un sondaggio realizzato dal Barometro dell’Istituto Reale Escano di Madrid, riguardante su 1200 persone, il 60% è favorevole all’indipendenza del popolo sahraui, il 20% è per un autonomia sotto sovranità marocchina.

http://www.lanouvellerepublique.com/actualite/lire.php?ida=23840&idc=4

http://www.realinstitutoelcano.org/barometro.asp

16 marzo 205. Marrakech.

L'Istanza Equità e Riconciliazione (IER) ha annunciato una nuova serie di sedute di audizioni pubbliche su flagranti violazioni dei diritti umani commesse nel periodo che va dal 1956 al 1999.

Il mandato dell’IER è stato prolungato di 6 mesi.

http://www.telquel-online.com/167/actu_167.shtml

17 marzo 2005. Menzogne, calunnie, diffamazione.

L’Agenzia di stampa Maghreb Arabe Presse (MAP) pubblica un’informazione secondo la quale la gendarmeria algerina avrebbe smantellato recentemente una rete di traffico di organi di pazienti provenienti dai campi profughi di Tindouf. Secondo una così detta inchiesta locale circa 600 pazienti di un ospedale di Tindouf, essenzialmente bambini e donne dei campi profughi sarebbero stati sottoposti a furto di organi e sarebbero stati dichiarati deceduti dalle autorità di quell’ospedale. Tali orrori sarebbero attribuiti dalla MAP al Fronte Polisario e vari organi di stampa marocchina ricamano ancor più su questo soggetto. La giornalista algerina Karima Bennour fa un’inchiesta presso la gendarmeria algerina, la quale smentisce quelle informazioni. (riportata da La nouvelle Republique di Algeri).

http://www.map.ma/fr/sections/social/demantelement_a_tind/view

http://www.lopinion.ma/article.php3?id_article=8070

http://www.aujourdhui.ma/nation-details32231.html

**** La gendarmeria algerina smentisce

http://www.lanouvellerepublique.com/actualite/lire.php?ida=23567&idc=4

18 Marzo 2005.

Ginevra ha ospitato una giornata internazionale di protesta sul tema: "30 anni di occupazione marocchina del Sahara Occidentale: ora basta!"

Al mattino davanti alla sede dell’ONU in cui si tiene la sessione annuale sui diritti umani, alcune delegazioni di Francia, Italia, Spagna, Belgio, Olanda, Algeria, Congo e Svizzera hanno denunciato il carattere illegale dell’occupazione del Sahara Occidentale e hanno chiesto all’ONU, all’UE e a tutti gli stati membri, che sia fatta pressione sul Marocco il quale rifiuta sistematicamente ogni proposta della Comunità internazionale per mettere fine al conflitto che lo vede opporsi al Fronte Polisario.

Nel pomeriggio, nella sede dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale si è tenuta una conferenza-dibattito nel corso della quale alcuni esperti degli Stati Uniti d’America, della Spagna, della Svizzera e del Sahara Occidentale hanno denunciato l’esistenza del muro di 2700 km costruito dal Marocco per dividere il Sahara Occidentale e tentare di annetterne il territorio. I delegati hanno denunciato ugualmente l’esistenza di milioni di mine anti-uomo che fanno del Sahara Occidentale un territorio pericoloso, che uccide o ferisce sia coloro che vi si avventurano, sia i nomadi che vi vivono. Vite perdute, famiglie decimate, mandrie di dromedari distrutte, una catastrofe ecologica e un’interdizione di libera circolazione delle persone: queste sono alcune delle conseguenze di quelle mine e di quel muro.

Jean Lamore, esperto nordamericano residente in Francia, ha denunciato lo scandalo del silenzio che circonda non soltanto l’esistenza del muro della vergogna ma ugualmente lo stesso conflitto del Sahara Occidentale e il diritto del popolo sahraui all’autodeterminazione. Quel muro ha il triste record di essere il più lungo del mondo, più lungo, per 300 km, della muraglia cinese.

Elisabeth Reusse-Ducrey, presidente dell’Appello di Ginevra contro le mine anti-uomo, si è dichiarata soddisfatta delle relazioni stabilitesi con il Fronte Polisario, disposto a far parte del processo proposto dall’Appello di Ginevra.

Carlos Ruiz Miguel, professore spagnolo di Diritto Costituzionale a La Coruna, ha ricordato che, come già la Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato illegale il muro eretto in Palestina dagli israeliani, il muro costruito dal Marocco nel Sahara viola anch’esso in numerosi punti quanto è stabilito dal diritto internazionale.

Infine lo storico sahraui Oubbi Bouchraya, ricercatore alla Sorbona, ha descritto i particolari della struttura del muro, mentre Boiba Chej Abdelkhay, presidente della campagna sahraui anti-mine, ha fatto il punto sul bilancio delle vittime causate dalle mine lungo il muro.

Un breve documentario particolarmente crudo ha mostrato i danni provocati dalle mine anti-uomo attraverso alcuni ritratti di sahraui mutilati in seguito allo scoppio di quelle mine.

Dopo il dibattito e l’intervento della delegazione italiana, si è verificato un tafferuglio provocato da una una cittadina svizzera di origine marocchina, la quale ha tentato di disturbare la Conferenza come sempre fanno i servizi marocchini in ogni manifestazione del genere. La Conferenza internazionale ha concluso i suoi lavori con l’approvazione di un programma di attività denuncianti il muro marocchino e le mine che stanno seminando desolazione e morte nel Sahara occidentale.

<http://www.arso.org/M18.htm>

http://www.arso.org/FPGE180305.htm

http://www.spsrasd.info/sps-190305.html

http://www.spsrasd.info/sps-190305.html#2

http://www.arso.org/GE180305.htm

compte-rendus, photos http://www.arso.org/GE180305.htm

 

Una cittadina svizzera di origine marocchina " aggredita " da "elementi" del Polisario …secondo la versione marocchina.

http://www.map.ma/fr/sections/boite5/une_citoyenne_suisse/view

http://www.lematin.ma/journal/article.asp?id=natio&ida=45485

Dibattito sul diritto dei popoli all'autodeterminazione. Idriss Jazairy (Algeria) ha sottolineato che la situazione dell'ultimo territorio non autonomo del continente africano, e cioè il Sahara Occidentale, resta ancora irrisolta, malgrado oltre 51 risoluzioni, malgrado un piano delle NU (piano Baker) emendato 15 volte, e malgrado una cinquantina di rapporti prodotti da tre successivi segretari generali delle NU. Spetta ora alla Commissione per i diritti umani il riconoscimento che il principio del diritto all'autodeterminazione proclamato dalle NU nella risoluzione 1514 è indivisibile.

http://www.unhchr.ch/huricane/huricane.nsf/view01/2ADB309570B35F86C1256FC8006FD459?opendocument

19 marzo 2005.

E’ apparsa oggi su uno dei maggiori quotidiani marocchini "Al Ahdath", un’informazione secondo la quale il giornalista marocchino Ali Lamrabet rientrato da poco in Marocco, ha ricevuto una convocazione ufficiale da parte del Tribunale di Rabat, in seguito a una denuncia deposta contro di lui da alcuni membri dell’Associazione di difesa dei diritti umani nel Sahara Occidentale (associazione filo-governativa marocchina) per un articolo che Lamrabet avrebbe pubblicato sul quotidiano spagnolo El Mundo riguardante la situazione della popolazione sahraui nei campi profughi di Tindouf.

L’ Agenzia di stampa Maghreb Arabe Presse (MAP) riferisce sulla sedicente "aggressione isterica" di cui sarebbe stata vittima una cittadina svizzera di origine marocchina durante la Conferenza sul Muro della vergogna e le mine anti-uomo nel Sahara occidentale, tenutasi a Ginevra. La MAP inventa di sana pianta ferite, l'intervento di un medico e l'interruzione della Conferenza da parte della polizia.

 

20 marzo 2005. Chahid El Hafed.

Il Ministro consigliere presso la Presidenza della RASD e delegato per l'Europa, Mohamed Siddati, ha formalmente smentito l'informazione "menzognera" relativa allo smantellamento da parte della Gendarmeria nazionale algerina di una "pretesa" rete di traffico di organi di bambini e di donne nei campi profughi di Tindouf, informazione diffusa propagandisticamente giovedì scorso dall' agenzia di stampa Maghreb Arabe Presse (MAP). "La MAP, ha sottolineato il Ministro, fedele alla propaganda espansionista e coloniale del Marocco, ha scelto di lanciare questa nuova informazione inventata di sana pianta per stornare l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale dalle gravi violazioni dei diritti umani commesse recentemente dalle autorità d'occupazione marocchine contro la popolazione sahraui nei territori occupati e nel sud del Marocco, nonché contro gli studenti sahraui nelle università marocchine".

D'altro canto il colonnello Ayoub, della Direzione generale della Gendarmeria Nazionale Algerina, aveva già smentito sabato scorso l'informazione suddetta sostenendo che era del tutto falsa, come riferito dal quotidiano algerino "La nouvelle République" nella edizione di sabato 19 marzo.

Mohamed Siddati, ministro sahraui responsabile per l’Europa, chiede all’agenzia spagnola Europa Press, che ha ripreso l’informazione della MAP senza averne fatto alcuna verifica, di pubblicare immediatamente una rettifica. (Per altre razioni vedere Sahara-Info speciale in francese).

22 /23 marzo 2005.

Riunione della Lega Araba ad Algeri, partecipazione di tutti i Capi di Stato arabi. Annunciata la presenza di Mohamed VI.

http://www.elwatan.com/2005-03-22/2005-03-22-15836

http://fr.news.yahoo.com/050322/5/4bpdl.html

http://www.albayane.ma/Detail.asp?article_id=45699

Mohamed VI conciliante verso l’Algeria, ma per quello che riguarda il Sahara Occidentale, il re resta fidele alla politica di suo padre.

Tuttavia, la questione è una questione di decolonizzazione, dunque, di Diritti dell’Uomo.

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http://www.elmoudjahid.com/stories.php?story=05/03/22/0707615

http://fr.news.yahoo.com/050323/290/4bvl0.html

htp://www.africatime.com/maroc/nouvelle.asp?no_nouvelle=179908&no_categorie=

http://www.leconomiste.com/article.html?r=4

http://www.quotidien-oran.com/quot3110/even.htm

Delle associazione spagnole chiedono a Zapatero di difendere " senza ambiguità " il Piano Baker al Summit della Lega Araba.

http://www.spsrasd.info/sps-220305.html

Il detenuto politico sahraui Aagdadi Ali ha iniziato uno sciopero della fame illimitato nel carcere Boulmharz di Marrakech, come protesta contro il trattamento inumano da lui subito da parte dell'amministrazione del carcere, rivendicando il miglioramento delle condizioni di vita nel carcere e chiedendo lo spostamento in un altro carcere più vicino alla sua famiglia. Aagdadi ha già tenuto inutilmente numerosi altri scioperi della fame. E' stato condannato a 5 anni di carcere.

http://www.sahara-libre.blogspot.com/

23 marzo 2005. Dakhla (Territori occupati).

Il Comitato contro la tortura di Dakhla ha fatto appello alla comunità internazionale e al Comitato internazionale contro la tortura affinché intervengano per proteggere i cittadini sahraui nelle zone occupate dal Marocco e per spingere quello stato a rispettare i diritti umani in quegli stessi territori.

Il Comitato ha inoltre denunciato "la politica di repressione, di tortura e di arresti arbitrari di un gruppo di persone in "segrete" della PCMI nello stesso momento in cui Rabat si vanta "di aver voltato pagina al passato degli anni di piombo con l’Istanza Equità e Riconciliazione".

24 marzo 2005. Bir Lehlu (Territori liberati).

Il presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha sollecitato il Segretario generale dell’ONU, Kofi Annan, affinché dia protezione ai cittadini sahraui nel Sahara Occidentale: 23 persone sono state infatti ferite la settimana scorsa in varie manifestazioni nei territori sahraui e nel Marocco, vittime della repressione delle forze coloniali marocchine

25 marzo 2005. Ginevra.

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) smentisce formalmente le menzogne diffuse il 21 marzo scorso dall’Agenzia Marocchina di Stampa (MAP) secondo cui questa ultima ha affermato "che il Polisario scambia aiuti umanitari contro stupefacenti", citandone una presunta sorgente dell’UNHCR.

Non c’è tregua per Ali Salem Tamek…..

Tamek è un infiltrato del Polisario…Tamek è sponsorizzata dell’Algeria…Tamek e la piccola Hjiba Aouimir…..

http://www.aujourdhui.ma/couverture-details33043.html

http://www.aujourdhui.ma/couverture-details33045.html

http://www.aujourdhui.ma/couverture-details33046.html

http://www.aujourdhui.ma/couverture-details33041.html

26 marzo 2005.Algeri.

Chiusura del 17° summit di Algeri. Incontro BOUTEFLIKA-MOHAMMED VI

http://www.lexpressiondz.com/T20050326/ZA4-0.htm

http://www.elwatan.com/2005-03-26/2005-03-26-16017

http://www.lanouvellerepublique.com/actualite/lire.php?ida=23836&idc=4

http://www.lanouvellerepublique.com/actualite/lire.php?ida=23838&idc=4

http://www.lanouvellerepublique.com/actualite/lire.php?ida=23794&idc=4

http://www.lexpressiondz.com/T20050326/ZA2-10.htm

http://www.liberte-algerie.com/edit.php?id=36586

http://www.latribune-online.com/2603/editorial.htm

http://www.latribune-online.com/2603/p0101.htm

http://www.elmoudjahid.com/stories.php?story=05/03/25/2605172

http://www.elmoudjahid.com/stories.php?story=05/03/25/1809464

http://www.elwatan.com/2005-03-26/2005-03-26-15984

http://www.lanouvellerepublique.com/actualite/lire.php?ida=23837&idc=4

http://fr.news.yahoo.com/050326/5/4c1i5.html

http://www.lematin.ma/journal/article.asp?id=natio&ida=45835

http://www.albayane.ma/Detail.asp?article_id=45787

http://www.aujourdhui.ma/bonjour-details32895.html

Un segreto ben custodito:

http://www.quotidien-oran.com/quot3114/even.htm

http://www.lesoirdalgerie.com/articles/2005/03/26/article.php?sid=20950&cid=2

 

 

**AZIONE URGENTE

Campagna sahraui contro le mine.

Hjiba Aouimir, di anni 10, nata nella regione di Assa è rimasta vittima dell'esplosione di una mina anti-uomo nel marzo del 2004 mentre stava facendo uscire al pascolo il bestiame a Touizgui nelle vicinanze di Assa. Hijba non ha mai potuto frequentare una scuola e non sa né leggere né scrivere. In seguito a tale tragico incidente la famiglia ha dovuto vendere tutto il bestiame per coprire le spese dell'operazione che la piccola ha subito. La sua famiglia essendo molto povera e suo padre anziano, la bambina non ha potuto recarsi alla visita di controllo. Attualmente la bambina ha una piaga verminosa all'arto colpito e la sua situazione è sempre più grave.

Chi volesse aiutare Hijba può contattare questo indirizzo E-mail: cahiersdusahara@maktoub.com

 

*** Il carcere di Outita II, La Abou Ghraib marocchina.

Come ad Abou Ghraib alcuni detenuti sono stati battuti o violentati dai loro carcerieri. Come ad Abou Ghraib lo Stato ha preso provvedimenti soltanto dopo che tali torture erano state rivelate dai media. Ma, come ad Abou Ghraib, si tratta veramente di una "spiacevole eccezione"?

 

** INIZIATIVE

 

Bologna, 11 marzo 2005

L´esperienza comunicativa di Radio Kappa Centrale, radio indipendente bolognese fondata nel 1992, col progetto Radio For Peace ha traslocato il 1° marzo 2005 dall’Fm al satellite.

Ci è piaciuta molto l´idea di satellite come centro, punto vitale di un cervello pensante planetario. Ed è per questo che l´azzardo di spostare il nostro voler fare comunicazione oltre le barriere locali ci sembra sensato. L´idea è quella di creare uno spazio connesso alla rete internet dove il grande sovraccarico informativo prodotto dal "paesaggio mediatico" trovi un principio organizzato di riflessione e uso dei saperi.

Un luogo di cortocircuitazione dei saperi, delle idee, dei suoni, delle immaginazioni e rivelazioni che viaggiano in un´area geografica europea che sconfina verso i paesi del Mediterraneo.

 

Radio K Centrale è… RadioForPeace

RADIO FOR PEACE

Radio K Sat – Reg. Trib. Bologna

Via della Beverara 125m – 40131 BOLOGNA – (ITALY)

Tel - Fax +39 051 19984184

E-mail radiorkc@iperbole.bologna.it

Sito Web http://www.radioforpeace.info

Ricezione del Segnale Satellitare

Eutelsat Hot BirdTM - Posizione 13°E+/- 0,1° E/W e N/S - Transponder 134

Frequenza centrale 11199,66 Mhz (11.200 Mhz) - Polarizzazione Y verticale –

Symbolrate 27500 - Modulation QPSK - FEC 5/

 

 

 

Bologna 18 marzo 2005. Conferenza stampa per la presentazione del progetto Radio for Peace:

Gabriella Podobnich, direttore responsabile RadioForPeace, Enrico Fletzer, storico punto di riferimento della redazione di Radio K Centrale

Giulio Maria Piantadosi, relazioni esterne, curatore del progetto Radio Emea Giovanni De Donà, ideatore del progetto Net jey Maurizio Sesler, webmaster Sergio Secondino, presidente Associazione RadioForPeace

Porterà inoltre il suo saluto Gianluca Borghi, Assessore regionale alla cooperazione internazionale

RASD TV, nuovo video in linea realizzata dalla televisione sahraui a partire dallo studio di Rabouni:

http://www.rasd-tv.com/

Nuovo collegamento fra El Ayoun (Territori occupati) e le isole Canarie.

http://www.map.ma/fr/sections/regionales/nouvelle_liaison_dir/view

El Ayoun (Territori occupati).

inaugurazione di una stele come simbolo di pace e di amicizia fra il Marocco e l’Italia

http://www.albayane.ma/Detail.asp?article_id=45428

** Prossimamente

30 aprile 2005: scadenza del mandato della MINURSO

12 / 13 aprile 2005. Strasbourgo.

Delegazioni e manifestazione al Parlamento europeo.

Riunione della Task-force europea.

 ** Da consultare

In questi ultimi tempi fiorisce una miriade di associazioni per la difesa dei "sequestrati" di Tindouf. Citiamo qua e là qualche loro sito invitando, chi ne ha voglia, a consultarli, ma decliniamo la nostra adesione o simpatia trattandosi di associazioni fantoccio costituite appositamente per screditare il Popolo Sahraui e il suo legittimo rappresentante il Fronte Polisario.

Le wali de la région de El Aaiun tient une réunion avec les membres du collectif

"Watanouna"http://www.map.ma/fr/sections/politique/le_wali_de_la_region/view

Appel à la mobilisation pour défendre "l'intégrité territoriale" du Royaume

(séminaire) http://www.map.ma/fr/sections/politique/appel_a_la_mobilisat/view

La communauté marocaine en Allemagne appelle à la "libération" des "Marocains"

"séquestrés" à Tindouf.

http://www.map.ma/fr/sections/politique/la_communaute_maroca/view

Mmes Dlimi et Khayati poursuivent leur mission de "sensibilisation" sur le calvaire des "séquestrés"

http://www.map.ma/fr/sections/politique/mmes_dlimi_et_khayat/view

http://www.lematin.ma/journal/article.asp?id=natio&ida=45554

La marche de l’"espoir"… (par Karim Boukhari)

http://www.telquel-online.com/167/actu_167.shtml

 

http://www.lanouvelletribune.com/actualite.asp?ids=0&idg=0&idn=1

http://www.lopinion.ma/article.php3?id_article=7883

http://www.map.ma/fr/sections/social/les_marocaines_seque/view

http://www.lejournal-hebdo.com/article.php3?id_article=3534

http://www.aujourdhui.ma/chroniques-details32930.html

 

* Tindouf. Poursuite contre les 'tortionnaires'

http://www.telquel-online.com/168/actu_168.shtml

 

* Armement. Le Maroc achète russe

http://www.telquel-online.com/168/actu_168.shtml

http://www.elmoudjahid.com/stories.php?story=05/03/27/6020705

http://www.horizons-dz.com/rubriques/actualite.htm#b

 

* un’ OnG americana denuncia " la deportazione " verso Cuba di migliaia di bambini.

http://www.map.ma/fr/sections/important_politique/une_ong_americaine_d/view

http://www.lematin.ma/journal/article.asp?id=natio&ida=44976

* La marche traduit le "consensus" national pour la "libération" des "Marocains" "séquestrés" à Tindouf

http://www.aujourdhui.ma/details/?ref=31508

http://www.map.ma/fr/sections/politique/la_marche__traduit_l7924/view

http://www.lopinion.ma/article.php3?id_article=7821

http://www.liberation.press.ma/default.asp?cat=14

http://www.liberation.press.ma/default.asp?cat=1

http://www.albayane.ma/Detail.asp?article_id=45524&categorie=National

http://www.albayane.ma/Detail.asp?article_id=45522

http://www.leconomiste.com/article.html?a=61524

* L'Union des Marocains de Belgique soutient la marche pour la "libération"

des "séquestrés" de Tindouf

http://www.map.ma/fr/sections/politique/l_union_des_marocain/view

http://www.map.ma/fr/sections/politique/l_aufh_appelle_la_co/view

* Sostegno americana a "l’integralità territoriale" del Marocco http://www.map.ma/fr/sections/boite3/des_organisations_et/view

http://www.lematin.ma/journal/article.asp?id=natio&ida=45795

 

 

Da leggere

* 28.02.05, prisonniers politiques sahraouis Appel urgent de l'épouse du prisonnier sahraoui Mustafa Afilal, Mme Elbatoul Elmoutawakil [en arabe].

http://cahiersdusahara.site.voila.fr/filali2.htm

* Rapport sur la situation dramatique du prisonnier sahraoui Mustafa Afilal [en arabe]

http://cahiersdusahara.site.voila.fr/filali.htm

* 02.03.05, prisonniers politiques sahraouis Communiqué du prisonnier politique sahraoui Lakhfaouni Abdallahi [en arabe] http://www.afapredesa.org/Comunicados/ar_huelgaLAJFAUNI_01_03_05.htm

Semaforo verde per il ritorno di Driss Basri in Marocco.

http://fr.news.yahoo.com/050318/5/4bhkz.html

 

- Le esistenze sospese del Sahara occidentale, Stefano Liberti, Il manifesto, 15 Marzo 2005.

http://www.saharawi.org/documenti/manifesto15Marzo2005.htm

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/15-Marzo-2005/art80.html

- Oltre il muro: la RASD, Violazioni dei Diritti Umani nei Territori Occupati del Sahara Occidentale. ATTUALITA' dall' 1 al 28 Febbraio 2005, N° 2, A cura di Jacqueline Philippe.

- Occhi puntati sul popolo Saharawi, Porto Sant'Elpidio - Iniziativa organizzata a villa Baruchello il quotidiano, Ascoli.

http://www.ilquotidiano.it/articoli/index.cfm?ida=33999

- "La lunga attesa del popolo Saharawi", Ascoli Piceno - In visita ad Ascoli Piceno il vice governatore di Dakla il signor Hohamed Cheikh, di Federico Biondi, giovedì 17 marzo 2005.

http://www.ilquotidiano.it/articoli/index.cfm?ida=34012

- Cooperazione: Ancona, sindaco riceve delegato popolo saharawi, Ancona, 16 mar. 2005.

http://www.adnkronos.com/IGNDispacci/20050316/ADN20050316150449.htm

 

Sahara occidental: les réfugiés d'un conflit oublié rêvent d'exil (L'Express 14/03/2005)

http://www.lintelligent.com/gabarits/articleAFP_online.asp?art_cle=AFP44025saharlixedt0

http://www.africatime.com/maroc/nouvelle.asp?no_nouvelle=178445&no_categorie=

Conflitto intorno al Sahara occidentale. L’offerta di Zapatero

http://www.latribune-online.com/2303/p02.htm

http://www.lesoirdalgerie.com/articles/2005/03/23/article.php?sid=20843&cid=2

Driss Basri :

L'ultima uscita mediatica di Driss Basri, attraverso Jeune Afrique/L'Intelligent che gli ha dedicato anche la copertina questa settimana, rischia di far chiasso. L'ex visir, oltre alle riflessioni molto piccanti che egli riferisce sulla corte, rilascia sul capitolo Tazmamart una rivelazione sconvolgente: a suo dire è stato il re Hassan II che avrebbe scelto di rinchiudere in quel carcere i colpevoli del colpo di stato del 1971/72, considerando le sentenze pronunciate contro di loro poco severe e le condizioni nel carcere di Kenitra troppo poco "dissuasive". Sempre secondo Basri, questa grave decisione sarebbe stata presa nel 1974 in presenza di Dlimi, Benslimane, Bahnini, Moulay Hafid e Moulay Ahmed Alaoui.

http://www.telquel-online.com/167/actu_167.shtml

14 marzo 2005. Islamici. La tortura in cifre.

Il documento è stato pubblicato dai nostri fratelli di El Ayoun, prima di venir comunicato a diverse associazioni dei diritti umani. Realizzato interamente dai detenuti islamici di Outita 2, sulla base di sondaggi da loro effettuati (con l'aiuto delle famiglie) offre statistiche dettagliate sui metodi di tortura fisica e morale subite dai detenuti, su un campione di 200 persone. Si apprende così che 182 detenuti sono stati denudati, 36 violentati, 73 sospesi in aria per i piedi, 38 hanno subito il Tiyara (supplizio dell'aeroplano) e 99 sono stati sottoposti a scosse elettriche. Tutto ciò ha causato gravi conseguenze sulla salute dei detenuti: 95 hanno oggi problemi di udito, 101 problemi di vista, 164 soffrono di reumatismi e 51 presentano un handicap definitivo.

http://www.telquel-online.com/167/actu_167.shtml

I dislocamenti dei torturati.

A proposito di un misterioso Boeing 737 utilizzato dalla CIA per trasportare presunti terroristi in paesi dove la tortura è praticata in completa impunità, questo aereo avrebbe effettuato 600 viaggi a destinazione in vari paesi, a partire dall' 11 settembre. Tra quei viaggi se ne contano 30 in Giordania, 19 in Afganistan, 17 in Marocco e 16 in Irak

http://www.lejournal-hebdo.com/article.php3?id_article=3540

 

La campagna contro il giornalista Ali Lamrabet continua….

http://www.aujourdhui.ma/couverture-details32594.html

http://www.aujourdhui.ma/couverture-details32595.html

http://www.aujourdhui.ma/couverture-details32597.html

http://www.aujourdhui.ma/couverture-details32596.html

* A proposito dell’Algeria:

08 mars 2005 - Page : 7 LE MAROC S’ACHARNE CONTRE L’ALGERIE

http://www.lexpressiondz.com/T20050308/ZA4-4.htm

Conflit du Sahara occidental Par Abdelkamel K.

http://www.liberte-algerie.com/edit.php?id=35733

Hashish quello del Marocco è sempre il migliore….

http://www.telquel-online.com/169/actu_169.shtml

 

*Visitate il nostro sito: http://www.radiokcentrale.it/du.htm

**** Chi vuole approfondire gli argomenti riguardanti il referendum, la situazione fra l’Algeria e il Marocco, il tema del terrorismo nella regione, le bugie che l?Agenzia di stampa Maghreb Agence Presse (MAP) diffonde, dovrebbe seguire la selezione di stampa della Revue de Presse curata da Arso*****

Ringraziamo gli amici traduttori volontari

 

 

 

 

La fonte ufficiale delle notizie viene da:

http://www.sahara-libre.blogspot.com

A cura di Jacqueline Philippe

Referente dell'ANSPS ( Associazione Nazionale per il Sostegno al Popolo Sahraui) per i Diritti Umani, membro dell'esecutivo del BIRDHSO (Bureau Internazionale per il Rispetto dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale), referente per i Diritti Umani del Tavolo - Paese Sahraui (Regione Emilia Romagna).

e-mail:jacq.pampi@libero.it

 

 

 

 

 

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