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La partenza è prevista per Sabato 26 febbraio da Rimini alle 00.55 con arrivo a Tinduf alle 05.40 sempre del 26, si ripartirà da Tinduf il 5 marzo alle 23.20 con arrivo sempre a Rimini domenica 29 Febbraio alle ore 4,05.
Con il charter saranno portati ai campi i seguenti aiuti:
- Aiuti per l'organizzazione Afapredesa
- Materiale didattico (quaderni, biro, pennarelli ecc)
- Medicinali richiesti dalla Mezza Luna Saharawi
- Principi attivi per il progetto Farmacia
- Abbigliamento per bambini e adulti
- Materiale per il dispensario di Mehris (Smara) che sarà costruito con
progetto delle associazioni dell'ER nei prossimi mesi
- Prodotti alimentari
- Materiale per il progetto handicap
I partecipanti al viaggio dall'Italia sono 145
I podisti italiani che partiranno con il charter sono complessivamente 72
5 km 3 partecipanti
10 km 9 partecipanti
21 km Metà Maratona 19 partecipanti
42,2 km Maratona Omologata 41 partecipanti
Parteciperanno atleti provenienti dai seguenti paesi:
Italia, Etiopia, Algeria, Canadà, Norvegia, Germania, Spagna, Svizzera,
Stati Uniti, Austria, parteciperanno anche circa 200 atleti saharawi.
Sono presenti rappresentanti degli enti locali , associazioni e ONG che si recano ai campi per i progetti di cooperazione.
Note sulla Sahara Marathon
La Sahara Marathon è una manifestazione sportiva di solidarietà
col popolo Saharawi ed è giunta quest'anno alla IV edizione, promossa
dal WHMF(World Humanitarium Marathon Foundation),
Per l'Italia i promotori sono L'associazione Nazionale di Solidarietà
con il Popolo Sahrawi, Il coordinamento associazioni Emilia Romagna, l'associazione
El Ouali di Bologna l'agenzia Ovunque Viaggi di Modena con il contributo dell'Assessorato
alle Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna e il patrocinio della Provincia
di Bologna, del Comune di Bologna, del comune di Modena -assessorato allo Sport
Hanno aderito o contribuito Spalla a Spalla, Associazione Libera, Uisp regionale,
Lega Coop Emilia Romagna e Coop Adriatica
La Saharamarathon è inserita nel di Ecomaratone d'Italia, di cui fanno
parte : Ecomaratona dei Marsi, Ecomaratona di Busana, Ecomaratona dei Cimbri
e Sahara Marathon. Le Ecomaratone si svologono in paesi che possono definirsi
porte di accesso alla natura e tendono ad un coinvolgimento socio-economico
delle popolazioni locali
Vicino a Tindouf, in territorio algerino, a poca distanza dal Sahara Spagnolo
e dalla Mauritania, in un'oasi di confine sottoposta alle severe regole militari
delle frontiere calde del mondo, vivono da oltre 28 anni come rifugiati duecentomila
profughi saharawi.
El Ayun, Smara, Dakhla, Ausserd. Ogni tendopoli è una "wilaya",
una provincia e ha il nome della città del Sahara Spagnolo abbandonata
sotto l'incalzare dell'invasione marocchina. Le distanze fra una tendopoli e
l'altra sono notevoli per utilizzare al meglio le scarse risorse d'acqua e arginare
le possibili epidemie. A Dakhla la sabbia modella dune maestose. Il resto è
"hammada "luogo dove c'è troppo caldo o troppo freddo"
Il deserto nelle tendopoli non corrisponde alla definizione, camminando non
sei mai solo: la gente ti incontra, i bimbi ti chiedono da dove vieni, ti chiedono
caramelle, le persone si intrattengono a parlare con te, altre salutano solo
e poi continuano a camminare, molti ti offrono il te .
che è un segno dell'ospitalità del popolo saharawi. E' cortesia
berne almeno tre bicchieri. Il primo è amaro come la vita, il seocondo
dolce come la vita, il terzo soave come la morte.
La distanza laggiù è enorme. La logistica sarà problematica,
la corsa difficile
Il deserto può essere rigoroso e implacabile
La prova sarà dura.
Però ti sentirai realizzato
loro si sentiranno amati
farai
nuove amicizie
alla fine, questa potrebbe essere l'avventura della tua
vita.
Alcuni pensano che i corridori siano pazzi e che nessuno sano di mente percorrerebbe
il luogo nel quale correremo per qualcosa come più di 42km.
Altri pensano semplicemente che tu sia pazzo ogni volta che viaggi per il mondo
esponendoti a numerosi pericoli, difficoltà e scomodità
con lo scopo di aiutare altre persone
All'arrivo tutti i partecipanti verranno ospitati in gruppi di 4 o 5 da famiglie
Saharawi nelle loro tende. Il giorno seguente si parteciperà alla Festa
nazionale del 27 Febbraio , si faranno le iscrizioni alla corsa e verranno date
tutte le informazioni ai corridori.
Il 28 febbraio, sarà il giorno della maratona.
Tutti i maratoneti saranno portati in pulman o in camion a El Ayun punto di
partenza della maratona e dovranno raggiungere il campo di Smara, distante 42km.
I partecipanti alle gare minori verranno invece lasciati alle distanze di 5,
10 e 21km da Smara, dove ci saranno le partenze delle rispettive gare.
Il programma prevede poi lo spostamento nella Wilaya di Dakla.
Il progetto di quest'anno prevede oltre agli aiuti che saranno caricati sul
charter l'acquisto di 15 cammelle da latte (con relativo cammellino) che saranno
donati alla wilaya di Dakla.
Durante la permanenza ai campi la delegazione istituzionale degli enti locali
accompagnata dalle Ong e associazioni che operano sul territorio effettuerà
incontri con il Primo Ministro, il Ministro della Salute, il Ministro della
Cooperazione, la Presidente dell'Unione delle Donne e assisterà a momenti
particolarmente significativi sui singoli progetti, quali ad esempio l'inaugurazione
dell'ultimo dispensario di Smara, un momento celebrativo per il progetto ambientale,
la consegna di un'auto all'Unione delle Donne, un incontro sul progetto epatiti
e consegna di materiale sanitario, l'inaugurazione della scuola Carlo Giuliani
di Dakla.
Saranno inoltre organizzate visite alle strutture dei campi e incontri con le
autorità locali, con i rappresentanti di Afapredesa per far meglio conoscere
la vita e la storia dei saharawi a tutti i partecipanti.
Contemporaneamente all'arrivo del charter arriverà la carovana nazionale
di solidarietà partita in questi giorni dall'Italia.
"I Saharawi... ma chi sono costoro?
Quanti di noi conoscono il Sahara occidentale?
Quanti sanno che il Marocco ha invaso nel 75 questa terra e ha creato un muro
in pieno deserto di circa 2.500 Km?
Quanti sanno ....??
Ma questa domanda la si può fare all'infinito e non solo per il popolo
Saharawi.
Dal 20 al 29 febbraio ho passato una settimana in un campo profughi nel Sud
dell'Algeria per fare una maratona nel deserto
per un gesto di solidarietà
per correre sulle dune
per allontanarmi dalla finzione
per .......
Le ragioni che erano alla base della mia scelta di andare oltre Tindouf erano
infinite ma su tutte pesava l'incognita della " non memoria ". Mi
spiego meglio: Ho viaggiato in lungo e in largo per il mondo dalle montagne
del Caucaso al Deserto australiano, dalla foresta amazzonica alle cime del Nepal
ma sempre ero un bel turista, se vogliamo, un viaggiatore consapevole e attento
ma di una settimana in un campo profughi non avevo "memoria".
Qui succede una cosa semplice e impossibile nell'altro mondo (che è poi
il nostro!!) qui ci si aiuta, ci si vuol bene, si presta attenzione all'altro,
lo si ascolta, si dà spazio al tempo. Il tè è il simbolo
della vita, dell'amore e della morte ma anche segno di accoglienza di affetto
di tempo per stare, per stare insieme.
Le case o tende sono assolutamente spoglie. L'essenziale interno/esterno che
ti fa guardare dentro e ti toglie dalla mente tutte le suppellettili della tua
vita.
Una sola settimana per vedere la luna e le stelle, per vedere il buio della
notte, per vedere il sorriso dei bimbi e la speranza negli occhi di tutti.
La maratona nel deserto ha avuto per me un grandissimo valore ma se dentro di
me c'è il desiderio di ritornare lo devo alla forza di un popolo che
vuole tornare nella sua terra." Lolo ( di ritorno dalla maratona 2004)
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