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L'attivista saharawi dei diritti uomini, ed ex-prigioniera politica, Aminatou Haidar, dopo aver visitato la Svezia, la Spagna il Belgio e l'Italia è attualmente in Sud Africa per sensibilizzare le autorità e la società civile sud-africana sul Sahara Occidentale.
Ha incontrato Dlamini Zuma ministra degli esteri che ha ribadito il sostegno totale del governo del Sud Africa alla lotta legittima del popolo saharawi e la determinazione del Sud Africa di intraprendere tutte le iniziative per porre fine a questo problema di decolonizzazione.
Aminatou ha poi incontrato tre giudici della Corte Costituzionale che hanno espresso la loro preoccupazione per la precaria situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale ed hanno invitato Aminatou a restare in contatto con loro affichè la Corte possa seguire gli sviluppi della situazione.
Aminatou ha anche incontrato Narandan Jody Kollapen Presidente della commissione sud-africana per i Diritti Umani che ha ribadito il sostegno della sua organizzazione alla lotta legittima del popolo saharwi, chiedendo il rispetto dei diritti per questo popolo compreso quello all'autodeterminazione e all'indipendenza.
Il presidente delle chiese anglicane ha ricevuto Aminatou a Cap Town e, dopo averla ascoltata, ha espresso la sua profonda preoccupazione per le incredidibil violenze commesse da uno stato africano contro un popolo africano.
Sempre a Cap Town Aminatou ha visitato la prigione "Robben Island" dove Nelson Mandela fu imprigionato dal 1964 al 1982. Aminatou era accompagnata da ex detenuti ha espresso la sua profonda emozione nel visitare una prigione così terribile dove è stato carcerato un simbolo della lotta africana per la libertà e l'indipendenza, il leggendario leader Nelson Mandela e altre centinaia di compagni comabttenti per la dignità.
Sig. Josep Borrell Fontelles
Presidente del Parlamento Europeo**
Dopo la mia recente visita al Parlamento Europeo, dove ho avuto l'opportunità di essere ricevuta da Lei e dai membri dei vari gruppi politici, il Regno del Marocco, non solo non ha posto fine alle violazioni sistematiche dei Diritti umani nel Sahara Occidentale, ma ha intensificato la sua brutale repressione contro la popolazione civile saharawi.
L'uso della forza che colpisce la nostra popolazione nella sua totalità, dai nostri figli fino ai nostri vecchi, sta raggiungendo livelli senza pari e sta colpendo, in modo particolare, i difensori dei Diritti umani che sono repressi nel sangue. In questo senso, le autorità di occupazione hanno appena fatto un'ulteriore passo nella sua scalata alla persecuzione, arrestando il 17 giugno un gruppo di defensori saharawis dei Diritti umani composto per Brahim Sabar, ex carcerato politico ed attuale Segretario Generale dell'Associazione Saharawi delle Vittime delle Violazioni Gravi dei Diritti umani Commesse dal Regno del Marocco; Ahmed Sbai, ex carcerato politico, membro del Consiglio di Coordinazione di questa associazione; Heddi Kainane, ex carcerato politico e suo fratello Heddi Saleh.
Gravissimo il caso di Lehmam Salama Brahim Mulud che si trova in una situazione di estrema gravità dopo aver subito un tentativo di assassinio ad opera di un delinquente comune, istigato dal responsible della prigione di Inzegan quando erano entrambi detenuti nella stessa prigione.
Oltre ai fatti citati, altri cittadini saharawis sono stati arrestati dopo essere stati torturati dalle forze poliziesche, come Taubali Hafed, Ahmaidat Ahmed Salem e Gasmi Lehbib.
Sig. Presidente, l'assenza di Democrazia ed il regime di terrore che stiamo soffrendo hanno trasformato le nostre vite in una situazione insostenibile. Specialmente desolante risulta che il Regno del Marocco, oltre ad imbavagliare la nostra voce, quella degli attivista saharawi, mediante detenzioni e giudizi senza garanzie processuali, ricorre continuamente alle sparizioni forzate come misura di repressione. Esempio recente è il caso di Il Hafed Tubali il cui destino continua ad essere ignoto dal momento del sequestro la settimana scorsa.
L'Unione Europea non può chiudere gli occhi davanti a quello che succede vicino ai suoi confini né lavare la sua coscienza con semplici appelli al rispetto dei Diritti umani nel Sahara Occidentale. È per ciò che, come attivista saharawi, chiedo il suo intervento urgente presso le autorità marocchine per la liberazione immediata e l'annullamento dei procedimenti giudiziali dei miei compagni, ed affinché il Parlamento Europeo condanni fermamente le violazioni dei Diritti umani.
Sig. Presidente, la situazione che soffriamo è un genocidio taciuto del nostro popolo che la Comunità Internazionale deve fermare e che può verificare sul posto inviando urgentemente la delegazione ad hoc del Parlamento Europeo nel territorio. Questa delegazione non può continuare ad essere ostaggio degli stratagemmi del Regno del Marocco, per cui, la prego senza ulteriore ritardo di intraprendere il viaggio nel quadro della missione approvata dal Parlamento con la sua risoluzione del 27 di Ottobre scorso.
Quanto più Sig. Presidente, passa tempo, tanto più peggiora la situazione. Stiamo soffrendo da tre decadi le manovre e le tattiche dilatorie del Regno del Marocco. Il Parlamento Europeo non può né deve sottomettersi al suo ricatto né permettere che si metta in dubbio la credibilità dell'istituzione, permettendo al Marocco di continuare la sua strategia di nascondere alla Comunità Internazionale il terribile genocidio taciuto della popolazione civile saharawi sotto l'occupazione militare.
Sig. Presidente, confido che risponderà a questa supplica che faccio anche a nome dei miei compagni. Voi siete i nostri amici e la nostra speranza perché, sia Lei in qualità di Presidente del Parlamento Europeo, che la totalità dei membri dell'istituzione, e noi, il Popolo Saharawi, siamo storicamente uniti nella ricerca e nella difesa dei valori della Democrazia, della Giustizia e della Libertà.
Molto affettuosamente,
Aminetu Haidar
Attivista Saharawi dei Diritti Umani
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