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Il popolo Saharawi
Regione Emilia-Romagna
Assemblea Legislativa Regionale - Serv. Comunicazione Stampa
Prot. N 605/2005
Data 20/07/2005
All'attenzione dei Capi redattori

MAZZA E BORGHI AI BAMBINI DEL SAHARAWI: CONTINUEREMO L'IMPEGNO PER I DIRITTI DEL VOSTRO POPOLO

Un incontro inusuale quello che si è tenuto oggi nella sede dell'Assemblea legislativa tra i rappresentanti dell'istituzione, i consiglieri regionali Gianluca Borghi (verdi) e Ugo Mazza (ds), e 80 bambini (età media 8 anni) provenienti dai campi profughi Saharawi di Tindouf, in Emilia-Romagna per un soggiorno di 2 mesi (dal 30 giugno al 30 agosto).

Ai giovanissimi ospiti (definiti "i migliori ambasciatori del popolo Saharawi") sia Borghi che Mazza hanno parlato di grandi problemi che forse, al contrario di quanto è avvenuto, loro coetanei europei avrebbero faticato a seguire.

Gianluca Borghi ha dato loro il benvenuto ricordando le esperienze analoghe organizzate negli anni li passati: grazie ad esse - ha detto- decine di ragazzi Saharawi sanno di poter trovare nelle case dell'Emilia-Romagna la loro casa e tante famiglie della nostra regione, ed i loro figli, sanno di aver imparato molto da queste permanenza. Quando noi, e chiunque, potremo andare liberamente nel Sahara Occidentale - ha aggiunto - vorrà dire che avremo raggiunto l'obiettivo per il quale il vostro popolo sta lottando.

Fino a quando questo non accadrà la Regione Emilia-Romagna continuerà a lavorare sul fronte umanitario, per costruire migliori condizioni nei campi profughi e si impegnerà anche sul fronte politico per il riconoscimento del diritto all'autodeterminazione del popolo Saharawi. Vi ringrazio - ha concluso - per la gioia che portate nelle nostre case."

Ugo Mazza ha poi sottolineato il concreto lavoro svolto per estendere le iniziative di solidarietà e per aiutare sul piano politico la causa del popolo Saharawi. "Recentemente - ha detto - a Firenze, assieme a rappresentanti delle Regioni Toscana e Lazio, abbiamo cominciato a mettere a punto un'iniziativa europea in favore dell'autodeterminazione del popolo del Saharawi e dello svolgimento del referendum.

Nei prossimi mesi lavoreremo per associare altre Regioni, italiane ed europee a questa iniziativa. Ieri, appreso l'arresto di Alì Salem Tamek, l'ultimo di una lunga serie, abbiamo espresso la protesta contro un atto illegale ed abbiamo chiesto che cessino gli arresti nei confronti dei partecipanti a pacifiche manifestazioni. La prossima settimana, abbiamo posto al voto dell'Assemblea legislativa un ordine del giorno a favore della causa Saharawi per ribadire l'impegno di solidarietà verso questo popolo grazie anche al contributo delle associazioni di volontari; chiedere che cessi la repressione, e che il nostro paese e l'Europa sostengano l'attuazione del piano Onu."

Dopo i due consiglieri ha preso la parola Cinzia Terzi, da tempo coinvolta nelle attività a favore dei profughi, che ha ribadito la necessità di continuare a tenere acceso l'interesse nei confronti della terribile situazione che essi vivono, sia con iniziative politiche che umanitarie. È infine intervenuto un rappresentante del movimento Polisario che ha evidenziato la pacifica ribellione del popolo Saharawi (in corso da maggio di quest'anno) nei confronti delle arroganti posizioni del Marocco: arresti di centinaia di persone che hanno l'unica colpa di aver partecipato a manifestazioni pacifiche, opposizione all'indizione del referendum per l'autodeterminazione. Anche da lui è venuta la richiesta di iniziative del Governo e delle istituzioni italiane sul Marocco per fare rispettare i diritti violati.

L'organizzazione del soggiorno dei bimbi del Saharawi (tra essi alcuni disabili seguiti dalla rete di Reggio Emilia nell'ambito del progetto co-finanziato dalla Regione, e altri che saranno curati a Modena, assistiti dalla rete di associazioni locali) è curata non solo da Associazioni e Comitati di solidarietà operanti in regione, ma anche da realtà non emiliano-romagnole, come le Associazioni ed enti locali di Mantova, Bergamo, Lecco, Pavia e La Spezia.

Le province emiliano romagnole coinvolte sono: Rimini, Ferrara, Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma.

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