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Il popolo Saharawi

III Commissione - Resoconto di mercoledì 9 marzo 2005

Ministero destinatario :

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI

Attuale delegato a rispondere

Attuale delegato a rispondere

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI , data delega 17/02/2005

Partecipanti alle fasi dell'iter

Partecipanti alle fasi dell'iter:

RISPOSTA GOVERNO

MANTICA ALFREDO LUIGI SOTTOSEGRETARIO DI STATO

AFFARI ESTERI

Fasi dell'iter e data di svolgimento

Termini di classificazione dell'atto secondo lo standard Teseo

TESTO ATTO

Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-04003

presentata da MARCO ZACCHERA giovedì 17 febbraio 2005 nella seduta n.588

ZACCHERA e CIMA. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:

Languisce da anni la situazione nell'ex Sahara Spagnolo, in Africa Occidentale, già oggetto di un aspro conflitto tra il

Fronte Polisario ed il Marocco, conflitto congelato dalla missione ONU che andrà a scadenza - peraltro rinnovabile -

nel prossimo mese di aprile;

non si hanno più notizie in merito al referendum che dovrebbe determinare il futuro di questa regione che il Marocco si

è annessa ormai molti anni fa e notizie raccolte nel mondo diplomatico e riprese anche dalla stampa internazionale

indicano che Rabat non accetterebbe più lo svolgimento del predetto referendum, oggetto peraltro di una estenuante

trattativa diplomatica per determinare il numero degli elettori aventi diritto al voto;

migliaia di persone del popolo Sarahui languono intanto e da anni nei campi profughi, in Algeria o in situazioni

comunque di estrema difficoltà -:

quale posizione e quali iniziative abbia intrapreso il nostro Governo per una soluzione di questa crisi, tenuto conto dei

buoni rapporti che da sempre il nostro paese ha instaurato con le due parti e le molte, positive ed importanti iniziative

che l'Esecutivo ha in corso in Africa al fine di pacificare numerose situazioni di tensione e di guerra.

(5-04003)

 

ALLEGATO 4

Il sottosegretario Alfredo Luigi MANTICA risponde all'interrogazione in titolo, sottoscritta anche dal deputato Cima, nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).

Interrogazione n. 5-04003 Zacchera: situazione nel Sahara occidentale.

TESTO DELLA RISPOSTA

1. L'Italia, insieme ai Paesi membri dell'Unione europea, ha sempre mostrato una costante attenzione sulla situazione dell'ex Sahara Spagnolo, partecipando attivamente all'analisi della questione in seno alle Nazioni Unite, nel perseguimento di una soluzione negoziata che faccia riferimento ai principi delle Nazioni Unite. Il nostro Paese infatti intrattiene regolari contatti - sia a livello bilaterale che negli organismi multilaterali - con i Paesi che tradizionalmente seguono la vicenda: Marocco, Algeria, Francia e Spagna, e la questione è costantemente al centro dei colloqui politici con i Governi in questione.
Nonostante gli accordi di Houston del marzo 1997 fra Marocco e Fronte Polisario, il referendum, ivi concordato, non ha mai avuto luogo, a causa delle difficoltà a determinare il numero degli aventi diritto al voto. In realtà il Marocco ha sempre mantenuto una posizione di chiusura nei confronti del Piano Baker. Il Re, Mohamed VI, ha infatti ripetutamente sostenuto che Rabat non potrà mai accettare alcun tipo di soluzione che possa essere lesiva della propria integrità territoriale e della sovranità nazionale.
Al momento non sembrano pertanto sussistere possibilità immediate di uno sblocco della situazione, come evidenziato anche dal Rapporto del Segretario Generale ONU dello scorso ottobre, elaborato dopo le missioni del Rappresentante speciale de Soto, in Marocco, Algeria e Mauritania, che non hanno tuttavia consentito di fare sostanziali passi avanti nella ripresa del dialogo politico fra le parti in causa.
Nella valutazione delle iniziative politiche da effettuare verso il Marocco - come ricordato anche dall'onorevole interrogante - non si può comunque sottovalutare la circostanza che Rabat costituisce un interlocutore privilegiato dell'Occidente, in virtù dell'impegno a perseguire una politica moderata nell'ambito dei Paesi di religione islamica. Altrettanto meritevoli di attenta valutazione vanno considerate le obiettive difficoltà che il Paese attraversa a causa del graduale ma duraturo processo di modernizzazione e democraticizzazione delle proprie istituzioni che è stato intrapreso ormai da tempo. Degne di analoga considerazione appaiono infine le difficili condizioni economiche in cui vivono migliaia di cittadini marocchini, nonché l'elevato numero della comunità marocchina (circa 230 mila unità), residente in Italia.
In questo contesto continua l'ininterrotta azione di sensibilizzazione ad opera del Governo italiano nei confronti di Rabat per sollecitare una ripresa del processo negoziale con il Fronte Polisario.

2. Per quanto concerne le iniziative italiane di carattere umanitario in favore del popolo Saharawi ricorda che la Cooperazione italiana è attiva con molti progetti in favore della popolazione, i cui rifugiati restano nel territorio algerino completamente dipendenti dagli aiuti umanitari della comunità internazionale, in ragione della grave situazione di conflitto ancora in atto.
La nostra Cooperazione opera sia sul canale dell'emergenza, mediante contributi all'UNHCR, al World Food Programme e al programma ECHO, sia attraverso contributi alla realizzazione di progetti promossi da ONG italiane. Annualmente vengono consegnati tramite l'AGEA aiuti alimentari a favore della popolazione Saharawi che nel 2004 sono stati pari a euro 1.500.000.
Sempre attraverso i finanziamenti della Cooperazione italiana è stato possibile realizzare alcuni progetti promossi da ONG italiane nei settori dell'agricoltura e dell'allevamento, della formazione, dei trasporti e della sanità, quali: il progetto "Sanità animale nella tendopoli Saharawi", promosso dall'ONG "AFRICA 70"; il progetto "Formazione di fisioterapisti e tecnici di ortopedia ausiliari, promosso dall'ONG "CESTAS"; il "Progetto di appoggio nel settore dei trasporti e della formazione professionale", promosso dall'ONG "GVC". La Cooperazione ha erogato complessivamente euro 756.000 per la realizzazione dei progetti suindicati, pari a circa il 70 per cento del costo totale.
Infine segnala, nel settore dell'istruzione, la concessione di alcune borse di studio a giovani studenti Saharawi per conseguire la laurea in medicina presso l'Università di Bologna e per frequentare un corso di specializzazione post-lauream in ginecologia presso la stessa Università. I finanziamenti relativi a queste borse di studio, sono stati rinnovati anche per l'anno accademico 2004-05.

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