associazione (8K)
Attività dell'associazione
saharawi
Attualità Saharawi
sahadoc
Documentazione sui Saharawi
stampa
Rassegna stampa
archivio
Archivio notizie
Il popolo Saharawi

III COMMISSIONE PERMANENTE (Affari esteri e comunitari)

5-04801 Cima: violazione dei diritti umani in Marocco nei confronti dei detenuti politici Saharawi.

Laura CIMA (Misto-VU) illustra l'interrogazione in titolo.

Il sottosegretario Alfredo Luigi MANTICA risponde all'interrogazione in titolo, nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3). Aggiunge inoltre che la scorsa settimana una delegazione del gruppo di parlamentare di amicizia italo-marocchino, presieduto dal Senatore Ivo Tarolli, ha svolto una missione in Marocco, recandosi anche in visita al carcere di El Aiun. Ha poi confermato l'impegno del Governo italiano ad acclarare i fatti che sono alla base dell'interrogazione in titolo, nonche´ lo sforzo diretto a superare la situazione di stallo in cui versa il popolo Saharawi e in cui si trovano attualmente le operazioni di censimento per l'attuazione del Piano Baker. Laura CIMA (Misto-VU) replicando, si dichiara parzialmente soddisfatta della risposta fornita dal rappresentante del Governo, in considerazione della gravita` della situazione in cui versa il popolo Saharawi, testimone e vittima dell'ultima vicenda coloniale dei nostri tempi, che si trascina ormai senza esito dal dopoguerra. Condanna nuovamente la repressione attuata dal governo marocchino ai danni del popolo Saharawi, che ha tuttavia sempre mantenuto una condotta rispettosa della legalita` e del rifiuto della violenza. Chiede quindi al Governo di attuare uno sforzo aggiuntivo per garantire tutte le condizioni necessarie alla soluzione del problema di questo popolo e all'attuazione del Piano Baker. Gustavo SELVA, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 10.25.

Martedì 11 ottobre 2005

ALLEGATO 3

Interrogazione n. 5-04801 Cima: violazione dei diritti umani in Marocco nei confronti dei detenuti politici saharaouis.

TESTO DELLA RISPOSTA

Come sottolineato in precedenti risposte del Governo a interrogazioni parlamentari riguardanti la crisi a livello regionale nell'ex- Sahara spagnolo, si ricorda anzitutto che l'impegno dell'Italia nel corso di questi ultimi anni e` sempre stato coerente nel perseguimento di una soluzione negoziata, che faccia riferimento ai principi delle Nazioni Unite ed alle Risoluzioni approvate sulla questione. A tal fine, l'Italia mantiene regolari contatti con tutti i Paesi maggiormente coinvolti, tra cui, oltre al Marocco ed all'Algeria, anche Francia, Spagna e Stati Uniti. L'Italia, anche sulla base degli eccellenti rapporti che intrattiene con le Parti interessate, intende svolgere ogni utile azione - sia in ambito bilaterale, che a livello comunitario e multilaterale - affinché ´ a tale situazione di crisi possa trovarsi una soluzione concordata. Per quanto riguarda piu` specificamente le condizioni dei rifugiati saharawi, anzitutto si ricorda che la nostra cooperazione allo sviluppo ha assicurato aiuti sia sul canale dell'emergenza - nel 2004 sono stati forniti beni alimentari per un ammontare di 1.500.000 di euro - che attraverso contributi pari a circa 1 milione di euro per la realizzazione di progetti promossi da ONG italiane. Il Ministero degli esteri ha inoltre rinnovato anche per il corrente anno accademico borse di studio a studenti saharawi iscritti alla Facolta` di medicina dell'Universita` di Bologna. In questo quadro, continuiamo a rivolgere particolare attenzione alla dimensioneumanitaria, con interventi opportunamente calibrati in funzione dei destinatari, specie per quanto riguarda le condizioni di detenzione e la liberazione dei prigionieri di guerra detenuti sia dal Polisario che dalle autorita` marocchine. Questa nostra sensibilita` al problema trova riscontro nell'azione sviluppata a livello europeo: nel marzo scorso la Presidenza lussemburghese dell'Unione ha infatti inviato ai Ministri degli affari esteri di Marocco, Algeria ed al Segretario generale del Fronte Polisario una missiva in cui si esprimeva preoccupazione in relazione agli aspetti di carattere umanitario del conflitto nel Sahara Occidentale. Il testo delle tre lettere, calibrato in maniera diversa a seconda dei suoi destinatari, conteneva una premessa comune relativa alla necessita` di separare gli aspetti di carattere umanitario da quelli di natura politica del conflitto. A tale proposito si segnala che l'Unione europea ha recentemente espresso il proprio apprezzamento per la liberazione, lo scorso 18 agosto, da parte del Fronte Polisario, dei 404 prigionieri di guerra marocchini detenuti a Tindouf e invitato le parti coinvolte nel conflitto a prendere tutte le misure concrete che consentano di risolvere le rimanenti questioni umanitarie. Va inoltre evidenziato che il Marocco ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, in base alla quale esiste l'obbligo, a carico degli Stati parte, di indagare in modo rapido, imparziale ed indipendente su eventuali casi di tortura. Siamo pertanto determinati a continuare in questa nostra azione - sia a livello bilaterale che europea - per favorire concreti passi avanti con riguardo a tutti gli aspetti di tutela dei diritti umani relativi alla situazione nel Sahara occidentale.

I nostri obiettivi Lo scenario Progetti in corsoMailing list Per contattarci Collegamenti ad altri siti Privacy e copyright