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Bologna 18 Maggio 2005
Oggetto: Comunicato stampa per visita a Bologna di Tamek perseguitato politico saharawi
Il Coordinamento delle Associazioni di Solidarietà con il Popolo Sahraui dell’Emilia Romagna, su richiesta del BIRDHSO (Bureau Internazionale per il rispetto dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale) di Ginevra, ha invitato in l'Italia Ali Salem Tamek per un ciclo di incontri mirati all’approfondimento del tema dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale occupato dal Marocco. Tamek è un cittadino sahraui, presidente del Comitato per la Difesa dei Diritti umani nel Sahara Occidentale e testimone prezioso avendo pagato in prima persona per lunghi anni la sua sete di giustizia e il coraggio con il quale ha difeso e ancora difende il diritto del Popolo Sahraui a un referendum libero per l’autodeterminazione del Sahara Occidentale, il loro Paese oggi occupato militarmente dell’esercito marocchino.
Tamek è stato ospite nella nostra città per alcuni giorni durante i quali ha incontrato:
- i tanti amici dell’associazione El Ouali Bologna al circolo Accatà di S.Giovanni in Persiceto.
- L’assessore alle Attività Produttive della Regione Emilia Romagna Duccio Campagnoli.
- ha partecipato al Tavolo Paese Saharawi della Regione convocato appositamente per incontrarlo al quale
hanno partecipato tra gli altri i consiglieri regionali Ugo Mazza e Gianluca Borghi, l’assessore al Comune
di Ravenna di Ravenna Lisa Dradi e l’Assessore al Comune di Ferrara Sergio Golinelli.
- dibattito pubblico "Il coraggio di vivere per la libertà" nella sala dello Zodiaco della Provincia con
- ha rilasciato una intervista a Radio for Peace trasmessa in diretta via satellite in tutto il Magreb e
quindi anche ai campi profughi saharawi di Tinduf .
- ha incontrato il centro Sociale S.Viola.
Durante questi incontri è stata ribadita la volontà di sostenere la lotta del popolo saharawi nel quadro delle risoluzioni ONU per giungere al referendum sull’autodeterminazione. Particolare attenzione è stata dedicata alla difficile situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale occupato. Una delegazione chiederà di potersi recare nel Sahara Occidentale per incontrare persone e associazioni saharawi impegnate nella difesa dei diritti umani. In modo particolare saremo vigili al momento del rientro di Tamek nel Sahara Occidentale per dare risposta immediata ad eventuali ritorsioni attuate contro di lui dalla polizia marocchina.
Tamek durante i vari incontri ha raccontato la sua intensa storia personale: 7 anni di carcere ( quattro volte è stato arrestato) passati in 5 carceri marocchine, 17 scioperi della fame, il licenziamento e la deportazione all’interno del Marocco, la sua liberazione grazie alla mobilitazione del suo popolo e delle varie associazioni a livello internazionale. La persecuzione come metodo di intimidazione politica fino al riconoscimento da parte di Amnesty International dello status di prigioniero politico.
Ha affermato che in Marocco le condizioni di detenzioni sono estremamente difficili. Non c'è che da leggere le pubblicazioni o sentire le testimonianze dei morti-viventi usciti per miracolo dalle innumerevoli carceri della morte per rendersi conto che le condizioni di detenzione in Marocco sono tra le più dure al mondo"
Parlando della libertà di stampa in Marocco ha affermato che Eccetto alcuni eccezioni che si contano sulle dita di una mano, la stampa marocchina è controllata. La diffamazione è pratica corrente La stampa marocchina ha la palla al piede ed il regime la strumentalizza come vuole. Prova in questi giorni a demonizzare Ali Lemrabett, un giornalista molto famoso in Marocco, gli ha vietato di esercitare la professione per 10 anni per avere detto che i profughi sahraouis sono liberi nei loro movimenti e non sono dunque dei sequestrati come afferma il regime marocchino. Questa stessa stampa fa contro di me una campagna senza precedenti proferendo addirittura minacce di espulsione di morte
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