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mercoledì 7 luglio 2004


Don Emanuele, un prete crstiano italiano, lancia un messaggio di pace ai saharawi e chiede giustizia al governo del Marocco.
Saluto gli amici che ho conosciuto nei campi quest'inverno , i primi di gennaio, e li ringrazio ancora per l'accoglienza che ci hanno riservato.
Eravamo una decina, c'erano anche alcuni giornalisti ed una coppia di odontotecnici.
Mi presento sono un prete, mi chiamo Emanuele e sono già stato in Madagascar 21 anni, lavoro a Reggio Emilia ed è stato un mio amico dell'Associazione Haima Saharawi a parlarmi del popolo saharawi. Io conoscevo i saharawi indirettamente e dopo aver parlato con questo amico mi è sembrato giusto andare a conoscere personalmente questa realtà.
L'esperienza nei campi è stata molto bella, perchè è stata una sorpresa per me e per quelli che erano con me. Non tutti erano praticanti o credenti e nonostante ciò abbiamo fatto una messa in una grande tenda a Smara a cui hanno partecipato alcuni amici saharawi, tra i quali Omar Mih. E' stata una messa bellissima celebrata il giorno dell'Epifania, il contesto era il deserto, la cometa, i cammelli e questa gente alla ricerca di qualcuno che era nato, in cammino verso Gerusalemme. Le letture stesse della messa favorivano una certa interpretazione ovvero l'andare verso un punto preciso, tutti gli uomini e tutti i popoli sono in cammino e molte volte questo cammino è nel deserto, un cammino lento con degli imprevisti, che ha bisogno di indicazioni, di una stella che può essere aldisopra di noi o dentro di noi. ll desiderio che ognuno di noi ha di libertà, di giustizia, di verità è questa stella che ci conduce.
Abbiamo condiviso queste idee nella messa mentre si è fatto anche il tè. Il rito del tè che è un rito particolare di accoglienza, di fraternità che si è svolto in concomitanza con la messa.
I cristiani sanno che ad un certo momento della messa c'è lo scambio della pace con un abbraccio e lì ci sono stati degli abbracci molto belli, tra cristiani e musulmani, tra credenti e non praticanti sia cristiani che musulmani.
Un contesto di ricerca, di cammino comune verso la libertà, la vita, la fraternità celebrato in un contesto cristiano e musulmano, italiano e saharawi. Una situazione irripetibile. Questa sensazione è stata condivisa anche dagli amici presenti all'evento!

Chiediamo a Don Emanuele se anche quest'anno farà incontrare i bambini saharawi ospiti in Italia con il papa.
Ricordo che già l'anno scorso abbiamo fatto incontrare i bambini con il papa attraverso l'amicizia di un sacerdote che vive e lavora a Roma. Sono stati ricevuti a Castel Gandolfo in un'udienza generale dove sono stati annunciati e fotografati con il papa. Speriamo quest'anno di ottenere un'udienza particolare tra il papa e i bambini che sono ambasciatori del loro paese. Al momento non è stato possibile ottenere un'udienza specifica. E' stato chiesto un incontro ufficiale anche con il Presidente della Repubblica che non si è reso disponibile in quanto il Governo della Rasd non è ancora stato riconosciuto dall'Italia. In Vaticano non dovebbero esserci questo tipo di difficoltà.
Chiediamo a Don Emanuele di rivolgere un messaggio al popolo marocchino e al Governo così intransigente nel non riconoscere l'indipendenza del popolo saharawi.
Il Marocco è l'unico paese africano che occupa un altro paese e il sahara occidentale è l'unico paese senza indipendenza perchè occupato da un altro paese...la storia è andata avanti e dobbiamo andare avanti! Credo che sarebbe nell'interese del popolo e del governo marocchino fare questo gesto di giustizia.
Sono gà in ritardo, per me è urgente. Ci sono troppi interessi sul Marocco e c'è chi sostiene il Marocco in Europa. Dobbiamo batterci e purtroppo i tempi sono ancora lunghi...un popolo che ritarda un cammno di giustizia è un popolo che si rende colpevole di fronte alla storia, e poi la storia giudicherà.
So che stanno arrivando i bambini dai campi e alcuni saranno ospiti a Luzzara dove vive la mia famiglia ben lieta di ospitarli. Sono 10 bambini ospiti in 10 famiglie.Vi aspettiamo.
Un abbraccio a tutti quelli che mi hanno ascoltato e mi riprometto di ritornare nei campi....che il Signore vi benedica!
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