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1. - Sahara-Marocco-ONU Sahara-ONU
Annan Chiede una proroga di dieci mesi della Minurso.
23 Aprile 2004 (EFE).
Il segretario generale dell'ONU, Kofi Annan, ha chiesto al Consiglio di Sicurezza di prorogare il mandato della missione nel Sahara Occidentale (MINURSO) di dieci mesi per cercare con le parti un'uscita ad un processo completamente collassato.
La proroga, fino al 28 di febbraio di 2005, è molto più lunga di quelle adottate nell'ultimo anno dal Consiglio di Sicurezza che erano,normalmente, di due o tre mesi. La richiesta è stata fatta dopo avere ricevuto una lettera del Marocco nella quale il governo marocchino respinge l'ultimo piano di pace, noto come " Piano Baker", ed esclude ogni possibilità che il Sahara sia nel futuro indipendente.
La relazione, sarà discussa dal Consiglio la prossima settimana.
La prima possibilita prospettata da Annan sarebbe di porre fine ala missione della Nazioni Unite e rimettere il conflitto all'Assemblea Generale riconoscendo che, dopo tredici anni ed una spesa superiore ai 600 milioni di dollari, non è riuscito a trovare una soluzione con l'accordo delle parti.
La seconda, preferita da Annan, è di lavorare affinchè Fronte Polisario e Marocco lavorino per l'accettazione del piano di pace preparato dal suo inviato personale, l'ex sottosegretario James Baker.
Questo piano prevede la celebrazione di un referendum di autodeterminazione nel Sahara Occidentale dopo un periodo transitorio di cinque anni durante il quale l'antica colonia spagnola che il Marocco si annesse in 1975, godrebbe di un'ampia autonomia.
Annan spiega di avere ricevuto dal Marocco una risposta alla proposta di Baker nella quale si dice disposto a continuare gli sforzi per trovare una soluzione politica al conflitto che può però essere solo l'autonomia. Il diplomatico segnala che questa conclusione è contraria all'autodeterminazione del paese saharaui, un diritto riconosciuto dall'ONU.
La relazione ricorda le varie opzioni proposte negli anni per porre fine al conflitto, incominciando con il Piano del 1991 accettato da entrambe le parti che prevedeva la celebrazione di un referendum di autodeterminazione, ritardato molte volte per " la mancanza di cooperazione" delle parti e affondato dal Marocco per il suo disaccordo sulla composizione delle liste elettorali. Il "Marocco non accetta il Piano che aveva avuto il suo consenso per molti anni" e si rifiuta di discutere qualunque proposta che preveda la divisione del territorio. Rabat accetta l'" Accordo Quadro sullo statuto del Sahara", conosciuto come" Terzo Via" che prevedeva un'autonomia amministrativa del Sahara sotto sovranità marocchina. Ma questo piano, abbandonato da tempo, è respinto dal Fronte Polisario.
Il Marocco, afferma il segretario generale," neanche ora accetta gli elementi essenziali del Piano di Pace" che, accettato invece quasi un anno fa dal Fronte Polisario.
Nella lettera inviata a Baker, allegata alla relazione, il governo marocchino afferma che" non può accettare un periodo transitorio segnato dall'incertezza sullo statuto finale del territorio." Questo periodo transitorio, dice il Governo di Rabat, potrebbe trascinare tutto il Magreb nell'insicurezza e nell'instabilità" per questo che " il carattere definitivo dell'autonomia non è negoziabile per il Marocco."
Secondo il Marocco, il referendum deve "escludere pertanto la presentazione dell'opzione di indipendenza" alla popolazione, e si rifiuta di intavolare negoziaziati sulla sua sovranità ed integrità del territorio.
Annan ed il suo inviato personale considerano che il Piano di Pace sia " la migliore soluzione politica" al conflitto ed spera che il Consiglio di Sicurezza rinnoverà l'appoggio unanime che diede alcuni mesi fa all'iniziativa e chiederà alle parti che cerchino un'accordo.EFE ag/mm
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