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Interrogazione a risposta orale 3-02132 presentata da FRANCESCO MARTONE mercoledì 25 maggio 2005 nella seduta n.810
MARTONE. – Al Ministro degli affari esteri. Considerato che:
con la risoluzione n. 1598 del 28 aprile 2005 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso di estendere fino al 31 ottobre 2005 il mandato della Minurso, la Missione ONU nel Sahara occidentale, creata nel 1991 nel quadro dell'accordo di cessate il fuoco tra il governo marocchino e il Fronte Polisario;
che, per quanto sia esplicitamente previsto nel mandato della Minurso, il punto qualificante dell'accordo di pace, e cioè il referendum sull'autodeterminazione del popolo sahrawi, è molto lontano dall'essere tenuto, a causa soprattutto del forte ostruzionismo del governo marocchino;
che fin dal luglio 2003 il Fronte Polisario ha accettato il cosiddetto Piano Baker II, elaborato da James Baker III, già inviato speciale del segretario generale dell'ONU Kofi Annan per il Sahara occidentale;
che il governo marocchino, violando le leggi internazionali riguardo ai territori occupati, continua a gestire le risorse naturali del Sahara occidentale come se fosse parte integrante del Regno del Marocco, come dimostra l'annuncio, avvenuto lo scorso 5 maggio, del rinnovo delle concessioni per l'esplorazione petrolifera nelle acque prospicienti il Sahara occidentale assegnato alla compagnia petrolifera nordamericana Kerr-McGee;
che le organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani segnalano continue violazioni dei diritti umani commesse dalla polizia e dall'esercito marocchino ai danni della popolazione sahrawi,
si chiede di sapere:
quale sia la posizione del Governo italiano rispetto al piano Baker II e in generale rispetto al diritto di autodeterminazione del popolo sahrawi e se e quali misure il Governo abbia adottato e abbia intenzione di adottare affinché, tanto in sede bilaterale quanto in sede internazionale, il governo del Marocco sia incoraggiato a rispettare l'accordo del 1991 e le leggi internazionali, comprese le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che stabiliscono il diritto all'autodeterminazione del popolo sahrawi;
se e quali misure di sostegno ai rifugiati sahrawi nei campi profughi in Algeria e nella porzione di Sahara occidentale non controllata dall'esercito marocchino il Governo abbia intenzione di intraprendere, anche in considerazione del grande impegno di molte associazioni e amministrazioni locali italiane che da anni hanno avviato azioni di cooperazione decentrata e bilaterale con le istituzioni e le organizzazioni del popolo Sahrawi;
se non si ritenga opportuno considerare il riconoscimento ufficiale della Repubblica araba socialista democratica del Sahara occidentale quale legittimo rappresentante del popolo sahrawi e sua espressione istituzionale, tanto nei rapporti bilaterali quanto nelle opportune sedi internazionali, europee, mediterranee e multilaterali.
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