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TERRITORI OCCUPES/MANIFESTATION
Violenta repressione ad El Aaiun nel silenzio completo della comunità internazionale, adenunciano i Sahraouis
El Aaiun (territori occupati), 25/05/2005 (SPS) Sotto gli occhi dell'ONU e nel silenzio completo della comunità internazionale, una violenta repressione si abbatte da tre giorni sui Sahraouis ad El Aaiun, e decine di persone sono state ferite, ricoverate fermate o arrestate, interrogate sotto la tortura per alcune ore prima di essere rilasciate.
Indignati i saharoui si sono rivoltati contro l'occupante e contro il suo "modo brutale di reprimere la popolazione locale", centinaia di persone avevano manifestato lunedì davanti ai locali dell'amministrazione coloniale marocchina a Zemla, un quartiere popolare con forti tradizioni di lotta protagonista del primo sollevamento popolare contro il colonialismo spagnolo il 17 giugno 1970 e dell'Intifada di ottobre 1999.
L'assembramento al quale si sono uniti gli attivisti sahraouis dei diritti umani era dovuto alla celebrazione 32anniversario della creazione del Fronte Polisario, 20 maggio 1973, ed un'occasione per richiedere il rispetto dei diritti umani nel Sahara Occidental che le autorità marocchine continuano a non rispettare praticando torture, violenze, arresti arbitrari, rapimenti, processi iniqui e le deportazioni.
I manifestanti scandivano slogan per l'indipendenza del Sahara Occidental sventolando i colori della RASD e cantavano "la vittoria è sicura" contro il colonialismo ed i suoi scagnozzi.
Le forze marocchine sono intervenute violentemente per disperdere i manifestanti ferendone una decina di cui due gravi ed arrestando più ditrenta persone la cui sorte è ancora conosciuta.
I manifestanti temono che queste persona siano sotto torura nei vari posti si polizia gendarmeria, Polizia di intervento veloce e Raggruppamento urbano di sicurezza (GUS) tutti corpi che sono intervenuti perreprimere i manifestanti.
Le ONG sahraouies di difesa dei diritti dell'uomo deplorano il "silenzio complice" dell'ONU, presente sul posto con la Minurso. Le organizzazioni internazionali in difesa dei diritti umani, che si trovano sul posto chiedono alla comunità internazionale di "far pressione sul Marocco per aprire i territori occupati ai media ed agli osservatori internazionali ai quali è vietato entrare dall'inizio dell'occupazione militare del Marocco nel 1975". (SPS)
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