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Il popolo Saharawi

Picchiata dalla polizia abortisce la giovane saharawi Mariam Chabbar.

Di Hafida Ameyar

La Sig.ra Mariam Chabbar, una saharawi di circa trent’anni, è stata pestata sabato scorso nella città di Smara, nei territori occupati del Sahara occidentale, dalle forze di sicurezza marocchina. Questa notizia ci è stata comunicata, ieri, dai territori occupati saharawi. Madre di due bambini, la Sig.ra Chabbar era arrivata dai campi profughi di Tindouf (Al-Ayoun) nel quadro degli scambi di visita tra le famiglie saharawi separate dal “muro della vergogna”, costruito negli anni ‘80 e controllato da decine di migliaia di soldati marocchini con sofisticati armamenti. Secondo le nostre fonti, il 19 maggio, appena un giorno e mezzo dopo l'arrivo della delegazione ONU dei diritti umani, HCDH, nel Sahara occidentale, guidata dallo svizzero Christophe Giroud, le forze di occupazione hanno invaso la casa della famiglia di Mariam Chabbar colpendo violentemente le persone presenti, con il pretesto della manifestazione popolare organizzata lo stesso giorno dalla popolazione saharawi. Risultato: la Sig.ra Mariam Chabbar che era incinta, ha abortito sotto i colpi degli stivali.

http://www.liberte-algerie.com/edit.php?id=58105

Decine di ferite e centinaia di arresti nel Sahara Occidentale, secondo Amnesty International,

Londra, 23/06/2006

Decine di persone sono state ferite e centinaia arrestate, secondo il rapporto annuo di Amnesty International che parla anche del decesso di due uomini dopo essere state colpiti violentemente dalle forze coloniali marocchine nel Sahara Occidentale.

Nel 2005 in Marocco c’è stato un uso “eccessivo” della forza contro i manifestanti saharawi che sostengono il Fronte Polisario e contro gli emigrati africani, 13 dei quali sono stati uccisi, denuncia Amnesty International nel suo rapporto reso pubblico martedì a Londra.

Tra i mesi di maggio e dicembre 2005, “il Sahara occidentale è stato scosso da una serie di manifestazioni, che hanno riguardato in modo particolare la città di El Aaiun” secondo il rapporto che sottolinea che in molti casi, i manifestanti saharawi hanno espresso il loro sostegno al Fronte Polisario che chiede uno Stato indipendente.

Le manifestazioni, che la polizia ha disperso con un uso eccessivo della forza, sembrano derivare “dall’insuccesso continuo dei tentativi di trovare una soluzione al conflitto tra il Marocco ed il Fronte Polisario", aggiunge il rapporto.

Hamdi Lembarki, trent’anni, è morto in seguito a una ferita alla testa, secondo il rapporto dell’autopsia. Testimoni oculari hanno affermato che molti poliziotti marocchini avevano apostrofato Hamdi durante una manifestazione a El Aaiun e l'avevano portato vicino ad un muro. Lo hanno colpito con il manganello sulla testa e in altre parti del corpo.

Decine di persone fermate hanno affermato di essere state “vittime di atti di tortura o di maltrattamenti per costringerli a firmare delle “confessioni”, e dissuaderli dal partecipare ancora a manifestazioni o punirli per avere difeso l'indipendenza del Sahara occidentale”, aggiunge il rapporto.

Il rapporto precisa che “decine di persone sono state accusate di incitamento o di partecipazione alle violenze", aggiungendo che “ più di 20 di esse sono state dichiarate colpevoli e condannate a molti anni di carcere”.

E’ il caso di sette difensori dei diritti umani che avevano raccolto e diffuso notizie sulla repressione esercitata dalle forze di sicurezza, e sulle restrizioni alla libertà di espressione che continuano in Marocco, particolarmente sui temi che riguardano la monarchia ed il conflitto del Sahara occidentale.

Il rapporto condanna gli attentati ai diritti fondamentali dei migranti africani che tentavano di penetrare nelle enclave spagnole di Ceuta e di Melilla.

Sottolinea che la situazione è diventata critica tra la fine di agosto e l'inizio di ottobre, perché le forze di sicurezza marocchine e spagnole hanno cercato di respingere i migranti facendo ricorso ad un uso eccessivo della forza e, in alcuni casi, assassina", almeno 13 persone hanno trovato la morte in queste circostanze, alcune sono state abbattute mentre scalavano le barriere senza mettere in pericolo la vita dei membri delle forze di sicurezza o di altri.

 
         
 

A partire da settembre, scrive il rapporto, centinaia di persone sono state cacciate dai loro campi, alcuni sono state fermate e condotte in regioni desertiche, dove sono stati abbandonate senza riparo, con poca acqua e cibo, causando la morte di alcuni di loro".

Centinaia di migranti e richiedenti asilo sono stati detenuti nelle basi dell'esercito senza assistenza giuridica, senza i diritti garantiti dalla legislazione marocchina, come il diritto di presentare appello contro le condanne, aggiunge ancora il rapporto.

Il rapporto di Amnesty precisa che il Marocco era tra i paesi scelti dai servizi di informazioni americane (CIA) per trasferire i suoi detenuti nei centri di detenzioni segrete in Europa. Ricorda che la CIA ha trasferito detenuti in Marocco per interrogarli sul terrorismo.

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