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Il popolo Saharawi

Signor Kofi Annan,

Segretario generale delle Nazioni Unite

New-York.

Bir Lehlu, 23 maggio 2006,

Signor Segretario generale,

L'unione europea ha adottato il 22 maggio 2006 un accordo di pesca col Regno del Marocco in cui una delle clausole ingloba le acque territoriali del Sahara Occidentale.

Come lei sa, e secondo i principi della Carta delle Nazioni Unite che è la base del diritto internazionale, il Sahara Occidentale non fa parte del Regno del Marocco, ma è un territorio non autonomo in attesa di un processo di decolonizzazione che permetta al suo popolo, cioè il popolo saharawi di scegliere liberamente il proprio destino e questo, in applicazione delle disposizioni pertinenti dell'ONU e della risoluzione dell'assemblea generale 1514 (XV), contenente la dichiarazione sulla concessione dell'indipendenza ai paesi ed ai popoli coloniali. Questo è il compito delegato, dal Consiglio di sicurezza alla Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO), presenta sul campo dal 1991.

Essendo previsto nelle clausole dell'accordo lo sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale che sono di proprietà esclusiva del popolo saharawi e non dell'occupante marocchino, l'unione europea commette, purtroppo un errore maggiore ed intraprende un passo in totale contraddizione col diritto internazionale.

Se ci rivolgiamo a lei in modo urgente e pressante, è perché la conclusione di questo accordo contiene i germi dell’instabilità ed ipoteca pesantemente le possibilità di pace e l'applicazione della legalità internazionale.

Questo accordo che non ha nessuna base legale, non rinforza solo il Marocco nel suo atteggiamento negativo di intransigenza ed il suo rifiuto di applicare le risoluzioni internazionali, ma lo incoraggia nella sua politica di violazione sistematica dei diritti umani contro le popolazioni civili nei territori occupati del Sahara Occidentale.

Invece di una posizione squilibrata rispetto alle decisioni delle organizzazioni internazionali sul Sahara Occidentale, l'unione europea doveva prendere esempio dalla posizione del governo degli Stati Uniti d’America che ha rifiutato l'inclusione del territorio del Sahara Occidentale nell'accordo di libero scambio concluso col Marocco perché in effetti, né le Nazioni Unite, né gli Stati Uniti d’America riconoscono una qualsiasi sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale.

Partendo da questa realtà, abbiamo registrato la decisione che è stata presa da parecchie compagnie tra cui per ultima l'americana Kerr-McGee, di porre fine alle loro attività di prospezione che effettuavano nei territori occupati del Sahara Occidentale, in base ad un’accordo concluso col Regno del Marocco.

Registriamo anche le posizioni di alcuni paesi dell'unione europea che hanno espresso riserve su questo accordo: la Finlandia, l'Irlanda e l'Olanda e la Svezia che hanno votato contro l'adozione di un accordo che va contro il diritto internazionale.

Signor Segretario generale,

Di fronte al dovere che lei ha in quanto primo responsabile dell'applicazione e della preservazione del diritto internazionale e delle risoluzioni internazionali, e con l'autorità e responsabilità delle Nazioni Unite nel Sahara Occidentale, sollecito un intervento urgente da parte sua presso gli Stati dell'unione europea affinché la loro azione sia nello spirito e nella lettera del diritto internazionale, respingendo le clausole nell'accordo col Marocco relative all'inclusione delle acque territoriali saharawi, nell'attesa dell'organizzazione, al più presto, di un referendum giusto e democratico che permetta al popolo saharawi di scegliere liberamente il suo destino.

Riceva, Signor Segretario generale, le assicurazioni della mia alta e sincera considerazione.”.

Bir Lehlu, il 24 maggio 2006,

Mohamed Abdelaziz,

Segretario Generale del Fronte POLISARIO.




Sit-in nelle università marocchine

 
 
 

Rabat (Marocco), 24/05/2006

L'Associaton marocchina dei Diritti Umani, AMDH, e gli studenti saharawi all'università di Rabat hanno organizzato martedì, nel campus universitario, un sit-in in solidarietà con le vittime della repressione marocchina di El Aaiun, chiedendo all'ONU di proteggere i civili saharawi contro la repressione marocchina nei territori occupati del Sahara Occidentale.

Anche ad Agadir, Sud del Marocco, gli studenti saharawi hanno organizzato un sit-in lo stesso giorno per esprimere la loro" solidarietà" con i loro colleghi vittime della repressione marocchina.

Nei territori occupati, si sono tenute manifestazioni a Smara a Boujdour dove gli studenti hanno sventolato le bandiere della RASd, la polizia è intervenuta arrestando uno studente. Anche a El Ayun uno studente è stato arrestato per aver sventolato la bandiera della RASD.



Conclusa la missione HCDH

 
 
 

Chahid El Hafed, 24/05/2006

Il Capo della delegazione dell'Alto Commissariato dell'ONU dei Diritti Umani (HCDH), Christophe Giraud, ha affermato di “aver avuto un’ottima cooperazione dalle autorità saharawi” al termine di una visita di tre giorni nei campi profughi saharawi al termine di una missione-inchiesta di una settimana sulla situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale.

In una dichiarazione alla stampa al termine di un colloquio col Primo ministro, Abdelkader Taleb Oumar, Giraud ha detto che la sua delegazione “ha potuto fare il suo lavoro, sia nei territori occupati, che qui”, affermando che nell’insieme ” la missione si è svolta.bene”.

La missione ONU, la prima del genere da trent' anni, farà la sua relazione e ” le sue raccomandazioni” all'Alto Commissario delle Nazioni Unite dei diritti umani , la Sig.ra Louise Harbour che” deciderà il seguito che dovrà avere questo rapporto”, ha precisato M. Giraud.

La delegazione del HCDH si è recata dal 17 al 19 maggio nella capitale occupata del Sahara occidentale, El Aaiun, teatro da un anno di manifestazioni continue di Saharawi che richiedono l’effettuazione del referendum di autodeterminazione, ha deplorato che la sua missione sia stata '' molto corta '' e piena di ''alcuni problemi ''.

Il Presidente saharawi, Mohamed Abdelaziz, aveva avvertito recentemente dei pericoli di degradazione della situazione nei territori occupati del Sahara Occidental e ha chiesto perciò di attuare ”meccanismi dell'ONU” in grado di ”proteggere i Saharawis contro la repressione marocchina”, per evitare il massacro di un popolo sottomesso da più di 30 anni a” un'occupazione coloniale implacabile”.



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