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Cari amici, vi comunichiamo che questa sera, giovedì 15 giugno, alle ore 24:00 su RAIDUE, all'interno della trasmissione dei servizi parlamentari, verranno trasmesse le immagini dell'incontro svoltosi stamane tra la Sig.ra Aminatou Haidar e il Presidente della Camera on. Fausto Bertinotti.
Roma, 15/06/2006 (SPS) La militante sahrawi dei diritti umani, Aminatou Haidar, ha presentato mercoledì a Roma delle testimonianze sugli abusi ed atti di violenza di cui sono vittime le popolazioni sahrawi nei territori occupati da parte delle forze doccupazione marocchine. Ciò che ho sopportato durante la mia detenzione non è assolutamente paragonabile alle sofferenze quotidiane del popolo sahrawi, ha sottolineato nel corso di una conferenza stampa, nel quadro di una missione tesa a spiegare e sensibilizzare sulla situazione del Sahara Occidentale che sta effettuando da qualche giorno in Italia. Per unora, la Sig.ra Haidar ha raccontato le dure realtà che vivono le popolazioni sahrawi nei territori occupati dal Marocco, vittime dei peggiori soprusi e atti di violenza da parte delle forze doccupazione marocchine. Sono stata vittima sotto il regno di Hassan II e continuo ad esserlo nellera del re Mohammed VI, perché non cè alcun cambiamento nella politica marocchina, ha affermato la militante che descrive i momenti dolorosi che ha vissuto, lei e i suoi numerosi compatrioti durante la loro detenzione nella prigione Carcel negra del regime marocchino. Nessuno è sfuggito alle atrocità e alle torture delle forze doccupazione. Uomini, donne, bambini, anziani, nessuno è stato risparmiato, afferma, entrando in dettaglio sui momenti del suo primo arresto nel novembre 1987 e le torture e le offese alla dignità inflittele durante tre settimane senza interruzione, per aver partecipato ad una marcia pacifista che chiedeva il rispetto dei diritti umani nei territori sahrawi occupati. Per tre anni e sette mesi, ho vissuto linfelicità e le sofferenze dei miei compatrioti, alcuni dei quali morti sotto le mani dei loro carnefici e altri sotterrati vivi in fosse comuni a linsaputa delle loro famiglie, ricorda. Aminatou Haidar ha allo stesso tempo ricordato i 550 dispersi, la cui sorte resta ancora sconosciuta, le torture inflitte ad un vecchio di 70 anni, un saggio di una tribù o ancora gli assassinii di giovani nella prigione di Kalaat Mgouna. Mi appello a voi e alle organizzazioni umanitarie affinché si giudichino un giorno i responsabili di queste atrocità ha detto. *La militante sahrawi ha sottolineato che se si parla al giorno doggi di Intifada nei territori occupati, questo non è, infatti, che la continuità della resistenza pacifica delle popolazioni sahrawi che si vuole sottomettere al diktat delloccupazione. Io riaffermo ancora una volta che il popolo sahrawi è nella grande maggioranza a favore dellindipendenza, contrariamente a ciò che lascia intendere la propaganda marocchina afferma. Ella cita ad esempio i movimenti di contestazione che chiedono lindipendenza in più regioni del sud marocchino e nelle università di Marrakech, Casablanca e Rabat, le cui conseguenze, rileva, sono intese a far vacillare il potere marocchino a dispetto del black-out mediatico che è stato imposto. Aminatou Haidar ha tenuto a denunciare il terrorismo di stato del regime marocchino, latteggiamento delle Nazioni Unite che non arriva mai, dice, a far applicare le proprie raccomandazioni e il silenzio e la complicità di certi paesi dinanzi a questoccupazione illegale e gli oltraggi manifesti ai diritti umani. Ella rifiuta il progetto dautonomia preconizzato dal Marocco che non risponde al desiderio del popolo sahrawi che aspira alla propria indipendenza totale, ha affermato. Prima di concludere il suo intervento, lancia un appello alla comunità internazionale e alle organizzazioni umanitarie per esercitare delle pressioni sul Marocco al fine di far rispettare la legalità internazionale e di mettere fine ai soprusi contro il popolo sahrawi, precisando che se questa situazione perdurasse, rischierebbe di determinare una radicalizzazione di movimenti pacifisti e la ripresa delle ostilità con il Marocco. (SPS)
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