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Il popolo Saharawi

Ilal Amam ed Ennahdj Eddimocrati ribadiscono il loro sostegno all'autodeterminazione del popolo saharawi

Bruxelles, 27/06/2006

Il movimento progressista Ilal Amam, (In Avanti), ed il partito Ennahdj Eddimocrati (Via Democratica) hanno ribadito domenica sera a Bruxelles il loro sostegno al diritto di autodeterminazione del popolo saharawi sotto gli auspici dell'ONU, durante un conferenza-dibattito organizzato dall'unione dei giovani progressista arabi, UJPA, del Belgio.

La conferenza ha riunito, per la prima volta dall'occupazione del Sahara Occidental da parte del Marocco, il rappresentante del Fronte Polisario in Europa, Modhamed Sidati, i rappresentanti del movimento Ilal Amam, e i responsabile del partito Ennahdj Eddimocrati,. Menebhi Abdelaziz ed Aziz Mkichri.

La posizione di questo partito di sinistra, coincide con quella dell'ONU, cioè permettere al popolo saharawi di esprimersi liberamente sul suo destino con l'organizzazione di un referendum di autodeterminazione, ha sottolineato Mkichri durante l'incontro che si è svolto in un clima caloroso e fraterno.

Per M. Menebhi, "la lotta del popoli saharawi e marocchino è comune. È diretta contro il regime makhzénien che continua a imperversare", un regime che costituisce, ha detto, un "ostacolo all'edificazione di un Magreb dei popoli che comprenda il popolo della RASD."

I responsabile delle due formazioni politiche marocchine hanno riaffermato il riconoscimento del popolo saharawi ed il suo diritto ad un referendum di autodeterminazione sotto l'egida dell'ONU, aprendo così in breccia sull'idea di unanimità della classe politica marocchina sulla "marocchinutà del Sahara."

I due responsabile politici marocchini, pur ribadendo il loro"nazionalismo", affermano che sia il popolo marocchino che il popolo saharawi subiscono lo stesso" potere feudale", e il loro sostegno all'autodeterminazione del popolo saharawi è un'appogio all'emancipazione del popolo marocchino dal "makhzen".

Menebhi, co-fondatore di Ilal Amam, vecchio prigioniero politico in Marocco (1975-1995), ha ricordato che la storia del suo movimento è legata intimamente alla lotta del popolo saharawi per l'indipendenza contro il colonialismo spagnolo e poi "contro l'espansionismo" della monarchia marocchina.

Menebhi ha ricordato che l'unione nazionale degli studenti marocchini (UNEM), che ha presieduto all'inizio degli anni 1970, aveva adottato una risoluzione che chiedeva l'autodeterminazione del popolo saharawi, ancora prima della creazione del Fronte Polisario.

Il 15 congresso dell'UNEM (12 - 18 Agosto 1972), ha adottato questa risoluzione di "riconoscimento e di sostegno", si ricorda," il giorno stesso in cui il generale Oufkir tentavano il secondo golpe contro il Re Hassan II."

La creazione del Fronte Polisario, testimonia il militante marocchino, ha contribuito ad "una maturazione della lotta secolare del popolo saharawi", aggiungendo che l'inizio degli anni 70 ha costituito il momento chiave della lotta del popolo saharawi, come l'8 maggio 1945 in Algeria.

Nel 1970, le autorità coloniali spagnole hanno represso nel sangue le popolazioni civili saharawi che manifestavano pacificamente contro la colonizzazione spagnola a Zemla, quartiere popolare di El Aaiun, capitale occupata del Sahara Occidentale.

I superstiti di questo" massacro", le élite delle popolazioni locali represse", gli intellettuali saharawi tra cui quelli che militavano all'UNEM, sono giunti alla convinzione che la lotta pacifica contro l'occupazione spagnola con la "complicità" del trono alaouite, aveva raggiunto i suoi limiti.

Il rappresentante del Fronte Polisario che ha rievocato la genesi della lotta del popolo saharawi per la sua indipendenza, ha sottolineato che questa lotta "ha raggiunto oggi una nuova fase, con lo scoppio dell'Intifada condotto dai giovani della terza generazione, più radicali malgrado 30 anni di oppressione, di emarginazione e di tentativi di assimilazione".

L'idea di una terza via, una "autonomia rinforzata" con la quale il Marocco "non riesce a convincere neppure i suoi alleati europei e ancor menol'ONU", è "anacronistica" e rifiutata categoricamente dal Fronte Polisario e dal popolo saharawi.

"Il potere marocchino, preso in contropiede da questa Intifada, cerca di deviare il processo di decolonizzazione del Sahara Occidental, pensa di fronteggiare l'Intifada mobilitando due terzi delle forze di repressione marocchina e svuotare della sua sostanza questo movimento per uscire dell'isolamento nel quale si è messo".

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