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Il popolo Saharawi

Rabat 27 giugno 2006

Amnesty International ha chiesto lunedì a Rabat "la fine della tortura nei centri di detenzione in Marocco" e ha chiesto al governo marocchino di permettere alle ONG di visitare questi centri di detenzione.

La sezione marocchina di Amnesty Internazionale ha sottolineato, in una conferenza stampa in occasione della giornata delle Nazioni Unite contro la tortura, di avere chiesto al capo del governo "la firma del protocollo facoltativo per la convenzione contro la tortura" che permette alle ONG di visitare i centri di detenzione.

"Questo tipo di protocollo permette di lottare più efficacemente contro la tortura e soprattutto di prevenirla" secondo i membri della sezione marocchina di Amnesty International.

L'organizzazione marocchina di difesa dei diritti umani(AMDH) afferma che la tortura in Marocco "ha assunto proporzioni allarmanti in questi ultimi mesi"

L' AMDH ha citato molti casi di tortura e di decesso durante questi ultimi mesi nei commissariati di polizia e della gendarmeria nel tentativo di estorcere confessioni.

'' Parecchie persone sono morte sotto tortura durante questi ultimi mesi, in modo particolare Hamdi Lembarki a El Aaiun (Sahara Occidentale), Larbi Souabni a Mohammadia, Adil Zayati e Abdelghafour Haddad à Salé (vicino a Rabat)'' affermano i membri dell' AMDH.

Affinché il Marocco ''sia un paese libero dalla tortura e dall'impunità, occorre che siano ratificate tutte le convenzioni internazionali per la lotta contro la tortura '', afferma l'AMDH, aggiungendo ''che occorre anche che la giustizia sia trasparente ed indipendente ''

El Aaiun (territori occupati), 30/06/2006

Dodici persone arrestate a El Aiun durante le manifestazioni di mercoledì e giovedì.

Solo di quattro degli arrestati si conosce il nome, si tratta di : Mohamed Saleh Lehbib Berkan, Bouhriga Tarek, Ould Bourial, Ould Lansari.

L'abitazione di Mohamed Saleh Lehbib Berkan è stata saccheggiata dalla polizia marocchina guidata dal noto torturatore Ichi Abou Al Hassan.

Alcuni genitori sono stati minacciati di licenziamento se i loro figli parteciperanno ancora a manifestazioni in piazza.

A Bojador si sono svolte manifestazioni studentesche per protestare contro le discriminazioni negli esami di fine contro gli studenti saharawi. La manifestazione è stata caricata dalla polizia che ha anche arrestato l'ex detenuto politico Tahlil Mohamed e Ahmed Lehmeid Hamya.

Rinviato il processo a 5 prigionieri politici

Agadir (sud del Marocco) 30/06/2006

I cinque prigionieri politici arrestai nell'aprile scorso e detenuti nel carcere di Inzegan sono stati condotti stamane ad Agadir per essere processati. Il tribunale ha deciso di rinviare il processo al 13 Luglio. I cinque sono: Najiaa Lbachir, El Khorchi Wissi, Lmansouri Driss, Tamek Mohamed, Kjout Brahim.

Sostegno africano al rapporto della commissione dell'UA sulla questione del Sahara occidentale.

Banjul, 30/06/2006

I paesi africani hanno espresso il loro sostegno al rapporto sulla questione del Sahara occidentale presentato dalla commissione dell'unione africana (UA) che è "preoccupata" per il vicolo cieco in cui si trova il processo di pace," questo causa frustrazione nel popolo del Sahara occidentale".

Il ministro delegato, degli Affari magrebini ed africani, Abdelkader Messahel ha ricordato che la questione del Sahara occidentale è iscritta all'ordine del giorno delle Nazioni unite dal 1962 nel capitolo 11 della Carta dell'ONU. Messahel ha sottolineato che questo territorio non autonomo ha subito" un occupazione straniera" e che "la questione del Sahara occidentale è una problema di decolonizzazione che riguarda la risoluzione 1514 e che il Marocco è una potente occupante."

Il rapporto della commissione africana presentato davanti al Consiglio esecutivo dell'UA sottolinea anche che la situazione nella quale si trova il processo di pace al Sahara occidentale "merita la massima attenzione da parte della comunità internazionale che deve agire urgentemente per permettere al popolo del Sahara occidentale di esercitare il suo diritto all'autodeterminazione, e questo, conformemente alla legislazione internazionale ed alle risoluzioni pertinenti del Consiglio di sicurezza della Nazione Unite." Il Senegal ha tentato di rimettere in discussione questa parte del rapporto del presidente della commissione dell'UA. "Questo tentativo non ha trovato eco nel Consiglio dei ministri, nonostante l'appoggio dato dal Gabon, dal Ciad e dal Burkina Faso."

Il Senegal è rimasto isolato, mentre la causa saharawi è stata appoggiata da molti paesi tra cui l'Uganda, l'Africa del Sud, il Botsawana, lo Zimbabwe, la Tanzania e la Namibia che hanno ha ribadito con forza il loro appoggio all'autodeterminazione del popolo del Sahara occidentale.

Messahel ha ricordato un che" la questione saharawi rappresenta la legalità internazionale, e riguarda tutti i paesi africani nella misura in cui tutti i sono in definitiva figli della risoluzione 1514 sul diritto dei popoli all'autodeterminazione."

Un appello è stato lanciato alla comunità internazionale affinché metta fine alle violazioni dei Diritti umani e per il rispetto del diritto del popolo del Sahara occidentale all'autodeterminazione.

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