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Il 19 luglio
Il 25 luglio
l’Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia ha risposto alla lettera
confermando, appieno, l’atteggiamento marocchino di totale chiusura nei
confronti del Piano di Pace delle Nazioni Unite e del Referendum di
Autodeterminazione del Popolo Saharawi.
La signora Aminettou
Haidar è stata definita ”cittadina marocchina……… che dispone della
totale libertà d’espressione e di circolazione come l’insieme della
popolazione del Sud del Regno………….attivista separatista………..membro del
Polisario che è ben lungi dal rappresentare i saharawi”. Ci informa,
inoltre, del “dialogo e le vaste consultazioni attualmente in
corso………che permetteranno di affermare la proposta di larga
autonomia……” e della “situazione umana molto preoccupante esistente nei
campi di Tindouf………………………che non può lasciare indifferente chiunque sia
amante della pace e della giustizia. Il mio Paese chiama ad una
mobilitazione internazionale per liberare tutti i sequestrati civili
marocchini trattenuti nei campi e per alleviare le loro
sofferenze…………………….”
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