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Il popolo Saharawi
"Un nuovo passo verso una soluzione pacifica e giusta" 
El MOUDJAHID Venerdì 13 ottobre 2006 
 
In seguito all'adozione da parte della Commissione di
decolonizzazione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite di una risoluzione
che ribadisce il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione, il
portavoce del ministero degli Affari esteri ha fatto la seguente dichiarazione:
“L'Algeria ha accolto con profonda soddisfazione l'adozione
da parte della Commissione di decolonizzazione dell'Assemblea Generale delle
Nazioni Unite di una nuova risoluzione sul tema del Sahara occidentale. Questa
risoluzione costituisce una nuova testimonianza, una in più, della correttezza
della posizione della comunità internazionale sul completamento della
decolonizzazione del Sahara occidentale. Adottata a titolo ed in applicazione
della risoluzione n° 1514 (xv), riguardante la Dichiarazione sul diritto
all'indipendenza dei paesi e dei popoli coloniali, questa risoluzione che ha
avuto una  maggioranza politicamente
significativa, ha il triplo merito di riaffermare il diritto naturale del
popolo del Sahara occidentale all'autodeterminazione, di ribadire la validità
del piano di regolamentazione accettato dal 1991 dal Marocco e dal Fronte
Polisario ed approvato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e di
sottolineare il sostegno della comunità internazionale al  Piano Baker che il Consiglio di sicurezza ha
approvato unanimemente quale soluzione politica ottimale per il conflitto del
Sahara occidentale. Il segretario generale delle Nazioni unite ed il suo
inviato personale sono incaricati, in questo contesto, di spiegare le loro iniziative
verso le due parti in conflitto che sono chiamate a cooperare con per portare a
termine la loro missione. Con questa risoluzione, la Commissione di Decolonizzazione
continua la politica e l'azione dell'ONU in materia di decolonizzazione, nonostante
il rifiuto di mantenere gli impegni presi e le continue manovre devianti della
potenza che occupa  illegalemente. 
 
Nella Commissione si è manifestata una ferma adesione degli
Stati membri all'esigenza di una credibilità dell'azione delle Nazioni Unite
nella protezione e la promozione del diritto del popolo del Sahara occidentale
all'autodeterminazione, in quanto diritto fondamentale la cui continua
violazione è generatrice delle violazioni dei Diritti Umani nel territorio
occupato del Sahara occidentale. La quarta Commissione,
incaricata della decolonizzazione dall'assemblea generale dell'ONU, ha appena
adottato con una forte maggioranza una risoluzione nella quale li riafferma,
che il problema del Sahara occidentale è una un problema di decolonizzazione da
risolvere con l’esercizio del diritto inalienabile del popolo saharawi
all'autodeterminazione. 
Ad eccezione di Francia, Spagna e Portogallo, che si sono
astenuti per tentare di rinforzare il Marocco nel suo isolamento sempre più chiaro,
gli altri paesi dell'unione europea, come la Germania, il Regno Unito, la
Grecia, il Belgio, l'Italia, i Paesi Bassi e tutti i paesi scandinavi si sono
pronunciati in favore della risoluzione. Cosa rarissima che apre un varco
significativo per il sostegno al popolo del Sahara occidentale in Europa,
perché l'unione europea vota tradizionalmente in blocco.
 Il Marocco stesso,
non poteva fare peggio che astenersi. 
 L'adozione di questa
risoluzione conferma la validità del piano di regolamentazione negoziato dalle
due parti ed approvato dal Consiglio di sicurezza nel 1990, e anche del Piano
di Pace, chiamata Piano Baker, per l'autodeterminazione del Sahara occidentale
approvato dal Consiglio di sicurezza nel 2003. La diplomazia marocchina ha
appena subito un insuccesso cocente . 
Durante i dibattimenti della quarta Commissione,
l'ambasciatore, Mustapha Sahel, ex ministro dell'interno della Sua Maestà, in
mancanza di argomenti, ha tentato vanamente di accreditare la tesi di un
conflitto bilaterale che l'oppone all'Algeria. Si è dedicato ad un vero
processo contro l'Algeria, citata non meno di quaranta volte nel suo discorso
come fonte di tutti i mali, cercando di 
presentare il problema del Sahara occidentale come un" conflitto
regionale." 
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