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Il popolo Saharawi

14 morti nel naufragio di due barconi al largo di Boujdour.

Madrid, 29/11/2006

14 giovani saharawi, che cercavano di sfuggire alla repressione marocchina, sono morti durante il naufragio, domenica all'alba, di due barconi al largo di Boujdour, 150 km a sud di El Aaiun, capitale occupata del Sahara Occidentale, e altri 26 sono dispersi, secondo un bilancio fatto martedì dalla delegazione del Fronte POLISARIO in Spagna.

Dieci corpi sono stati ritrovati sulla spiaggia di Awzioualet, 18 km a sud di Boujdour, e 4 altri sulla spiaggia di Awzioualet, 50 km a nord della stessa città.

Un primo gruppo di vittime è stato seppellito, lunedì sera, ad El Aaiun dalla popolazione saharawi in presenza di un imponente dispiegamento di forze di polizia marocchina.

Il padrone, marocchino, di uno dei due barconi, Brahim Sergheni, conosciuto nei territori occupati del Sahara Occidentale come “uno dei principali capi della rete di traffico di persone verso la Spagna ”, è sopravvissuto al naufragio.

Fermato lunedì ad un posto di blocco dalla gendarmeria marocchina, mentre trasportava nel bagagliaio della sua auto un motore Suzuki di Zodiac, ha potuto proseguire dopo aver pagato 3.000 dirhams alla polizia.

Il rappresentante saharawi in Spagna, Brahim Ghali, ha denunciato ”l'impunità” di cui godono i trafficanti di persone e la complicità dei corpi di sicurezza marocchina, che conoscono benissimo le spiagge di Boujdour da dove partono i barconi : Rmila, Tbila, Haimar Mah ed Awzioualet.

“È un piano marocchino, per svuotare il Sahara Occidentale dalle sue forze vive, che lottano contro l'occupazione e rivendicano il rispetto dei diritti umani ed il diritto all'autodeterminazione”.

“Il regime marocchino, dopo 30 anni di occupazione, si trova davanti i giovani saharawi che sono l’avanguardia dell'Intifada per l'indipendenza. Le Nazioni Unite, che sono presenti nel Sahara Occidentale con la MINURSO , devono proteggere la popolazione saharawi contro la repressione marocchina e l'esilio forzato.”.

L'esodo dei Saharawi verso le isole Canarie provocate dal Marocco

29/11/2006

“La causa dell'esodo, verso le isole Canarie, è la situazione ogni giorno più esplosiva nella vecchia colonia spagnola occupata dal Marocco“ ha scritto il quotidiano madrileno El Pais martedì riferendo del naufragio di oltre 31 giovani saharawi al largo di Boujdour, mentre tentavano di fuggire dalla repressione nel loro paese.

El Pais hai rilevato che dall'inizio dell'anno, ed in dispetto degli accordi sottoscritti dal Presidente del Governo spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero, ed il re Mohamed VI, per porre fine al traffico di persone, l'arrivo di imbarcazioni alle isole Canarie è aumentato ”sotto l'effetto della dura repressione esercitata dalla polizia e dalla gendarmeria marocchina, nell'ex-colonia spagnola, attualmente occupata dal Marocco. Dal maggio 2005, si succedono nelle principali città, del Sahara occidentale, manifestazioni per rivendicare l'indipendenza del territorio, sempre in attesa dell'organizzazione di un referendum di autodeterminazione”, scrive El Pais.

“Le forze marocchine tengono permanentemente in assedio i quartieri saharawi. Le detenzioni, le denunce di tortura e le perquisizioni di domicili sono all’ordine del giorno”, ha aggiunto.

Il giornale ha ricordato che questa repressione è stata denunciata anche dalle Nazioni Unite nel mese di ottobre” (rapporto dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani).

Sempre secondo El Pais che cita il presidente dell'Associazione Saharawi delle Vittime delle Gravi Violazioni dei Diritti Umani, Brahim Dahane, tra le vittime di questo naufragio c’è Naji Boukhatem, universitario di 30 anni, attivista conosciuto dei diritti umani e collaboratore dell’associazione stessa, e anche molti bambini. Brahim Dahane ha spiegato che l'aumento del numero dei giovani saharawi che partono verso le isole Canarie è la conseguenza della repressione e delle ”minacce di morte di cui sono oggetto da parte della polizia marocchina.”

Anche un’altro quotidiano spagnolo, ABC, imputa la partenza dei giovani saharawi, verso le isole Canarie, alla “repressione”' marocchina, facendo notare che quelli che riescono a raggiungere le Canarie alzano la bandiera della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) e portano con loro documenti che testimoniano che sono figli di cittadini spagnoli “prima dell'occupazione del territorio da parte del Marocco”.

Il giornale di Barcellona La Vanguardia ha posto l’accento sulla repressione che si è abbattuta dal maggio 2005 sui territori occupati del Sahara Occidentale.

‘' Detenzioni arbitrarie, interrogatori, minacce, passaggi feroci e sparizioni per vari giorni è il trattamento al quale sono sottomessi i Saharawi che esprimono la speranza che si tenga il referendum di autodeterminazione o che si oppongono semplicemente all'annessione al Marocco” .

Più di 500 giovani Saharawi sono stati spinti all'esilio in un solo anno a causa della repressione marocchina e della pratica della tortura contro essi, secondo il ministero saharawi dei territori occupati che ha deplorato ‘' l'assenza di osservatori internazionale" in questi territori.

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