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Il popolo Saharawi

Una questione di buonsenso

23 gennaio 2007 –

Il capo dello stato algerino fa un confronto con Timor Est.

Durante la colazione offerta in onore del suo ospite portoghese, il capo dello stato ha ribadito che la costruzione dell'unità magrebina non è legata al problema del Sahara occidentale.

Non è solamente una questione di principio, ma di buonsenso. Niente impedisce ai cinque paesi del Magreb di costruire una unità economica lasciando all’ONU il compito di risolvere un problema di decolonizzazione, in base al principio del diritto dei popoli a disporre di loro stessi, come è stabilito nella Carta dell'ONU.

Sia nel 1988, a Zéralda che nel febbraio 1989, a Marrakech (che ha visto la nascita dell'unione del Magreb arabo) dopo l'adozione dello statuto da parte dei cinque capi di stato magrebini, il problema del Sahara occidentale non era stato un impedimento alla costruzione magrebina. Le istituzioni comunitarie hanno cominciato progressivamente ad essere messe in piedi: un Parlamento consultivo, una presidenza a rotazione, una segreteria permanente, e gli strumenti economici dovevano seguire: una banca magrebina, una moneta comune, forse anche una carta d‘identità comune, fino al giorno che tutto questo è crollato, dopo gli attentati di Marrakech nel 1994. Il Regno del Marocco,frettolosamente, ha accusato l’Algeria ancora prima di iniziare le indagini. I danni collaterali di questa conclusione frettolosa sono conosciuti: migliaia di cittadini algerini residenti all'estero furono cacciate manu militari dal Marocco, fu istituito il visto, provocando di conseguenza la chiusura delle frontiere da parte algerina. Nel frattempo il problema del Sahara occidentale è stato eretto come una barriera invalicabile nella costruzione dell'unione magrebina..

Durante la colazione in onore di M.José Socrate, il presidente algerino ha fatto il parallelo con Timor Est, ricordando che il Portogallo si era distinto per una "grande mobilitazione" in favore del diritto all'autodeterminazione ed all'indipendenza del popolo di Timor Est ed è ora pronto recepire l'importanza di un regolamentazione giusta e definitiva del tema simile del Sahara occidentale.

La posizione dell'Algeria è conforme al diritto internazionale e l’Algeria può con diritto riportare il dibattito sul tema saharawi ricordando che è una problema di decolonizzazione da completare con il libero esercizio da parte dei saharawi del loro diritto all'autodeterminazione, conformemente al piano Baker e alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell'assemblea generale delle Nazioni unite. Da parte sua e da molti anni, il Regno marocchino prova a silurare il piano Baker, proponendo un piano di regolamentazione basato su una pretesa autonomia accordata al popolo saharawi sotto sovranità marocchina.

Questo rimette in causa il referendum di autodeterminazione e tutti gli sforzi fatti dalle istanze internazionali dal 1975, dopo il ritiro della vecchia potenza occupante, la Spagna di Franco. In quanto alle relazioni intermaghrebine, l’Algeria ha sempre rifiutato ogni mediazione straniera tra il nostro paese ed il Regno chérifien, considerando che non sono necessari intermediari per dialogare tra paesi fratelli. È la ragione per la quale M.Bouteflika ha ricordato "il forte attaccamento dell'Algeria all'ideale magrebino in quanto scelta strategica irrinunciabile."

http://www.lexpressiondz.com/T20070123/ZA4-1.htm

Tarik Ramzi

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