![]() |
Attività dell'associazione |
Attualità Saharawi |
Documentazione sui Saharawi |
Rassegna stampa |
Archivio notizie |
|
|
|
Una ventina di universitari nonvedenti in sciopero bevono veleno e si spruzzano di benzina per chiedere aiuti a colui che fu chiamato “re dei poveri” dopo la sua incoronazione
Rabat - La tragedia dei giovani universitari, ciechi e in sciopero, che hanno cercato di suicidarsi in pubblico a Rabat di fronte alla sede del Consiglio dei Diritti Umani, ha scosso la società marocchina, di fronte al vuoto della propaganda ufficiale che vuole presentare un regime sensibile alle classi diseredate del Regno. I 60 nonvedenti, che erano riusciti con grandi sforzi e alcuni aiuti a finire l’università, si sono trovati all'improvviso di fronte alla realtà, un orizzonte chiuso ed un Governo incapace di far fronte alla problematica sociale. Una prima azione di protesta, realizzata nel mese di gennaio davanti alla sede del Ministero della Famiglia, dell'Infanzia e degli Handicappati, dopo sei anni di mobilitazione parziale, non ha dato nessun risultato. I giovani, ciechi o con gravi deficit visivi , hanno allora deciso di inasprire il tono della protesta arrivando, se necessario, fino all’estremo.
Ai primi di febbraio si sono raggruppati nella piazza Mellilla di Rabat, di fronte alla sede del Consiglio Consultivo dei Diritti Umani, un organismo governativo che pretende di essere la scatola di risonanza delle indisposizioni popolari e che il Governo utilizza con fini propagandistici. I diplomati in sciopero e nonvedenti hanno iniziato a gridare slogan per farsi coraggio e urlare la loro disperazione. Nel calore della protesta collettiva, un primo gruppo ha ingerito un potente veleno topicida derivato dell'arsenico e facile da trovare nei mercati popolari. Circondati dalla polizia, i ciechi hanno rifiutato di disperdersi. Un altro gruppo ha bevuto benzina e spruzzato i vestiti, con la ferma intenzione di immolarsi collettivamente e pubblicamente. Alcuni militanti dell'Associazione Marocchina dei Diritti Umani (AMDH), indipendente e molto critica verso le violazioni dei diritti e della libertà in Marocco, si sono uniti agli universitari per unirsi volontari all'azione suicida. In vista della tragedia che si avvicinava, i servizi della Protezione Civile hanno inviato mezza dozzina di ambulanze per portare con la forza i manifestanti all'ospedale. L'Associazione di Difesa del "collettivo dei diplomati in sciopero ed nonvedenti", ha emesso un comunicato nel quale informa che sono stati 20 i manifestanti che hanno bevuto il veleno. Il Collettivo in protesta afferma che continuerà le sue azioni fino a che i suoi legittimi diritti saranno rispettati. In Marocco non esistono istituzioni ufficiali di accoglienza per i collettivi di handicappati, di bambini abbandonati, di madri celibi, o semplicemente di poveri o mendicanti. Alcuni organizzazioni non governative, come l'Organizzazione Alauí per la protezione dei ciechi (OAPAM), o l'Unione marocchina dei ciechi, vivacchiano grazie alle donazioni private o agli aiuti dei paesi occidentali, tra cui la Spagna. L'OAPAM guidata dalla madre del principe Mulay Hicham, il cugino discolo del re Mohamed VI, la giordana Lalla Lamia Solh, ha aperto in varie città centri socio-educativi ed una biblioteca specializzata per cieche. Le diverse fondazioni create da Mohamed VI per fare di fronte a questo problema sociale, si mostrano impotenti davanti all'abbandono delle autorità.
| I nostri obiettivi | Lo scenario | Progetti in corso | Mailing list | Per contattarci | Collegamenti ad altri siti | Privacy e copyright |