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Il popolo Saharawi

New York, 09/03/2007

Il Presidente della Repubblica, Mohamed Abdelaziz, ha ribadito al Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, durante il loro colloquio giovedì nella sede delle Nazioni Unite a New York, che il diritto del popolo saharawi “ all ’ autodeterminazione e all ’ indipendenza è l ’ unica soluzione riconosciuta dall ’ ONU per la regolamentazione del conflitto del Sahara Occidentale ”

Testo integrale del comunicato stampa:

Incontro del Presidente saharawi, Segretario generale del Fronte POLISARIO con il Segretario generale delle Nazioni Unite

New York, 8 marzo 2007,

“ Il Presidente Mohamed Abdelaziz, Segretario generale del Fronte POLISARIO, è stato ricevuto giovedì 8 marzo 2007, dal Segretario generale delle Nazioni Unite M. Ban Ki-moon nella sede dell ’ ONU. Nel colloquio, svoltosi in presenza di alti responsabili saharawi e dell ’ Onu, sì è parlato del processo di pace, della situazione attuale e delle prospettive alla vigilia delle discussione sul tema, previsto nel Consiglio di sicurezza per la fine di aprile. A questo riguardo, il Presidente Mohamed Abdelaziz ha riaffermato l ’ attaccamento irremovibile del Fronte Polisario e del popolo saharawi al diritto all ’ autodeterminazione ed all ’ indipendenza, in quanto unica soluzione riconosciuta dall ’ ONU per la regolamentazione del conflitto del Sahara Occidentale, che è dagli anni sessanta sull ’ agenda delle Nazioni Unite come un problema di decolonizzazione. Il Presidente Mohamed Abdelaziz ha chiesto, al Segretario generale delle Nazioni Unite, che l ’ ONU assuma una responsabilità particolare nella decolonizzazione completa e finale dell’ultima colonia in Africa. Ha ricordato, inoltre, che l ’ ONU ha realizzato, nel processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale, risultati considerevoli come il Piano di Regolamentazione, gli Accordi di Houston firmati dalle due parti ed approvati dal Consiglio di sicurezza oltre al Piano Baker. Questi risultati devono essere preservati da ogni tentativo di sostituzione con proposte o intenzioni che mirano a coinvolgere le Nazioni Unite nella legittimazione di un “ fatto coloniale marocchino ” nel Sahara Occidentale. A questo proposito, il Presidente Mohamed Abdelaziz ha sottolineato, al Segretario generale dell ’ ONU che la sedicente proposta di autonomia, che il Marocco pretende di elaborare, non è niente di più di un manovra indecente che mira a coinvolgere le Nazioni Unite nella legittimazione della sua occupazione militare del nostro paese. Tale proposta è rigettata in modo categorico dal Fronte Polisario e non può né deve essere presa in considerazione dalle Nazioni Unite, considerato che è una proposta unilaterale, che non ha il sostegno della parte saharawi e viola il diritto del popolo saharawi a scegliere liberamente il suo futuro. Durante la riunione, il Presidente Mohamed Abdelaziz ha affrontato anche la situazione attuale nelle zone occupate dal Marocco, in modo particolare le continue violazioni dei diritti umani e lo sfruttamento illegale delle ricchezze naturali del Sahara Occidentale da parte della forza occupante. Il Presidente della Repubblica ha richiamato l ’ attenzione del Segretario generale sui rischi e pericoli che possono conseguire sul Sahara Occidentale e su tutta la regione, a causa del rifiuto costante da parte del Marocco delle risoluzioni e dei piani di pace dell ’ Onu, e la continua violazioni dei diritti umani della forza occupante il territorio. Il Segretario generale ha preso nota della posizione espressa dal Presidente Mohamed Abdelaziz, affermando un interesse nella ricerca di una soluzione reciprocamente accettabile, che assicuri l ’ autodeterminazione, che rispetti i parametri che guidano la visione del Consiglio di sicurezza sul problema del Sahara Occidentale.

Il Segretario generale presenterà il suo primo rapporto metà aprile ” .

(Traduzione non ufficiale)

Pesanti sentenze contro i detenuti politici saharawi ad El-Ayoune

El-Ayoune-Sahara Occidental Mercoledì 07 marzo 2007

La corte di secondo grado di El-Ayoune, ha pronunciato ieri, 06 marzo 2007, nuovo pesanti e ingiuste sentenze contro i detenuti politici e difensori saharawi dei diritti umani. Il segretario generale dell'asvdh (Association Sahraouie Des Victimes des Violations Graves des Droits de l’Homme Commises par l’Etat du Maroc), Brahim SABBAR ed il membro del consiglio di coordinamento, Ahmed SBAI, sono stati condannati ad un anno di prigione.

I tre detenuti politici saharawi, Elhafed TOUBALI, Mohamed Lehbib ELGASMI e Ahmed Salem AHMEIDAT sono stati condannati a tre anni di prigione.

La stessa corte ha deciso di rinviare il giudizio del detenuto politico saharawi, Abdessalam LOUMADI, al 20 marzo 2007. SABBAR era stato condannato a due anni di prigione, in uno primo giudizio, col detenuto politico saharawi Ahmed Mahmoud HADDI condannato a tre anni di prigione.

Sospensione della sciopero della fame

I detenuti politici saharawi in prigione nera ad El-Ayoune, hanno deciso, domenica 3 marzo 2007, di sospendere lo sciopero della fame iniziato il 30 gennaio 2007 in seguito al cattivo trattamento subito nello stesso penitenziario. I detenuti hanno dichiarato che sono sempre pronti a difendere i loro legittimi diritti in quanto detenuti di opinione e che riprenderanno lo sciopero se la direzione penitenziario non rispetterà i suoi impegni.

Rapporto del dipartimento degli affari esteri degli Stati Uniti d'America denunciano le violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale

Il dipartimento degli affari esteri degli Stati Uniti d'America ha denunciato le violazioni marocchine dei diritti umani nel Sahara Occidentale durante il 2006, in un rapporto dettagliato sulle situazioni dei diritti umani nel Sahara occidentale reso pubblico martedì. Il rapporto di 9 pagine pubblicate sul sito ufficiale del dipartimento, riferisce di parecchi casi di detenzione, torture, imprigionamenti e menziona alcuni nomi di prigionieri politici e di attivisti dei diritti umani tra cui: Hammoud IGUILID, Presidente della ramo dell'associazione marocchina dei diritti umani, Brahim DAHANE, presidente di un'associazione saharawi dei diritti umani quali vittime di violazioni e di intimidazioni esercitate contro di loro dalle autorità marocchine.

Il giudice Garzon indagherà sui "crimini" commessi dal Marocco nel Sahara Occidentale dal 1975

Madrid, 07/03/2007

Il ministero pubblico dell’Audience nazionale, la più alta istanza penale in Spagna, ha chiesto al giudice Baltasar Garzon di indagare sulle accuse di "crimini internazionali" commessi da 32 dirigenti e militari marocchini nel Sahara Occidental dal 1975, data dell'occupazione di questo territorio da parte del Marocco, ha riportato martedì il quotidiano spagnolo El Mundo.

Queste accuse sono contenute in un esposto presentato il 14 settembre 2006 da un collettivo di associazioni spagnole di difesa dei diritti umani.

Questa domanda di inchiesta segue il parere favorevole all'ammissione della richiesta emesso dal pubblico ministero, ha precisato il giornale.

In seguito a questo parere, il giudice Garzon ha chiesto alla parte denunciante di identificare i crimini commessi da ogni dirigente e militare marocchino oggetto dell'azione in giustizia.

Al momento della presentazione della denuncia, Manuuel Ollé Sesé, avvocato del foro di Madrid, presidente dell'associazione di difesa dei diritti dell'uomo di Spagna (APDHE), aveva dichiarato che i crimini internazionali menzionati nella denuncia si basano su atti di "genocidio, tortura, scomparse forzate di persone, sequestri, assassini e ferite."

Nella denuncia è riferito in dettaglio, come 40.000 saharawi avevano dovuto fuggire dal loro paese, le circostanze in cui erano stati commessi i crimini, come erano stati sequestrati, torturati, gettati talvolta dagli elicotteri nel vuoto, come innumerevoli crimini commessi contro di loro e tutti gli atti relativi al genocidio", aveva precisato.

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