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La politica del Governo socialista in Spagna sul conflitto del Sahara Occidentale ha avuto effetti “sterili “ e non ha permesso lo sblocco del conflitto, ha scritto giovedì il quotidiano spagnolo La Razon, che ha invece valutato positivamente la posizione del re Juan Carlos.
"È difficile credere che non ci siano al Ministero degli Affari Esteri spagnolo specialisti che abbiano messo in guardia contro gli effetti catastrofici della politica che del Governo sul conflitto del Sahara Occidentale che ,oltretutto, sono stati completamente sterili per sbloccarlo", ha scritto La Razon in un editoriale pubblicato con il titolo "Diplomazia reale in Algeria".
Il quotidiano ha rimproverato al presidente del Governo, José Luis Rodriguez Zapatero, e al suo ministro degli Affari Esteri, Miguel Angel Moratinos, di avere agito "come se il problema fosse in attesa di un loro intervento personale risolutore, senza tener conto di ciò che era successo", riferendosi alle Nazioni Unite. ,
Il giornale ha rilevato inoltre che il sostegno dato, martedì, al Congresso dei deputati del gruppo socialista, PSOE al potere, a due mozioni che appoggiano il "diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione", riflette le "contraddizioni che attanagliano il Governo di Rodriguez Zapatero".
La Razon ha sottolineato "l'eccellente intervento" del re Juan Carlos ad Algeri che ha dimostrato, ancora una volta, come "il suo prestigio e la sua esperienza internazionale siano sempre il migliore aiuto alla diplomazia spagnola".
Il quotidiano di Barcellona La Vanguardia ha sottolineato allo stesso modo che la posizione del re Juan Carlos sul conflitto è "conforme alla politica tradizionale della Spagna che consiste nel difendere una soluzione che preveda l'autodeterminazione del popolo saharawi".
El Periodico ha affermato, da parte sua, che la Spagna" non può rinunciare ai suoi obblighi morali sul futuro del popolo saharawii."
Le autorità coloniali marocchine hanno trasferito,venerdì, il prigioniero politico saharawi, Laaroussi Choubeida dal Carcel négra (prigione nera) di El Aaiun nella prigione di Tiznit (Marocco), ha denunciato l'Associazione Saharawi delle Vittime delle Violazioni Gravi dei Diritti Uomini Commessi dallo stato marocchino (ASVDH).
La famiglia del detenuto politico saharawi, Laaroussi Choubeida, è stata informata venerdì, che il giovane era stato trasferito a Tiznit. La famiglia di Choubeida lo avevo visitato, in carcere, giovedì e Laaroussi non sapeva nulla del suo prossimo trasferimento.I genitori sono in ansia per la sorte del figlio che doveva essere operato per le conseguenze dello sciopero della fame iniziato coi suoi compagni il 30 gennaio 2007. Questa "deportazione forzata” è denunciata dall’ASVDH come attentato ai diritti dei prigionieri politici saharawi, che si aggiunge ad una serie di atti di vendetta che Choubeida ha subito, dai maltrattamenti nella prigione nera, al processo iniquo per finire con la deportazione nella prigione di Tiznit. Choubeida aveva rifiutatop la nazionalità marocchina, ed è stato condannato ad anno e mezzo di prigione. Questa sentenza è stata confermata martedì scorso dalla corte d’appello di El Aaiun,.
Era stato fermato nel marzo 2006 a Dakhla e trasferito nel Carcel negra di El Aaiun, per avere partecipato alle manifestazioni pacifiche che rivendicavano il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione ed all'indipendenza.
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