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Il popolo Saharawi

Il Marocco lascia vuota la sedia nella conferenza del Parlamento Europeo

Bruxelles 21 marzo 2007 –

Il Marocco ha deciso di non partecipare alla conferenza organizzata martedì scorso dal Parlamento Europeo sul Sahara Occidentale, durante la quale il rappresentante dell'ONU, Jean Luc Onckelinks, responsabile dell’Informazione dell'ONU presso l'UE ed il Benelux, ha ricordato che il Tribunale Internazionale di Giustizia (TIG), non ha mai riconosciuto la sovranità del Marocco sul territorio saharawi.

Invitato all’incontro, l'ambasciatore del Marocco, Menouar Alem, ha cercato di coinvolgere un rappresentante del Consiglio Reale Consultivo per i Temi Sahariani, CORCAS (organismo non riconosciuto dalla comunità internazionale quale rappresentante del popolo saharawi), per fargli presentare il piano di autonomia elaborato da Rabat che chiede di fatto il riconoscimento dell'annessione del Sahara Occidentale da parte del Marocco.

La presidentessa del Comitato per il Magreb, l'eurodeputata spagnola Luisa Fernanda Rudi Úbeda, ha respinto la proposta di cambiamento fatta dal Marocco, 3 giorni prima della conferenza, argomentando che i relatori al convegno erano stati concordati e ogni modifica doveva essere approvata da tutti gli altri partecipanti.

Per riuscire a fare il convegno promosso dal Parlamento Europeo, l'ufficio di presidenza del convegno ha "sospeso" l'intervento dell’ambasciatore marocchino e saharawi come rappresentanti dei paesi in conflitto, e dell'Algeria come osservatore, lasciando solo al rappresentante della "legalità internazionale", il responsabile dell'ONU il compito di esporre la storia del conflitto.

Il Sig.. Onckelinks ha relazionato agli eurodeputati la genesi del conflitto saharawi nel quale l'ONU è coinvolto dal 1965, quando la sua Assemblea Generale approvò una risoluzione che auspicava la "decolonizzazione" del Sahara Occidentale sotto occupazione spagnola, e chiedendo un "referendum di autodeterminazione."

Da 1966 a 1973, altre sette risoluzioni che si riferiscono alla legalità internazionale, al diritto dei paesi a disporre di se stessi, sono state approvate dall'AG dell'ONU che si è ispirata anche alle risoluzioni dell'OUA che vanno nella stessa direzione.

Ma il defunto re Hasán II, allontanandosi dalla proposta di un referendum di autodeterminazione, sollecitò l'arbitraggio del Tribunale Internazionale di Giustizia (TIG) organo dell'ONU, per stabilire se ci fosse un "legame giuridico" del Sahara Occidentale col suo Regno.

Ma il TIG, nel 1976, emise il suo parere giuridicao, che inspira le risoluzioni dell'ONU, affermando esplicitamente che non esiste "nessun legame di sovranità del Marocco o della Mauritania" sul Sahara Occidentale, anche se "alcuni, ma solo alcuni dei capi di tribù hanno reso omaggio al Sultano del Marocco". In assenza di legame giuridico con Marocco o Mauritania, la risoluzione che chiedeva la decolonizzazione del Sahara e l'autodeterminazione del popolo saharawi non poteva essere modificata", ha affermato il rappresentante dell'ONU.

Da allora, l'ONU si è impegnato dal 1990 nei piani di regolamentazione seguendo il classico processo della "decolonizzazione", fino all'ultimo Piano Baker II, respinto per il Marocco.

Il rappresentante dell'ONU ha parlato degli altri interventi dell'ONU in materia di protezione dei rifugiati e del diritto umanitario, specialmente la relazione dell’Ottobre di 2006, che denunciava gli abusi dei quali è vittima la popolazione saharawi nei territori occupati.

Il presidente della delegazione ad hoc del Parlamento Europeo per il Sahara Occidentale, l'eurodeputato Ioannis Kasoulides, ha indirizzato alla conferenza un messaggio, ricordando che il Parlamento Europeo deve continuare ad esigere dalle autorità marocchine l’autorizzazione per la delegazione ad hoc che si deve recare nei territori saharawis occupati per una missione informativa sulla repressione dei saharawis che manifestano pacificamente.

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