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Il popolo Saharawi

Il voto del Consiglio di Sicurezza sul Sahara Occidentale atteso per lunedì

New York (Nazioni Unite) 27/04/2007

Continua al Consiglio di Sicurezza dell'ONU l'esame del progetto di risoluzione sul Sahara Occidentale, elaborato dal gruppo degli Amici sul conflitto del Sahara Occidentale, il voto è stato rimandato a lunedì.

Il progetto di risoluzione redatto da Stati Uniti, Francia, Spagna, Russia e Gran Bretagna, (che formano il gruppo degli Amici del conflitto del Sahara Occidentale), è stato oggetto di negoziati serrati in seno al gruppo.

A causa del ritardo dei negoziati per l’elaborazione di un progetto di risoluzione sul Sahara Occidentale, il voto finale, atteso inizialmente per oggi (venerdì), si avrà solo lunedì 30 aprile.

Alcuni diplomatici presenti al negoziato si sono stupiti dell'accanimento della delegazione americana e francese nel volere svuotare la dottrina delle Nazioni Unite in materia di decolonizzazione di “ogni sostanza e nel volere adottare il progetto di autonomia marocchina come base di discussione tra le parti nei negoziati futuri” auspicati dal Segretario Generale dell'ONU, Ban Ki-Moon, nel suo ultimo rapporto sulla situazione al Sahara Occidentale al Consiglio di Sicurezza.

Le consultazioni del Consiglio basate sul rapporto del Segretario Generale si sono tenute venerdì scorso, a porte chiuse, nella sede delle Nazioni Unite, a New York, tra i quindici membri del Consiglio.

Dopo la presentazione del rapporto del rappresentante speciale del Segretario Generale, Julian Harston e del suo Inviato personale, Peter Van Walsum, i membri del Consiglio di Sicurezza sono intervenuti per esporre le loro posizioni e le valutazioni sul rapporto. Dopo la presentazione formale del rapporto del Segretario Generale al Consiglio, il dibattito si è sviluppato immediatamente, subito dopo le consultazioni, tra i paesi membri del gruppo degli Amici sul conflitto del Sahara Occidentale, sul progetto di risoluzione.

Il progetto dal gruppo degli Amici sul conflitto del Sahara Occidentale, è stato sottoposto agli altri membri del Consiglio che devono pronunciarsi sul contenuto e sull’orientamento di tale progetto, proporre, se necessari, emendamenti per arrivare all’approvazione lunedì 30 aprile.

Il testo sottoposto dal gruppo degli Amici sul conflitto del Sahara Occidentale è stato oggetto di un esame scrupoloso da parte delle delegazioni dei paesi membri del Consiglio di Sicurezza che, a larga maggioranza si sono pronunciati a favore dell'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale e di negoziati diretti tra le due parti in conflitto, che sono il Fronte Polisario ed il Marocco, per giungere ad una soluzione politica reciprocamente accettabile che assicuri l'autodeterminazione del popolo saharawi, come raccomandata nell'ultimo rapporto di Ban Ki-Moon.

La delegazione russa è, sottolineano gli osservatori, ferma sul principio dell'autodeterminazione del popolo saharawi e sull'uguaglianza di trattamento tra le proposte del Fronte Polisario e del Marocco inviate al Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Nel suo ultimo rapporto, del 13 aprile al Consiglio, il Segretario Generale fa menzione del documento trasmesso dal Fronte Polisario intitolato “ Proposta del Fronte Polisario per una soluzione politica reciprocamente accettabile che prevede l'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale” e quello marocchino intitolato “Iniziativa di autonomia per la regione del Sahara”.

Nella giornata di venerdì 27 aprile, la discussione è ripresa a livello dei periti del Consiglio di Sicurezza su un progetto di risoluzione finale che dovrebbe essere sottoposta poi ai quindici.

Tenuto conto della posizione adottata dalla maggioranza dei membri del Consiglio di Sicurezza durante le consultazioni di venerdì 20 aprile, ci si aspetta che questi stessi paesi sostengono con forza il diritto del popolo del Sahara Occidentale all'autodeterminazione e l'uguaglianza di trattamento delle due proposte, marocchina e saharawi, presentate al Segretario Generale.

Molti paesi, organizzazioni regionali ed internazionali tra cui l'Unione Europea, associazioni di difesa dei diritti umani, hanno ribadito il loro appoggio al diritto del popolo saharawi ad esercitare il suo diritto all'autodeterminazione e ad esercitare liberamente il suo diritto a scegliere il proprio avvenire.

Fonte SPS

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