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Di fronte all’aggravarsi della situazione nel Sahara occidentale, D.L.-La Margherita esprime la propria solidarietà alla popolazione saharawi che pacificamente continua da trent’anni a reclamare il proprio diritto all’autodeterminazione.
Le recenti manifestazioni pubbliche nella città di Al Ayùn di protesta e di denuncia dell’occupazione da parte del Marocco dei territori dell’antica colonia spagnola sono da intepretarsi come espressione dell’estremo disagio con cui la popolazione saharawi vive la mancanza di prospettive per una soluzione equa e giusta del contenzioso. Le autorità marocchine hanno risposto con estrema durezza alle pacifiche richieste di autodeterminazione, che fanno riferimento al rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite, e ne sono una testimonianza i processi in corso contro i numerosi manifestanti arrestati.
Le condanne fino a 20 anni di carcere che si sono avute la settimana scorsa fanno temere che in modo analogo si replicheranno le pene per i manifestanti di cui oggi iniziano i nuovi processi.
Allo stesso tempo, l’allarme con cui la comunità internazionale ha incominciato a seguire l’evolversi della situazione non trova alcuno strumento per poter garantire un intervento a tutela del rispetto dei diritti nei territori occupati.
L’arresto e l’espulsione di numerosi giornalisti, il rifiuto da parte delle autorità marocchine all’accesso delle delegazioni straniere composte da osservatori indipendenti, l’ultima delle quali norvegese è la quinta espulsa nelle ultime 5 settimane dal Sahara occidentale, sono un segnale grave della mancanza di trasparenza e di tutela delle fondamentali garanzie nei processi in corso.
D.L.-La Margherita si associa agli appelli già rivolti alla comunità internazionale e chiede che ci sia una risposta rapida e efficace degli organismi internazionali a tutela dei diritti elementari nei territori occupati, perché cessino le violenze e le attività repressive. Chiede inoltre che riprendano al più presto le trattative che le Nazioni Unite hanno portato avanti nel corso degli ultimi anni con il governo del Marocco e le autorità della RASD perché sia trovata finalmente una soluzione per l’autodeterminazione del Sahara occidentale e a tale scopo chiede che venga nominato al più presto un rappresentante speciale da Kofi Annan per portare a definitivo compimento la missione della MINURSO.
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