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Il popolo Saharawi

Il Marocco sequestra due giornali perché criticano il re Mohammed VI.

RABAT - Il Governo del Marocco ha sequestrato due riviste contenenti articoli che mancano di rispetto al re Mohammed VI e danneggiano la morale pubblica.

Si tratta dei settimanali marocchini “Tel Quel” e “Nichane”. Secondo fonti di Tel Quel, la polizia ha sequestrato 50.000 esemplari della sua rivista, per distruggerli in una tipografia di Casablanca, dopo la decisione del primo ministro, Dris Yetú.

Ahmed Reda Benchemsi, direttore di Tel Quel e della sua pubblicazione gemella Nichane, è stato interrogato ieri sera dalla Polizia di Casablanca, ha detto il Ministero dell'Interno in un comunicato.

Un giornalista di Nichane, che ha chiesto di restare anonimo, ha detto che Benchemsi aveva contestato l'utilità delle elezioni parlamentari del mese prossimo in un paese dove la monarchia ha sempre l’ultima parola.

Nel suo discorso annuale al paese il 30 Luglio, Mohammed VI ha detto di sperare che le elezioni del 7 di settembre rinforzino la democrazia, ed ha aggiunto di opporsi a chiunque discuta la sua validità.

Danno alla morale pubblica

Il ministero ha detto che Nichane aveva pubblicato articoli sui quali si discuteva del profeta Maometto danneggiando la morale pubblica e le buone maniere.

"Il primo ministro esprime la sua profonda indignazione per queste mancanze che vanno contro la legge, la moralità della vita pubblica e la ristrutturazione del panorama mediatico", ha commentato l'ufficio del primo ministro.

Il giornalista ha detto che Benchemsi è stato messo in libertà e riaccompagnato a casa domenica mattina, ma si ignora se continui e ad essere indagato.

Più sequestri

È la seconda volta in un anno che le autorità sequestrano edizioni di Nichane, un settimanale inusuale scritto nel dialetto deriya. Il suo direttore precedente, Dris Ksikes, si dimise dopo che la pubblicazione era stata proibita per due mesi in seguito alla pubblicazione di satire sull'Islam, il sesso e la politica.

Sia lui che un altro giornalista della rivista furono condannati a pene, poi sospese, di tre anni di carcere.

In Marocco, criticare il re, discutere la sua parola come guardiano dell'Islam e dubitare del diritto del Marocco di restare nel conteso territorio del Sahara Occidentale può costare anni di prigione.

Riassunto articolo di El Mundo 06/08/2007

http://www.elmundo.es/elmundo/2007/08/05/comunicacion/1186327980.html

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