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Il secondo round di negoziati tra il Fronte Polisario e il Regno del Marocco, il 10 e 11 agosto a Manhasset vicino a New York, si è concluso domenica con la pubblicazione di un comunicato dell'inviato personale del SG dell'ONU per il Sahara occidentale Peter Van Walsum, accettato dalle due parti, che annuncia un 3 round la cui data e luogo restano da definire. "Le due parti riconoscono che lo status quo attuale è inaccettabile e si sono impegnate a proseguire i negoziati in buona fede.
Hanno convenuto che i negoziati proseguiranno e la data ed il luogo del prossimo round sarà deciso da consultazioni future", si legge nel comunicato dell’ONU.
I negoziati tra il Polisario ed i Marocco, nell'ultimo giorno del secondo round “hanno segnato il passo" e si sono svolti in" un'atmosfera pesante" a causa dell'intransigenza del Marocco per imporre il suo piano di autonomia, hanno dichiarato all'APS i responsabili sahraouis. Annunciando un terzo appuntamento maroco-sahraoui, "probabilmente in Europa, prima della fine dell'anno", Radhi Bachir Seghaïer, consigliere del presidente Mohamed Abdelaziz, e Brahim Ghali, rappresentante del Fronte Polisario a Madrid, membri della delegazione sahraouie ai negoziati, non hanno mancato di denunciare "la posizione raggelata" dei marocchini che vogliono parlare solamente di "autonomia, tutta l'autonomia e solo l'autonomia."
"A Manhasset 2, ci si gira attorno. I marocchini hanno una posizione raggelata. Non hanno e non accettano nessuna altra iniziativa", ha sottolineato Seghaïer che ribadisce che le discussioni sono state "al di sotto delle aspettative”.
Interrogato sulle evoluzioni eventuali registrate dal primo round dei negoziati, del 18 e 19 giugno, ha detto che malgrado gli sforzi del mediatore Onu, Peter Van Walsum, per fare avanzare la discussioni e la" flessibilità" e" la disponibilità" dei Sahraouis a fare avanzare le trattative," i marocchini sembrano ubbidire a direttive rigide, “ripetono lo stesso discorso sull'autonomia e non vogliono che si affrontino temi e problemi specifici come i problemi riguardanti i profughi, i prigionieri, il muro, lo sminamento, le ricchezze naturali e il loro sfruttamento, la libera circolazione delle persone e le visite tra famiglie."
Malgrado l'intransigenza della parte marocchina, la delegazione sahraouie, forte del suo diritto all'autodeterminazione e del sostegno della comunità internazionale, si duole che "i marocchini non escano dal loro isolamento per ritornare alla realtà dalla situazione nel Sahara occidentale e sottoscrivere l'ultima risoluzione 1754 (2007) del Consiglio di sicurezza che invita le due parti a negoziare , in buona fede e senza pregiudiziali, sulla base delle proposte delle due parti in conflitto per assicurare il diritto all'autodeterminazione del popolo sahraoui."
I lavori di sabato, si sono tenuti ad porte chiuse.
Confermando la disponibilità della delegazione sahraouie a continuare la discussione" in un futuro non lontano", probabilmente in Europa," per provare a fare qualche passo in avanti per la ricerca di una soluzione politica reciprocamente accettabile", il delegato sahraoui si dice dispiaciuto che "i marocchini cerchino con ogni prezzo di bloccare questi negoziati che potrebbero assicurare la pace e la stabilità nel Magreb."
Riaffermando la buona volontà del Fronte Polisario ed anche quella del mediatore ONU ha detto che “i prossimi rounds, che si terranno all'infuori di contigenze politiche e scadenze elettorali, che impegnano il governo marocchino, potranno registrare maggiori progressi nella risoluzione del conflitto sahraoui."
Riassunto comunicato Aps 12/8/07
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