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Il popolo Saharawi

La repressione marocchina nel Sahara occidentale denunciata alla 4 Commissione dell'Onu

New York (Nazioni unite), 12/10/2007

Le" violazioni marocchine" dei diritti umani nei territori occupati del Sahara occidentale sono state denunciate da numerosi interventi alla quarta Commissione dell'assemblea generale dell'Onu, sulla decolonizzazione che chiuderà i suoi lavori giovedì.

Jean-Paul Lecoq, rappresentante della Rete mondiale dei sindaci per la pace, ha denunciato la "negazione persistente" da parte del Marocco del diritto del popolo sahraoui all’autodeterminazione ed il "silenzio assordante e compiacente" dei grandi media internazionali.

Il Sahara occidentale "non ha bisogno dell’autonomia, ma della sua indipendenza" ha sostenuto Lecoq, criticando il Marocco "che si beffa dei diritti della popolazione (sahraouie) nel nome di diritti storici autoproclamati".

L’oratore è allarmato per la "repressione esercitata contro il vasto movimento popolare" nato nei territori sahraouis occupati a favore dell'autodeterminazione, proponendo di proibire al Marocco l’organizzazione di ogni avvenimento sportivo internazionale fino a quando un accordo non sarà raggiunto.

La deputata italiana Carmen Motta che rappresentava il Gruppo italiano di amicizia col popolo sahraoui, ha ricordato che il Parlamento del suo paese ha votato una mozione a favore del diritto all’autodeterminazione del popolo sahraoui. Ha deplorato il "silenzio pesante sui numerosi attentati ai diritti fondamentali" del popolo sahraoui, chiedendo un "intervento più deciso dell’Onu che permetta alla popolazione di realizzare ciò che non è abbandonato e dimenticato del resto del mondo."

Alain Dauger, presidente di una associazione francese di solidarietà internazionale, ha deplorato che i diritti del popolo sahraui "siano violati e messi sotto i piedi senza che la comunità internazionale intervenga". "Le forze marocchini usano tutti i mezzi per soffocare ogni manifestazione pacifica, con trattamenti disumani e degradanti che hanno raggiunto livelli incredibili", ha denunciato.

M. Norman Paech, deputato al Parlamento tedesco, ha ricordato le violazioni dei diritti umani commessi dal Marocco nei territori occupati del Sahara occidentale. Ha criticato "le pregiudiziali messe dal Marocco sull’attuazione concreta dell’autodeterminazione del Sahara occidentale", sottolineando che " il diritto dei popoli a disporre di se stessi è un valore imperativo."

La Sig.ra Cinzia Terzi , del Movimento italiano di solidarietà col popolo sahraoui, ha criticato "la posizione di alcuni paesi europei sul tema del Sahara occidentale”, chiedendo che le Nazioni unite "si assumano le loro responsabilità per trovare una soluzione a questo conflitto”.

Jacinta di Roeck, presidentessa del gruppo belga interparlamentare per la pace al Sahara occidentale, ha deplorato che il problema sahraouie non sia oggetto di attenzione in seno alla comunità internazionale.

Ha chiesto al Marocco di rispettare i diritti di umani, la democrazia ed il diritto internazionale perché, ha aggiunto, "Rabat segue la via dell’oppressione violando impunemente il diritto internazionale ".

Agaila Abba Hemeida, una Sahraouie che vive negli Stati Uniti, ha accusato "l’occupazione marocchina che mira a sradicare la cultura sahraouie". Ha ricordato che il popolo sahraouie, diviso in due, aspetta sempre il referendum promesso. "Quando si è parlato del referendum, molti anni fa, abbiamo cominciato a preparare i nostri bagagli per tornare a casa, ma questa speranza è stata delusa”.

Begota Errazti, presidentessa del partito spagnolo Eusko Alkartasuna, ha denunciato "l’ingiustizia fatta al popolo sahraoui che deve potere esercitare il suo diritto all’autodeterminazione con un referendum libero ed indipendente, che è il contrario della proposta, di autonomia, fatta dal Marocco”.

La Sig.ra Ana Maria Miranda, membro della Commissione emigrazione del blocco nazionalista gallego, in Spagna, ha ricordato che quello del Sahara occidentale è un problema giuridico di decolonizzazione, "che rende la posizione del Marocco ambigua, perché si presenta come vittima quando è diventato boia."

Fonte SPS

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