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Amnesty International ha dichiarato di essere preoccupata perchè due difensori sahraouis dei diritti umani, Brahim Sabbar ed Ahmed Sbai, rischiano di essere condannati nuovamente dopo la loro comparsa in tribunale l’8 ottobre 2007 per "offesa a magistrati". I due sahraoui, sono già stati condannati due volte in precedenti processi per "appartenenza ad un'organizzazione non autorizzata" e per "incitamento ad azioni violente di contestazione.
In un comunicato reso pubblico venerdì, Amnesty International ritiene che potrebbero essere prigionieri di opinione, detenuti per le loro attività pacifiche in difesa dei diritti umani e del diritto del popolo sahraoui all'autodeterminazione.
L’8 ottobre 2007, Brahim Sabbar ed Ahmed Sbai sono comparsi molto brevemente davanti al tribunale di El Aaiun (Sahara Occidentale). Erano accusati di "offesa ai magistrati" per avere scandito slogan in favore dell'autodeterminazione del popolo sahraoui durante il loro precedente processo.
Con la stessa accusa erano presenti altri tre Sahraouis, Ahmed Salem Ahmeidat, Mohamed Lehbib Gasmi ed El Hafed Toubali, anch’essi in carcere per condanne subite in precedenza. Un sesto imputato, Abdessalam Loumadi, recentemente liberato per aver scontato la pena, era assente.
I cinque imputati sono stati espulsi dall’aula su ordine del presidente del tribunale poco dopo l'apertura del processo perché continuavano a rivendicare l'autodeterminazione per il popolo sahraoui e a esprimere il loro sostegno al Fronte Polisario.
I loro avvocati hanno chiesto che fossero riammessi in aula, ma la loro richiesta è stata rifiutata. Si sono quindi dichiarati nell'impossibilità di difendere gli imputati. Il pubblico ministero ha chiesto al giudice di applicare rigidamente la legge ed il giudice ha chiuso il processo, annunciando che il tribunale renderà pubblico il suo verdetto il 22 ottobre. Gli imputati rischiano fino ad un anno di prigione e 5000 dirhams di multa ( circa 625 dollari).
Il comunicato rende noto, citando fonti sicure, che i poliziotti hanno insultato i cinque imputati e gli hanno sputato in faccia, nel furgone di polizia dove sono stati portati dopo l’espulsione dal tribunale.
Al loro arrivo in tribunale, i parenti degli imputati sono stati dirottati, sembra deliberatamente, verso un’aula sbagliata, mentre l’aula dove comparivano gli imputati era piena di membri delle forze di sicurezza in uniforme ed in borghese.
Tuttavia, quattro osservatori internazionali erano presenti.
Brahim Sabbar è il SG dell'associazione sahraouie delle vittime di violazioni gravi dei diritti umani commessi dallo stato marocchino (ASVDH) ed Ahmed Sbai è membro dell'associazione.
Questa associazione censisce e documenta le violazioni dei diritti umani perpetrati dalle autorità marocchine e chiedi giustizia per i Sahraouis vittime di scomparsa forzata durante i precedenti decenni.
Lo stesso Brahim Sabbar è stato vittima di una scomparsa forzata del 1981 fino alla sua liberazione nel 1991. Questa associazione non ha potuta essere registrata ufficialmente presso le autorità marocchine a causa di ostacoli amministrativi di carattere politico.
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