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Alcuni accusati che non presentavano lesioni al momento dell'arresto si sono presentati in tribunale ingessati, mentre la difesa denuncia grava irregolarità processuali
El Aayun Mercoledì, 13 Luglio di 2005
Il tribunale penale di El Aaaiun, nel Sahara Occidentale, ha emesso ieri condanne fino ad otto anni di carcere per 15 dei 16 saharauis processati.
Il sedicesimo, Daoudi Mouloud, non era presente ufficialmente per motivi di salute, in realtà non è ancora "presentabile" per le gravi ferite riportate in seguito alle torture subite dopo l'arresto. Secondo gli avvocati della difesa, le pene più alte sono state inflitte ai sahaaroui che hanno urlato slogan a favore dell'indipendenza e del Fronte Polisario durante la precedente udienza in tribunale. Quattro di essi sono stati condannati ad otto anni di prigione, altri due a sei ed un terzo a quattro anni. Il resto, tre a pene di due anni con la condizionale; due, a due anni ognuno; ed infine, tre risultarono assolti.
Secondo la testimonianza di vari presenti in sala, uno degli accusati che la settimana scorsa non era ferito si è presentato ieri con una vistosa ingessatura.
Un altro si è presentato in tribunale col braccio ingessato e con un raccogltore di liquidi fatto con un tubo ed una bottiglia di acqua a penzoloni dal braccio.
Inoltre, uno degli avvocati ha abbandonato la difesa quando gli agenti di Polizia, di propria iniziativa, hanno allontanato gli accusati della sala in modo violento, cosa considerata insolita da parte della difesa, perché la polizia ha agito senza nessun ordine da parte del presidente del tribunale.
Alcuni dei giovani hanno alzato i loro vestiti affinché i presenti, molti dei quali poliziotti in borghese, potessero vedere le ferite sui loro corpi. Come la settimana scorsa, sono state molte e costanti gli slogan urlati in spagnolo dagli accusati come "non vogliamo il Marocco qui !"; "Prendete nota di quello che state vedendo!" o "Viva la pace!". Al momento dell'arrivo in tribunale a bordo di furgoni polizieschi si sentivano dall'esterno anche "viva" al Polisario.
Le autorità marocchine non hanno permesso alla Stampa straniera di entrare in tribunale mentre i media locali (filomarcchini) hanno avuto libero accesso. Hanno potuto assistere al processo anche avvocati canarias Inés Miranda e Dolores Travieso, come osservatrici internazionali in rappresentanza del Consiglio Generale dell'Avvocatura Spagnola.
Il processo si è tenuto in una El Aayun in stato d’assedio, i vari quartieri sono circondati dalle varie polizie marocchine, che impediscono la libera circolazione e il minimo assembramento.
I detenuti e le sentenze:
(Ayub Lehbib è ancora sotto detenzione mentre è assolto secondo la sentenza)
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