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I Sahraouis si aspettano che il Marocco possa sottrarsi al prossimo round dei negoziati di pace, previsto dal 7 al 9 gennaio a New York, ha dichiarato domenica Mhamed Khaddad, portavoce dei 12 congresso del Fronte Polisario che si tiene da venerdì a Tifariti, nei territori sahraouis liberati.
"Dubito che il Marocco venga al terzo round dei negoziati, perché non vuole la pace ed il vicolo cieco nel quale si trova, lo fa tergiversare", ha detto, durante una conferenza stampa, avvertendo che Rabat "avrà la responsabilità di ogni eventuale arretramento degli sforzi delle Nazioni unite per la pace al Sahara occidentale" e che la "pazienza del popolo sahraoui è al limite". Il Fronte Polisario ed il Marocco hanno fatto due rounds di negoziati sotto l'egida dell'Onu, in giugno ed agosto, a Manhasset, vicino a New York, conformemente alla risoluzione 1754 del Consiglio di sicurezza dell'Onu, adottata in Aprile.
L'obiettivo di questi negoziati, secondo i termini della risoluzione Onu, è di giungere ad una "soluzione politica al conflitto del Sahara occidentale che oppone il Marocco ed il Fronte Polisario che sia accettabile per le due parti e rispetti il diritto all'autodeterminazione del popolo sahraoui". Ma queste due sessioni di trattative non hanno portato nessun progresso reale, la delegazione marocchina che vuole parlare solamente del suo "piano di autonomia" per il Sahara occidentale, mentre nessuno paese al mondo riconosce la sovranità marocchina su questo territorio.
Il Fronte Polisario "sarà all'appuntamento in gennaio, ma la campagna mediatica che sta facendo il Marocco e le sue lettere al segretario generale dall'Onu, a proposito della tenuta del congresso del Polisario, in un sedicente zona tampone, lascia presagire un'assenza del Marocco a questi negoziati", ha aggiunto M. Khaddad.
Il Marocco "aveva rifiutato la proposta fatta da M. Peter Van Walsum, inviato personale per il Sahara occidentale del segretario generale dell'Onu, M., Ban Ki-Moon, di tenere il 3 round dei negoziati la seconda settimana di novembre in Svizzera", ha ricordato.
Rabat "ci ha abituati a sottrarsi ai suoi impegni nei confronti della comunità internazionale: il piano di pace del 1991, gli accordi di Houston del 1997 e il Piano Baker del 2003", ha proseguito.
"non mi stupirei se il Marocco rifacesse la stessa cosa ed annunciasse che non verrà al prossimo round. Ne porterà la piena responsabilità e questa ipotesi sarà presa in considerazione dal congresso del Polisario", ha avvertito.
Khaddad ha ribadito che la presenza a Tifariti di una base della Missione delle Nazioni unite per l'organizzazione di un referendum al Sahara occidentale (Minurso) "contraddice ciò che pretende il Marocco, che si tratta di una zona cuscinetto". Tifariti "fa parte di un territorio liberato dal Polisario su cui la RASD (Repubblica Arabo Sahraouie Democratica) esercita la piena sovranità ed il suo diritto a tenere congressi e festeggiamenti" ha ribadito.
Più di 1.700 delegati partecipano ai lavori dei 12 congresso del Fronte Polisario, contrassegnato dalla presenza di più di 250 invitati stranieri di una trentina di paesi.
Le delegazioni straniere hanno adottato una dichiarazione comune nella quale lanciano un" appello urgente alla comunità internazionale, particolarmente l'Onu, per portare atermine il processo di pace nel Sahara occidentale".
La comunità internazionale "deve mobilitarsi per obbligare il Marocco a rispettare i diritti inalienabili del popolo sahraoui e porre fine alla sua politica di occupazione illegale, di repressione e di oppressione e di saccheggio nel Sahara occidentale occupato", conclude Mhamed Khaddad .
Fonte SPS
I lavori dei 12 congresso del Fronte Polisario a Tifariti, nei territori liberati della RASD, hanno ripreso lunedì in seduta plenaria, ultima tappa prima dell'inizio del voto per il rinnovo della direzione del movimento di liberazione sahraoui.
"Le commissioni hanno finito ieri i loro lavori e hanno preparato i loro rapporti che presenteranno oggi nella seduta plenaria, per la discussione e l’approvazione", ha dichiarato M. Mhamed Khadad, portavoce del congresso, durante una conferenza stampa.
"Lo spoglio delle urne inizierà dopo le operazioni di voto" per l’elezione della nuova Segreteria nazionale, il segretario generale del Fronte Polisario, ha precisato M. Khadad.
Interrogato sui documenti che saranno adottati dal congresso, il portavoce ha detto che riguarderanno "principalmente un appello alla comunità internazionale per una soluzione urgente al conflitto del Sahara Occidentale che sia conforme con le risoluzioni delle Nazioni unite". Ha aggiunto che il congresso dovrebbe raccomandare anche "il ripopolamento dei territori liberati del Sahara Occidentale", a partire dai campi profughi.
"Il dibattito in commissioni è stato profondo e animato. L’argomento centrale della discussione è stato la strategia idonea per applicare il piano d’azione che sarà adottato dal ", ha aggiunto M. Khadad.
La Segreteria nazionale è composta di 41 membri, diretti dal segretario generale, che attualmente è Mohamed Abdelaziz.
Conformemente alla Costituzione della Repubblica Arabo Sahraouie Democratica (RASD), il segretario generale del Fronte Polisario una volta eletto dal congresso diventa automaticamente presidente della RASD.
I lavori del 12 congresso del Fronte di Liberazione del Seguia el Hamra e Rio di Oro (Polisario) sono iniziati venerdì a Tifariti, situata a circa 370 km a est di El Aaiun, capitale occupata del Sahara Occidentale.
Fonte SPS
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