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Il popolo Saharawi
Aminatu Haidar: Mi hanno sottomesso "ad ogni tipo di trattamenti inumani"

  

Dopo quasi un mese che detenuta nella  "Prigione Nera" della capitale del
Sahara Occidentale, la detenuta ha risposto dal  penitenziario alle domande
formulate da ABC grazia alla collaborazione di altri militanti saharauis  

  

LUIS DI PIANURA. Inviato Speciale - mercoledì, 13 Luglio di 2005 L'AAIÚN.
L'attivista di Derechos Aminatu Haidar in attesa di giudizio nella Prigione
Nera di L'Aaiún; tutti nel Sahara Occidentale sono in attesa del suo
processo, ancora senza data.  

  

- Può raccontare come e perché è stata arrestata?  

  

- Ero con altri attivisti saharauis il 17 di giugno a L'Aaiún occupato,
stavamo preparando  una manifestazione in solidarietà con le vittime della
"intifada". Le Forze di Sicurezza marocchine intervennero violentemente ,
guidate , tra gli altri, torturatori Ichi Abou El Hasan e Hamid Bahri,
facendoci varie e gravi ferite. Fummo trasportati all'ospedale Belmehdi
nella sala del pronto soccorso dove  fui sequestrata davanti allo sguardo
complice degli impiegati.  

In quello stesso momento un altro attivista saharaui, Hmad Hammad, era
brutalmente torturato.  

  

- Di cosa la accusano le autorità del Marocco?  

  

- Sono stato sottoposta a tutte le forme di trattamenti inumani ed intensi
interrogatori con l'obiettivo di conoscere tutte le mie attività,
soprattutto la relazione con la questione del Sahara Occidentale.  

Hanno tentato, invano, di coinvolgermi in fatti di violenza e attentati,
quello che essi chiamano  "temi sacri e sensibili alla sicurezza dello Stato
marocchino". Si sono inventati ogni tipo di accusa falsa cercando di
obbligarmi a firmare queste accuse senza riuscirci.  

  

- Che cosa pretende lei come attivista saharaui dei Diritti umani?  

  

-Ho vissuto sulla mia pelle l'esperienza del sequestro in 1987 per più di
tre anni e mezzo, assieme a molti saharauis, molti dei quali morti sotto la
tortura. Questo mi ha spinto, dopo la mia liberazione, a lottare per i
diritti delle vittime di queste violazioni per porci fine, smascherare i
responsabili, fare conoscere la situazione ed incoraggiare  tutta la società
saharaui ad unirsi a questa lotta.  

  

- Come sono le condizioni di carcerazione nella Prigione Nera di L'Aaiún?  

  

- È considerata una delle peggiori prigioni, poiché non ha le minime
condizioni di vita. Mi trovo in una cella di isolamento, senza accesso
all'aria senza luce naturale, con ferite profonde alla testa che non sono
state curate. Sono privata delle  visite e dell'accesso a giornali, riviste
o qualunque tipo di comunicazione telefonica o esterna. Tutta questo fa
parte della campagna feroce del regime marocchino e della sua agenzia
ufficiale di stampa, Map, per isolarci dal mondo esterno.  

  

- Quale crede debba essere il ruolo della Spagna?  

  

- La posizione del Governo spagnolo sulla questione del Sahara continua ad
essere ambigua e carente di valore. Considero che la Spagna ha tutta la
responsabilità storica col popolo saharaui, poiché è considerata ancora come
la Potenza Amministratrice  del territorio. Pertanto, è ora che faccia
pressione sul  Marocco.  

  

- Che cosa si aspetta dalla delegazione di parlamentari che vogliono mettere
d'accordo Marocco e Spagna per un viaggio nel Sahara?  

  

- Speriamo in  una maggiore attività in questo tipo di iniziative, a patto
che siano trasparenti. Dopo che sono stati respinti  vari gruppi di
personalità credo che la visita debba andare direttamente  verso  il suo
vero obiettivo che è quello di una commissione di investigazione delle
continue violazioni e torture fisiche che hanno sperimentato i saharauis.  

  

- Che cosa chiede all'ONU?  

  

- I saharauis  chiedono solo di responsabilizzarsi di portare a termine le
sue risoluzioni che contengono il diritto alla libera autodeterminazione.  

  

- Perché hanno scelto questo momento per la "intifada?"  

  

- E' stata una decisione solo della popolazione saharaui che si è ribellata
a questa situazione di "non guerra né pace", e che favorisce solo il regime
occupante. Mentre, il popolo saharaui soffre le peggiori condizioni.

 
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