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Il terzo round dei negoziati tra il Fronte Polisario ed il regno del Marocco, tenutosi dal 7 al 9 gennaio 2008, a Manhasset, vicino a New York, non ha soddisfatto le attese ed i negoziati rimangono sempre in unl vicolo cieco, anche se il capo delegazione sahraouie, Mahfoud Ali Beiba, lo ritiene importante e utile.
Dopo i primi due incontri di giugno e agosto, il terzo round ha permesso, secondo il capo delegazione sahraouie di" consolidare le posizioni difese dal Fronte Polisario, posizioni che mirano ad approfondire i negoziati maroco-sahraouies in vista del’attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza che chiede l'organizzazione di un referendum di autodeterminazione al Sahara Occidental sotto l’egida delle Nazioni unite". "Questo terzo round è ha soprattutto esaminato alcune misure di fiducia e l'applicazione delle risoluzioni 1754 e 1783 del Consiglio di sicurezza", ha spiegato, ricordando che esistono, sul tavolo dei negoziati, due proposte di uguale valore che "devono portare ad una soluzione politica del conflitto".
La delegazione sahraouie ritiene che le Nazioni unite debbano giocare un ruolo" attivo e dinamico" per fare avanzare i negoziati, pur riconoscendo che si tratta di un processo" lungo e difficile. La delegazione sahraouie che si dice pronta a discutere in modo approfondita delle misure di fiducia, invita le Nazioni unite a proteggere la popolazione sahraouies dalla repressione marocchina.
Sul quarto round dei negoziati previsto dall’11 al 13 marzo prossimo, sempre a Manhasset, il capo delegazione sahraouie ha detto di aspettarsi, dopo le consultazioni di Peter Van Walsum nella regione nel mese di febbraio, dei negoziati" reali ed intensivi" che affrontino l'insieme dei problemi che oppongono le due parti in conflitto.
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