![]() |
Attività dell'associazione |
Attualità Saharawi |
Documentazione sui Saharawi |
Rassegna stampa |
Archivio notizie |
|
|
|
Gli Stati Uniti e una grande parte dell'Unione Europea stanno riconoscendo l'indipendenza del Kosovo, che è stata proclamata ieri. Ciò che non hanno potuto fare passare nel Consiglio di sicurezza, a causa dell'opposizione della Russia, della Cina e del Sudafrica , provano a farlo passare appoggiando la proclamazione unilaterale. È un "affare europeo", si proclama in certe capitali europee! Addirittura... Alcuni paesi europei, come la Spagna, Cipro o la Grecia, non sono d’accordo per ragioni evidenti: fanno fronte a movimenti indipendentisti e il Kosovo costituisce per loro un pericoloso precedente. È soprattutto un affare dove la doppiezza e l'ipocrisia degli Occidentali sono grossolanamente vistose.
Nella rivendicazione di indipendenza, il dossier dei Sahraouis è infinitamente più solido sul diritto di quello dei Kosovari. La sentenza del CIJ sul Sahara Occidentale ha confermato che non c'erano legami di "sovranità territoriale" col Marocco, che non c'erano legami giuridici che impediscano l’attuazione della risoluzione 1514 sulla decolonizzazione e l'applicazione del principio di autodeterminazione. Invece, il legame giuridico tra Kosovo e Belgrado è stato costante e la risoluzione 1244, mettendo il Kosovo sotto tutela dell'ONU, ha riaffermato la sovranità della Serbia sul territorio.
E tuttavia, questi Stati occidentali che riconoscono il Kosovo si oppongono all'esercizio del diritto dei Sahraouis all'autodeterminazione e li invitano ad accettare il piano di autonomia di Rabat. Come possono Washington o Parigi e altri giustificare il loro sostegno all'indipendenza del Kosovo e opporsi ad un referendum per i Sahraouis? Sulla base di quali criteri, di quali norme? La risposta è semplice: il solo criterio è ciò che vogliono e niente altro. Nessun posto per il diritto internazionale in questo occasione, ma una volontà di imporre il fatto compiuto, di fare giocare il rapporto di forza. Il gioco è rischioso.
L’applicazione dell'autodeterminazione dei Sahraouis non è un "precedente", è una rigorosa applicazione delle risoluzioni dell'ONU, è conforme, dal punto di vista africano, al principio dell'intangibilità delle frontiere. Nel caso del Kosovo, le cose sono molto diverse: è un precedente, una soluzione fuori dal diritto che rischia di fare palla di neve... nei Balcani ed altrove.
L'unica soluzione conforme al diritto sarebbe stata una separazione consensuale tra la Serbia ed il Kosovo. Ora, si è davanti ad una misura unilaterale, sostenuta dagli Occidentali che non si basa su nessun fondamento giuridico. Gli Occidentali che vogliono strappare al Polisario una rinuncia all'indipendenza nel nome del "realismo" danno, ancora una volta, la prova che il diritto internazionale non impegna nessuno e che è suscettibile di un'applicazione a geometria variabile.
Ci si oppone all'applicazione del diritto nel Sahara Occidental, lo si schernisce nel Kosovo. Quando gli Occidentali verranno ad incitare il Polisario a dare prova di "realismo", i Sahraouis potrebbero parlare del Kosovo. Non saranno fuori argomento, anzi al contrario...
18 Febbraio 2008
http://www.lequotidien-oran.com/?news=5099231
| I nostri obiettivi | Lo scenario | Progetti in corso | Mailing list | Per contattarci | Collegamenti ad altri siti | Privacy e copyright |