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Durante le consultazioni a porte chiuse di lunedì a New York al Consiglio di Sicurezza, l'Inviato Personale del Segretario Generale dell'ONU per il Sahara Occidentale, Peter Van Walsum, ha cercato invano di convincere i membri del Consiglio di Sicurezza "che la proposta di autonomia è l'unica base realista per rislvere il conflitto del Sahara Occidentale".
In realtà solo due paesi, tradizionalmente alleati del Marocco, che hanno appoggiato pubblicamente il piano di autonomia, Francia e Stati Uniti, hanno espresso il loro appoggio a questa proposta, che è in contraddizione con la linea legalista delle Nazioni Unite basata sull'esercizio per il popolo saharaui del diritto all'autodeterminazione.
Tutti gli altri paesi, compresa la presidenza del Consiglio di Sicurezza, esercitata dal rappresentante del Sudafrica nel mese di aprile, hanno ribadito il rispetto della legalità internazionale e l'uguaglianza di trattamento delle due proposte che sono sul tavolo dei negoziati.
Il fallimento dell'Inviato Personale si aggiunge ad un primo fallimento, poichè il Segretario Generale si è rifiutato di seguirlo nel suo ragionamento e adottare la sua valutazione; nella relazione presentata al Consiglio di Sicurezza, preferendo attenersi alla difesa della legalità internazionale ribadita nelle risoluzioni dell'Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza, basate sulla dottrina e la pratica delle Nazioni Unite in materia di decolonizzazione.
"Questa manovra dell'Inviato Personale era destinata al fallimento e condannata a non avere nessun effetto sul prosieguo dei negoziati perché, in questa materia, alle Nazioni Unite quella che conta è la relazione del Segretario Generale che è l'unico documento ufficiale sul quale si basa il Consiglio di Sicurezza, per pronunciarsi e approvare le sue risoluzioni", afferma una fonte della delegazione saharaui all'ONU.
L'atteggiamento"incongruente" dell'Inviato Personale lo mette oggi in contraddizione col Segretario Generale; il Consiglio di Sicurezza e le parti in conflitto la cui fiducia è fondamentale affinché continuino i suoi sforzi per arrivare ad una soluzione mutuamente accettabile che assicuri l'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale, come indicano le risoluzioni dell'ONU.
FonteSPS
L'ambasciatore del Sudafrica, Dumisani Kumalo, presidente di turno del Consiglio di Sicurezza, ha detto di essere stupito per le dichiarazioni dell'Inviato Personale del Segretario Generale dell'ONU nel Sahara occidentale, Peter Van Walsum, che ha dichiarato "l'indipendenza del Sahara Occidentale non è un obiettivo realistico, il Fronte Polisario dovrebbe rinunciarvi” hanno detto lunedì vari diplomatici dell’ONU.
Nel documento che rifletteva la sua opinione personale, Van Walsum "parla di quella che lui chiama l'opzione realistica, secondo la quale l'indipendenza potrebbe essere fuori della portata per il popolo saharaui", affermando che "il Fronte Polisario dovrebbe essere realista", ha dettoKumalo.
"Se andiamo per quella strada, dovremmo dire anche ai palestinesi che rinuncino ad avere il loro stato", ha affermato il diplomatico sudafricano.
Kumalo ha dichiarato alla stampa che in relazione alle consultazioni sul tema del Sahara Occidentale lunedì, il Consiglio aveva ricevuto due documenti "apparentemente contraddittori" da parte di Van Walsum e del Segretario Generale dell'ONU, Ban Ki-moon.
Il Fronte Polisario denuncia le dichiarazioni di Van Walsum che appoggiano la posizione marocchina
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