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Khadija Mouthik, attivista sahrawi per i diritti dell’Uomo, ha deciso di iniziare uno sciopero della fame di 48 ore a cominciare da lunedì per denunciare la situazione critica riservata ai diritti dell’uomo nel Sahara occidentale.
L’attivista ha lanciato un appello alle organizzazioni internazionali, alle istanze politiche e sindacali di tutto il mondo affinché queste intervengano presso le autorità marocchine per porre fine alle violazioni dei diritti dell’Uomo perpetrate dalle forze di repressione contro cittadini sahrawi indifesi, e di cui lei stessa é stat vittima.
Ha inoltre lanciato un appello per la liberazione immediata e senza condizioni dei prigionieri politici sahrawi, sottolinenando che il Marocco é tenuto ad assumere la piena responsabilità della degradazione dello stato di salute di alcuni di loro.
D’altro canto, l’attivista sahrawi ha esortato l’ONU a assumere la sua responsabilità verso il popolo sahrawi, insistendo sul Marocoo affinché cessi lo sfruttamento illegale delle risorse naturali del sahar occidentale, il cui unico proprietario é il popolo sahrawi.
Khadija Mouthnik ha inoltre richiesto il ritiro immediato dell’occupante marocchino dai territori sahrawi, affinché permetta al popolo del Sahara occidentale di esercitare il suo inalienabile e legittimo diritto all’autodeterminazoine e all’indipendenza, come riportato dal comunicato ricevuto da SPS. (SPS)
Le forze di occupazione hanno arrestato l’ex prigioniero politicio sahrawi, Berkouh Ahmed, nel corso delle manifestazoini iniziate nella notte di venerdì nella città di Smara, capitale culturale del Sahar occidentale, come indicato da fonti giuridiche sahrawi sul posto.
L’ex prigioniero politico sahrawi é ancora in stato di arresto, in attesa del giudizio previsto per lunedì e le stesse fonti denunciano i maltrattamenti e le torture subite nei locali della polizia giudiziaria.
Diversi cittadini sahrawi hanno sventolato gli stendardi della RASD e scandito slogan per il ritiro immediato dell’occupante marocchino dal Sahar occidentale e per l’esercizio del popolo sahrawi dell’inalienabile e legittimo diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza, prima di essere dispersi brutalmente dalle forze della repressione marocchina.
Alcune persone sono state gravemente ferite nel corso di un sit-in organizzato davanti alle forze di polizia per reclamare la liberazione di Berkouh Ahmed, tra le quali suo fratello, Berkouh Mbarek e sua sorella, Berkouh Safia.
Secondo la testimonianza di questi ultimi, percossi da Issagh Mohamed, il loro congiunto é stato selvaggiamente torturato all’interno dei locali della polizia giudiziaria della città.
Altre manifestazioni sono state inoltre organizzate dai cittadini (per la maggior parte Sahrawi) nelle località di Aouenet Eighmann, Aouinet Elhena (terkez) e Mhamid Elghezlan, nel sud del Marocco, per ottenere la liberazione immediata e senza condizoini dei prigionieri politici sahrawi rinchiusi nelle prigioni marocchine.
I cittadini sahrawi di queste località hanno inoltre espresso la loro solidarietà con i prigionieri politici e il loro attaccamento all’unico rappresentante legittimo del popolo, il Fronte Polisario. (SPS)
Fonte SPS
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