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Il Fronte Polisario è stato Informato, dalle Nazioni Unite, della designazione dell'americano Christopher Ross quale nuovo inviato personale del segretario generale nel Sahara occidentale e lo ha accettato ufficialmente, ha annunciato martedì il ministro degli Affari Esteri, Mohamed Salem Ould Salek.
Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, "ci ha informati di questa nomina che abbiamo accettato", ha dichiarato M. Ould Salek in un colloquio con l'agenzia di stampa algerina (APS), a margine dei lavori della quarta commissione dell'assemblea generale dell'Onu, iniziata lunedì a New York. Il Fronte Polisario ha dato il suo consenso all'inviato personale del segretario generale "perché siamo disposti a negoziare sulla base delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza che riconosce al popolo sahraoui il diritto all'autodeterminazione", ha aggiunto. "La soluzione politica reciprocamente accettabile" raccomandata dal Consiglio di sicurezza nelle sue risoluzioni sul Sahara occidentale, deve garantire questo diritto inalienabile all'autodeterminazione", ha affermato. L'Onu ha annunciato a settembre la fine del mandato di Peter Van Walsum, come inviato personale nel Sahara occidentale, ma non ha ancora svelato ufficialmente l'identità del suo successore. Il capo del diplomazia sahraouie ha spiegato questa situazione con il fatto che il Marocco non ha ancora accettato la nomina di Ross. Il Marocco "sta facendo pressioni sul segreterio generale e sul nuovo inviato personale perchè accettino le posizioni del suo predecessore che è stato rifiutato dal Consiglio di sicurezza", ha detto Ould Salek. Van Walsum che ha supervisionato dal giugno 2007 quattro rounds di negoziati diretti tra il Marocco ed il Fronte Polisario, a Manhasset, vicino a New York, si è visto ritirare la fiducia da Bank e dal Fronte Polisario da quando ha qualificato “irrealista” l'indipendenza del Sahara occidentale. "La posizione di Van Walsum aveva per obiettivo la confisca del diritto del popolo sahraoui all'autodeterminazione ed all’l'indipendenza", ha denunciato il ministro sahraoui. Dopo la rinuncia Van Walsum, "la delegazione marocchina è molto nervosa e prova a creare ogni tipo di confusione durante i dibatti e le discussioni con le delegazioni, ma come sempre non raggiungerà ai suoi obiettivi, perché è chiaro che per la comunità internazionale e specialmente per la quarta commissione che rappresenta tutti i paesi del mondo, la questione del Sahara occidentale è un problema di decolonizzazione", ha assicurato. Ould Salek ha precisato che il segretario generale dell'Onu non aveva bisogno dell’assenso di una o l'adel’alra parte in onflitto perché la designazione del suo nuovo inviato personale diventi effettiva. "Il segretario generale informa i paesi membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu e le parti in conflitto, il regno del Marocco e il Fronte Polisario, e non ha bisogno dell’avvallo di una o dell'altra parte", ha detto. Il Marocco non ha risposto ancora ufficialmente ma secondo le notizie che abbiamo, sta ricattando e fino ad ora non ha risposto favorevolmente a questa nomina. Tenta di fare delle pressioni sulla segreteria generale dell'Onu affinché si riconosca il passo unilaterale di Van Walsum, che lo ha costretto alle dimissioni dalle sue funzioni", ha indicato. Ma il popolo sahraoui "è il solo padrone del proprio destino, per scegliere l'opzione che gli conviene", ha affermato. "Il Marocco prova a ritardare la scadenza dell'esercizio per il nostro popolo del suo diritto all'autodeterminazione, ma i suoi sforzi saranno destinati all'insuccesso come sono stati tutti gli sforzi dei poteri coloniali nel passato", ha predetto. Ould Salek ha detto che "l'esame periodico annuo della questione del Sahara occidentale da parte della 4 commissione, manifesta l'attaccamento della comunità internazionale alla legalità ed al Diritto e mette il Marocco, ogni anno, sul banco degli imputati". Il primo giorno dei lavori della commissione, lunedì, molti paesi, individualmente e a nome di gruppi, hanno chiesto l'esercizio per il popolo sahraoui del suo diritto all'autodeterminazione ed alla fine delle violazioni contro i diritti umani nei territori sahraouis occupati. Così, la Comunità di sviluppo dell'Africa australe (SADC), il, Gruppo di Rio che raggruppa 22 paesi dell’America Latina e dei Caraibi, l'Uganda, il Venezuela e Fidji hanno espresso chiaramente, durante il dibattito generale, il loro sostegno al diritto dei Sahraouis all'autodeterminazione. Anche Cuba, a nome dei Paesi non allineati, e la Cina hanno chiesto più generalmente di sbarazzarsi definitivamente il mondo del colonialismo. Al termine del dibattito generale, il presidente della 4 commissione (ufficialmente chiamata "commissione delle questioni politiche speciali e della decolonizzazione"), l'argentino Jorge Agulero, ha detto che la parola sarà data martedì pomeriggio e mercoledì ai "richiedenti", rappresentanti di ONG o individui desiderosi di testimoniare su una delle questioni all'ordine del giorno. Secondo l'elenco dei 77 richiedenti citati dall'APS, 63 di essi si esprimeranno sulla questione del Sahara occidentale che occupa la maggior parte del dibattito della 4 commissione.
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